30 gennaio 2018
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Categorie: Global Bonds
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La prospettiva di una normalizzazione della curva obbligazionaria statunitense, prospettata negli outlook di fine anno, non si è fatta troppo attendere con il rendimento del Treasury decennale che in queste settimane è passato da 2,4% all’attuale 2,7%, un vero balzo in avanti che ci ha riportato indietro ai primi mesi del 2014; la progressione adesso potrebbe far raggiungere il 3%, spostando indietro le lancette all’ormai dimenticato 2011. Secondo gli analisti la vera dinamica del mercato sarà strettamente legata alle decisioni della FED con l’arrivo a febbraio del nuovo presidente Jerome Powel mentre l’incontro del FOMC di questi giorni segnerà l’ultimo meeting per Janet Yellen ...

 

27 gennaio 2018
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La vetrina del World Economic Forum di Davos anche quest’anno ha ben saputo rappresentare il momentum del ciclo economico finanziario globale con le sue posizioni e contrapposizioni. Al contrario delle ultime edizioni sono apparsi lontani dalla prima linea i banchieri centrali e gli economisti, surclassati dai politici. Tra i più attesi ovviamente Donald Trump che ha tenuto alta l’attesa del suo discorso per tutto il Forum, sfoderato solo nella parte conclusiva dei lavori. Le osservazioni nell’apertura del forum di Narendra Modi, premier indiano, seguito da altri leader politici come Angela Merkel, sulla necessaria e continua globalizzazione del sistema economico, sono state contrapposte da Trump con una variante dello slogan ‘America First’ che non vuol dire ‘America Alone’ in una logica di prosecuzione nelle rinegoziazioni bilaterali e non più multilaterale dei negoziati commerciali ...

25 gennaio 2018
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La prima riunione della BCE nel 2018 non porta particolari novità sulle guidance in corso della banca centrale; nella successiva conferenza stampa, il Presidente Mario Draghi parla della decisione di tenere immutata l’attuale strategia dei tassi di interesse e rappresenta l’intenzione del consiglio esecutivo di estendere questa linea di politica monetaria per un ‘esteso periodo di tempo’ in linea con la precedente dichiarazione; viene ulteriormente chiarito l’obiettivo di abbassare l’acquisto di titoli a 30 mld al mese fino al prossimo settembre o se necessario oltre tale termine. L’economia dell’Area Euro è in buona ripresa e l’impegno della banca centrale rimane orientato al raggiungimento di un tasso di inflazione stabile al 2%. Proprio su questo punto il mercato finanziario da tempo ha percepito un maggiore impegno sul fronte dell’Euro in contrapposizione alle indicazioni del ministro del tesoro statunitense Steven Mnuchin che intervenendo al World Economic Forum di Davos ha espresso come positivo per il commercio internazionale e per gli Stati Uniti la debolezza del dollaro ...

22 gennaio 2018
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Anche per il 2018 gli investitori vedono nel mercato emergente un punto di forza nella scelta di Asset Allocation. Ne è un esempio di sviluppo il grande progetto di comunicazione cinese One Belt One Road (OBOR), tra i più importanti nel futuro del commercio internazionale, nonostante l’amministrazione Trump negli Stati Uniti sia oggi meno favorevole ai grandi accordi internazionali e proattiva nelle rinegoziazioni one-to-one. L’OBOR che ricalca l’antica ‘via della seta’ trova invece molto interesse in Europa tanto che dalle recenti analisi sulla copertura media ne risulta un sentiment positivo in crescita e la nascita di un vero e proprio ‘brand’ targato Cina ...


21 gennaio 2018
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Che i mercati finanziari ostentino un forte ottimismo lo si vede dalla performance a sole tre settimane da inizio anno: S&P500 + 5,1%, Nasdaq +6,3%, Dax +4%, Nikkei 225 +4,6%. I flussi negli Stati Uniti stanno guardando con meno preoccupazione l’avanzata record dei listini e delle valutazioni azionarie, mentre stanno toccando con mano il rialzo dei rendimenti del Treasury, in particolare sulla parte della curva tra uno e cinque anni.

Stati Uniti in attesa dei report sugli utili

Ci sono comunque due fattori di criticità a cui gli operatori di mercato sembrano non dare alcun peso ovvero lo shutdown dell’amministrazione pubblica federale, in attesa di una revisione del tetto del debito, e l’avvio della stagione degli utili che potrebbe essere impattata dalle scelte fiscali di ogni singola azienda. Le prime reazioni vedono importanti aziende chiedere il rimpatrio dei capitali e programmazioni di reinvestimento e nuove assunzioni che comporteranno per un tempo non breve una revisione degli utili (vedi caso Apple). Il mercato scommette invece sulla possibilità di un aumento dei buyback e di operazioni straordinarie di M&A ...

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