30 ottobre 2019
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Categorie: Global Equities
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Segnali aggiornati sulle prospettive di espansione economica e temi geopolitici sembrano tornare ad incidere solidamente sui flussi di investimento e sulle performance. A fare da bussola a settembre sono state in primo luogo le revisioni delle stime di crescita economica, gli indicatori di sentiment nei sondaggi dei manager, gli interventi monetari delle banche centrali e l’apertura per un patto ‘anti-dazi’ tra Cina e Usa. I risultati più immediati sono stati: - la normalizzazione della curva dei rendimenti statunitensi, dopo il secondo taglio dei FED Funds (fine dell’inversione); - previsioni di crescita economica globale nel 2020 migliori di quest’anno (stime IMF: GDP World +3% nel 2019 e +3,4% nel 2020); indici di ‘sorpresa economica’ di settembre ai massimi da inizio anno (Citi economic surprise index); - aumento delle stime di crescita degli utili societari (Consensus S&P500: 164$ nel 2019 e 180$ nel 2020). I rendimenti dei governativi di alto rating si sono riposizionati più in alto, mentre l’indice S&P500 ha segnato nuovi massimi storici sfiorando intraday i 3050 punti (+ 21% da inizio anno) ...

26 ottobre 2019
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Dopo la riunione della BCE, l’ultima presieduta da Mario Draghi, gli operatori sembrano meno orientati ad anticipare gli interventi dell’autorità monetaria in attesa di capire meglio gli orientamenti di Christine Lagarde. All’interno del Comitato Direttivo si stanno manifestando alcune divergenze riguardo alla Forward Guidance promossa e presentata da Draghi nell’incontro di settembre, dove venivano messe in campo tutte le iniziative monetarie a disposizione della banca centrale per riportare il trend di inflazione al target del 2%. A far discutere è stato soprattutto la reintroduzione in forma definitiva, ovvero senza un termine, della APP - Asset Purchase Programme, con un programma di acquisto titoli mensile di 10 mld Euro, e l’introduzione del Tiering per correggere la mancata redditività delle banche, impattate dai tassi di deposito negativi presso la BCE stessa ... 

25 ottobre 2019
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Nessuna novità dalla Banca Centrale Europea (BCE) che conferma nel suo meeting del 24 ottobre sia la ‘forward guidance’, che prevede un lungo periodo di espansione monetaria, sia l’utilizzo di tutti gli strumenti a disposizione. Questa la sintesi operativa dell’ultimo Consiglio Direttivo di Mario Draghi prima del passaggio di consegne, il prossimo 1 novembre, all’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, a lei i nostri auguri. Nella conferenza stampa il presidente Draghi ha colto l’occasione per ringraziare pubblicamente i colleghi direttori delle banche centrali dell’area Euro, i membri del Consiglio, i collaboratori e tutte le persone che hanno portato avanti con lui il difficile compito di governo dell’autorità monetaria. Un particolare ringraziamento è stato per i giornalisti che lo hanno seguito e stimolato verso una comunicazione più diretta, trasparente e chiara ...

23 ottobre 2019
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La disponibilità delle banche centrali BCE e FED ad un rapido rientro nei programmi di acquisto titoli (Asset Purchase Programme - APP) ha portato una revisione nelle attese di ritorno degli investitori obbligazionari. Gli operatori hanno inizialmente preso beneficio delle posizioni dei titoli governativi che avevano manifestato un consistente calo dei rendimenti, mentre si è subito evidenziato il tema dei reinvestimenti e di come ottenere ritorni positivi nei prossimi mesi. A livello statistico il rendimento del Treasury 10y statunitense è passato in un anno dal 3,16% all’attuale 1,72%, mentre il Bund decennale tedesco è sceso da più 0,41% a meno 0,40% in un clima di aumento delle incertezze geopolitiche - vedi dazi Usa-Cina, rallentamento economico - indicatori PMI in contrazione, aumento delle probabilità di recessione negli Stati Uniti - segnali di inversione della curva dei rendimenti. Negli ultimi mesi i rendimenti sono comunque risaliti, limando in realtà solo i guadagni estivi ...

19 ottobre 2019
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Tra i dati di maggior importanza è stato il turno della Cina. La crescita economica è scesa nell'ultimo trimestre al suo livello più basso in quasi tre decenni, segnata in parte dalle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Il prodotto interno lordo cinese (GDP) del terzo trimestre è cresciuto del 6% (attese a +6,1%), il tasso più debole dal 1992, e in calo dal 6,2% nel periodo aprile-giugno. L’indice di crescita si trova in contrasto con il corrispettivo dato di fiducia: l’indice Caixin China Composite PMI ™ (produzione e servizi) ha evidenziato un aumento delle attività alla fine del terzo trimestre; il Composite Output Index è salito da 51,6 di agosto a 51,9 di settembre, segnalando il più alto tasso di crescita proprio dallo scorso aprile. Il dato più interessante è la ripresa del manifatturiero che ha più che compensato la leggera discesa dei servizi. Considerando che l’indicatore di fiducia dovrebbe rappresentare un segnale anticipatore della crescita economica, ci si attenderebbe una reazione positiva ...

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