31 ottobre 2017
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Ci sono interessanti analisi con opinioni divergenti sui mercati finanziari, nonostante dati puntuali positivi mantengono i listini in un tono rialzista. La prima riflessione arriva dagli ‘indicatori di stress’ di mercato che le più importanti case di investimento hanno modellato negli anni e che oggi mostrano livelli elevati di tensione dopo un lungo percorso di continui rialzi. In realtà questo fenomeno è noto a tutti osservando la combinazione di due indicatori molto presenti nell’informazione giornaliera ovvero gli indici di Wall Street che superano ogni giorno i massimi storici precedenti, quali benchmark per gli investitori in azioni, e l’indicatore più sensibile al sentiment degli operatori finanziari ovvero quello della volatilità che oggi rimane abbondantemente sotto i livelli medi degli ultimi 10 anni. Valutazioni alte e troppa confidenza? La situazione porta alla solita domanda: quando il Toro si allontanerà e lascerà l’Orso a spaventare gli investitori posizionati sugli asset più rischiosi?

28 ottobre 2017
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Negli Stati Uniti la combinazione tra ottimi profitti dalla Earning Season e la sorpresa della crescita del 3% del GDP del terzo trimestre nonostante un’estate drammaticamente segnata dagli uragani, ha messo freno alle voglie ribassiste degli operatori che ancora una volta hanno trovato un flusso importante di acquisti, soprattutto dopo le trimestrali di Amazon, Google, balzati in borsa abbondantemente sopra i 1.000$ ... 

27 ottobre 2017
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I gestori si stanno chiedendo quali siano le prossime decisioni degli investitori a fronte delle ormai chiare intenzioni delle due maggiori banche centrali di procedere ad un restringimento monetario. Dopo l’annuncio della FED che vede già da questo mese una riduzione di titoli in portafoglio e un prossimo aumento dei tassi di interesse, è toccato a Draghi comunicare un secondo taglio al programma di acquisto di obbligazioni (da 60 a 30 mld Euro al mese) a partire da gennaio 2018. Due sono state in realtà le indicazioni maggiormente apprezzate dagli operatori sulle scelte della BCE: prima, il QE rimarrà aperto fino a settembre 2018 e se necessario anche oltre; e, seconda indicazione, proseguirà senza scadenza alcuna il reinvestimento di titoli e cedole maturate. La risposta del mercato è stata di un ritorno di acquisti sui decennali e rendimenti in calo: il Bund sotto lo 0,4% e US Treasury 10y a 2,4% ...

25 ottobre 2017
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Categorie: Sectors, Global Bonds
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Le banche europee tornano al centro dell’attenzione degli investitori dopo le indicazioni delle autorità centrali, con esplicito riferimento alla necessità per alcune banche locali di alleggerire i bilanci dal peso ancora pressante dei NPL non performing loans, di ulteriori dismissioni dei crediti ad alto rischio. Le contrapposizioni vedono un forte dibattito sulla necessità di lasciare spazio alle banche di aumentare la propria capacità di credito a fronte di una economia che ha mostrato un primo sostanziale recupero: in attesa di nuovi aggiornamenti il GDP della Eurozona è cresciuto nel secondo trimestre del 2.3% anno su anno. La performance settoriale misurata sugli indici Stoxx 600 vede da inizio anno un balzo della Tecnologia + 24,59%, trascinata dal mercato statunitense, seguita dai Servizi Finanziari +19,06%, Industrial Goods + 17,36% e in linea Chimica + 14,46%, Utilities 14,39% e Banche 14,26%. Il riscatto del settore finanziario è stato marcato dai buoni risultati sugli stress test dell’EBA e dal ritorno commissionale dei servizi finanziari, caposaldo del sistema bancario italiano ...

21 ottobre 2017
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Possiamo dire che la settimana europea è stata tracciata dai due eventi politici ‘separatisti’ ovvero i colloqui condotti da Theresa May a Bruxelles con i vertici della UE e lo scambio formale tra il governo spagnolo di Mariano Rajoy e il Presidente Catalano Carles Puigdemont sull’azione di scioglimento dell’autorità locale secondo quanto previsto dall’art. 155 della Costituzione spagnola. Sul tema Brexit i primi colloqui sono stati descritti come insufficienti da ambedue le controparti mancando ancora i contenuti prioritari della negoziazione. Sul tema Catalogna la decisione dell’esercizio dell’art.155 del parlamento centrale potrebbe invece essere uno spartiacque per l'economia spagnole da 1.100 mld di euro, dove la Catalogna ne conta per una quarta parte. Centinaia di aziende stanno già predisponendo nuove sedi in altre aree del paese o addirittura all’estero per evitare il limbo legale nato dalla rivendicazione che il 10 ottobre scorso ha visto coinvolti i leader catalani nella dichiarazione di indipendenza ...

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