13 ottobre 2022
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Qualche settimana fa un giornalista ha chiesto ad uno Strategist di portafoglio se fosse possibile realizzare rendimenti più elevati in attesa di una minore volatilità, e come generare rendimenti competitivi a lungo termine senza sopportare sbalzi estremi di volatilità. La domanda è sembrata contraddire il modello CAPM e altre assunzioni che normalmente contrappongono rischio e ritorno atteso; eppure un numero crescente di analisi ha indicato che, nel medio termine, un portafoglio attentamente assemblato può da un lato assumersi meno rischi e dall’altro battere il benchmark di mercato investendo in titoli a bassa volatilità. Le strategie a ‘bassa volatilità’ possono assumere forme diverse, ad esempio adottando una strategia difensiva efficace basata sull’analisi dei fondamentali societari che mostri caratteristiche di alta qualità nei flussi di cassa, misure di redditività coerenti al ciclo finanziario, stabilità dei ritorni sul capitale rispetto al mercato e valutazioni interessanti meno suscettibili alle oscillazioni del mercato, il tutto in abbinamento a investimenti monetari di brevissima durata e strategie alternative come Equity Long Short Market Neutral. Più tradizionalmente vengono ritenute società difensive quelle appartenenti ad alcuni specifici settori come quello dei Consumer Staples (beni di prima necessità), Utilities (servizi di pubblica utilità), e grandi società Farmaceutiche ...

29 settembre 2022
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Categorie: Global Bonds
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In una visione di medio termine gli investitori dovrebbero fare affidamento su un approccio disciplinato all'asset allocation, soprattutto durante i periodi di incertezza. Il forte cambiamento della politica restrittiva delle banche centrali sembra comunque imporre un processo di riequilibrio e l’introduzione di nuovi aspetti valutativi che indichino come indirizzare la liquidità nei trimestri a venire. Da un lato la redditività rivista del Fix Income sta ponendo nuove sfide alle altre classi di attivo, dall’altra gli investitori dovrebbero porre attenzione ai segnali che potrebbero indicare l'inizio di un nuovo ciclo azionario rialzista. Secondo gli strategist ci sono numerosi aspetti specifici che gli investitori dovrebbero seguire, e una combinazione dei quali potrebbe porre le base per il prossimo trend rialzista degli indici. I mercati ora stanno subendo una ‘fase di ricalcolo’ cercando di prezzare nel mercato finanziario l’impatto di tassi più elevati, dollaro forte, crescita economica e utili in calo, e allo stesso tempo, un aumento del rischio geopolitico. Le indicazioni incerte che si prospettano nei prossimi mesi sembrano sostenere un mercato instabile e volatile, anche se a fine anno potremmo stimare uno scenario sul 2023 di maggiore visibilità ...

10 giugno 2022
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La riunione della banca centrale BCE ha manifestato un atteggiamento volutamente restrittivo e da falco prospettico; ora gli operatori non solo si aspettano, come indicato, il rialzo del tasso di 25 pbs a luglio, ma anche aumenti di 50 pbs a settembre e ottobre, per chiudere l’anno con ulteriori 25 pbs a dicembre. La Banca Centrale Europea ha anche aggiornato le stime di inflazione nel 2022 al 6,8% rispetto alla previsione di marzo del 5,1%. Già durante la conferenza stampa di Christine Lagarde il mercato finanziario ha mostrato un forte aumento della volatilità sui listini azionari e di sbandamento sui governativi con il rendimento del Bund 10y in avvicinamento all’1,5% per riposizionarsi a 1,42%.  La domanda dei giornalisti circa le precedenti previsioni, distanti dalle nuove, dimostra la difficile comunicazione delle guidance della banca centrale e dei sui uffici studi. Sulla scia dell'allargamento e dell'intensificarsi delle pressioni inflazionistiche, le stime degli economisti BCE trovano l'inflazione core al di sopra dell'obiettivo per tutto l'orizzonte di previsione, prospettando spazio per un maggiore inasprimento della politica monetaria ...

10 marzo 2022
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Il messaggio della presidente BCE Christine Lagarde ha illustrato le preoccupazioni per l'aumento dell’inflazione a seguito della situazione geopolitica e delle prospettive di crescita economica riviste al ribasso. Le discussioni in seno al Consiglio hanno visto posizioni in più direzioni, con banchieri a favore dell’immobilismo attendista e altri pronti a ridurre gli acquisti netti senza condizioni e predisporsi all’aumento dei tassi chiave. Gli aspetti che hanno influito sul mercato obbligazionario sono stati la determinazione sulla chiusura degli acquisti entro giugno e ovviamente la chiara intenzione di procedere ad una normalizzazione dei tassi di interesse di riferimento entro l’anno, nell’idea di sostenere il rientro dell’inflazione. Il processo di riduzione degli acquisti si sta dimostrando rapido con la chiusura del PEPP a fine marzo, come previsto, e la scaletta decrescente di acquisti dell'APP (Asset Purchase Program) con 40 mld di Euro ad aprile, 30 mld a maggio, 20 miliardi a giugno con l’idea di un sua conclusione nel terzo trimestre; di fondo, la precisazione di una flessibilità lascerebbe intendere ad un possibile acquisto finale a luglio di 10 mld Euro prima della conclusione. Il Consiglio ha comunque confermato il reinvestimento di titoli in scadenza e delle cedole ...

9 dicembre 2021
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Categorie: Global Bonds
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Gli asset dei mercati emergenti sono risultati sotto pressione nelle ultime settimane a causa dell'emergere della variante COVID-19, Omicron, ma anche per le indicazioni meno accomodanti su un possibile tapering accelerato dell’acquisto di titoli del presidente della Fed statunitense Jerome Powell. Gli spread delle obbligazioni sovrane degli Emerging Markets (EM) in valuta forte, si sono mossi al rialzo al livello più ampio dell’anno, raggiungendo i 391 bps. In effetti, mentre in generale gli spread obbligazionari sono scesi dai loro picchi più recenti, il contesto globale macroeconomico non risulta favorevole in avvio del prossimo anno ai mercati emergenti. Situazione ancora confusa in Cina per problemi regolamentari sulla tecnologia e finanziari nel settore immobiliare, preoccupazioni per la crescita globale, inflazione in netto aumento e previsioni di restringimento delle condizioni monetarie, rischiano di pesare proprio sulle prospettive di crescita economica di questi paesi. Il segnale finanziario vede flussi verso i fondi obbligazionari Emerging Markets virati in negativo, con deflussi netti dalla fine dello scorso mese di novembre ...

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