24 aprile 2020
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Nel nostro post del 12 settembre 2019 si evidenziava quanto la spinta generalizzata dei banchieri centrali verso una politica monetaria espansiva avrebbe condizionato tutti gli asset finanziari più difensivi e tra questi Oro e metalli preziosi. Le prospettive di investimento per l'oro si concentravano sul dubbio “se e quando l'economia americana, e poi nel resto del mondo, avesse affrontato una recessione”. Le previsioni degli economisti prevedevano tempi ancora lunghi viste le potenzialità di crescita dell’economia americana, con un solido mercato del lavoro e aumento consumi, e la ripresa attesa nei paesi emergenti dopo gli accori commerciali USA-Cina. Questa ultima visione metteva di fatto il prezzo dell’oro in una fase laterale in attesa di maggiori indicazioni dei dati effettivi. La indicazione di investimento era per una presenza del metallo prezioso nel portafoglio, vista comunque la fase matura del ciclo economico, come buon diversificatore.

Metalli preziosi vs Recessione economica

Dal 12 settembre scorso il future Gold (Comex) è passato da 1.507 $oz agli attuali 1.755 $oz con un rialzo di oltre il 16%, concentrato soprattutto dalla metà di febbraio. La corsa ai beni rifugio è stata condizionata dalla diffusione della pandemia da Coronavirus partita dalla Cina e dalle conseguenti prospettive economiche che hanno visto precipitare le stime di crescita economica globale ...

21 febbraio 2020
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L’infezione da Corona Virus Covid-19 preoccupa l’economia reale che vede nel fermo della Cina una ‘interruzione’ significativa per consumi e investimenti. Nelle più recenti revisioni sulle prospettive delle materie prime, gli analisti finanziari risultano contrastati da un sentiment neutrale/negativo derivante dalla temporaneità del blocco delle industrie cinesi, ma soprattutto dalla distruzione di valore che l’economia potrebbe non riuscire a compensare durante l’anno. Dato per scontato che la crescita del primo trimestre risulterà sotto le attese di inizio anno, cresce il dubbio se il secondo e il terzo trimestre, ritenuti fino ad ora con una forte reazione positiva, non dovessero rispettare le previsioni. A questo proposito i gestori di portafoglio hanno posto il tema della caduta dei livelli di inflazione a seguito dei cali di prezzo della maggior parte delle materie prime, punto che favorirebbe maggiori interventi espansivi della banche centrali se la contrazione dei prezzi fosse ritenuta propedeutica ad una fase di stagnazione economica e non temporanea ...

18 febbraio 2020
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I dati preoccupanti che arrivano dall’Asia riguardano la progressione del Corona Virus Covid-19 che ormai ha infettato oltre 70.000 persone e provocato 1800 decessi. L’allarme sanitario rimane elevato anche se dalla Cina arrivano informazioni incoraggianti riguardo ad una lenta ripresa delle attività ordinarie, almeno nelle aree più lontane da Wuhan e Hubei, dove invece continua la quarantena. Secondo fonti giornalistiche locali, in Cina si inizierà a importare polli vivi dagli Stati Uniti a causa della carenza di mangime negli allevamenti, in aggiunta alle problematiche della peste suina africana che ha scatenato una crescita dei prezzi della carne. A supporto del mercato finanziario la banca centrale cinese PBoC ha tagliato il tasso di interesse sui prestiti a medio termine; l’intervento dovrebbe aprire la strada a una riduzione del tasso di riferimento dei prestiti (LPR), che potrebbe essere annunciato nei prossimi giorni, per agevolare le società colpite dall'epidemia. La PBOC ha intanto abbassato il tasso sui prestiti di 10 bps al 3,15% da 3,25% per finanziamenti da 1 anno a medio termine (MLF) agli istituti finanziari, per un importo di 200 miliardi di yuan ($ 28,65 miliardi).

10 ottobre 2019
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Sono in molti a chiedersi cosa stia succedendo al settore energetico visto che da qualche tempo i principali strategist di portafoglio non ne fanno menzione nelle loro analisi; in verità i sintomi di un disimpegno non sono proprio così recenti. I segnali più evidenti hanno riguardato ad esempio l’uscita dalla classifica delle primi dieci società al mondo per capitalizzazione (2018) di tutte le società OIL&GAS; oggi per trovare le prime dobbiamo scendere al 12° posto (ExxonMobil) e al 18° (Royal Dutch Shell), mentre ai primi dieci posti sono balzate: Apple, Google-Alphabet, Microsoft, Amazon, Tencent Holdings, Berkshire Hathaway, Facebook, Alibaba, Johnson & Johnson e JPMorgan Chase ...

 

4 ottobre 2019
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Dai recenti studi sulle opportunità di una crescita più consistenti del mondo i veicoli elettrici si dimostrano ancora con dati poco convincenti, sebbene il tema dei cambiamenti climatici stia sensibilizzando non solo i giovani ma anche alcune istituzioni politiche, come dimostrato al vertice Climate Action Summit all’ONU lo scorso 23 settembre. Vediamo innanzitutto alcuni numeri: le emissioni automobilistiche rappresentano solo il 7% della produzione di CO2 globale, sebbene rappresentino la parte maggiore di quanto prodotto delle singole famiglie, ovvero più di quattro tonnellate all'anno, misura equivalente alle dimensioni di quattro case a due piani. E’ quindi vero che un intervento limitato a queste emissioni non possa che rappresentare un traguardo simbolico. La spinta diverrebbe comunque importante soprattutto nel campo di produzione di energie rinnovabili e nel tagliare in modo deciso l’uso del carbone ...

 

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