30 novembre 2018
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In attesa dell'incontro nel weekend tra Trump e Xi Jinping in Argentina, in occasione del G20, si intensificano i segnali di rallentamento nella seconda economia mondiale influenzata dalla disputa sui dazi commerciali tra Washington e Pechino e le ripercussioni sull'attività del settore manifatturiero cinese: quella registrata in novembre si tratterebbe di un importante fermo da oltre due anni. Secondo le indagini congiunturali a cura dell'Ufficio Nazionale di Statistica, il PMI manifatturiero si è attestato a 50 punti, soglia ritenuta quale spartiacque tra crescita e contrazione dal precedente 50,2 di ottobre, a fronte di attese di una lettura invariata. Anche la crescita dell'attività del settore dei servizi si è mostrata in rallentamento passando da 53,9 di ottobre agli attuali 53,4 ...

28 novembre 2018
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Negli ultimi trent’anni ci sono state diverse tendenze riguardo alla ‘Asset Allocation Theory’ da parte degli investitori, anche nella logica dell’invecchiamento demografico. Una prima tendenza ha fatto da riferimento negli anni novanta, quando è stato ‘validata’ la relazione rischio/rendimento, con la presa di confidenza delle capacità dei gestori attivi, promulgatori della “frontiera efficiente” e degli studi di Harry Markowitz, economista statunitense, vincitore insieme a Merton Miller e William Sharpe del premio Nobel per l'economia nel 1990; era ormai chiaro che le attività più rischiose come le azioni avrebbero offerto nel tempo un elevato ‘premio per il rischio’ capace di moltiplicare il capitale nel tempo, superando di gran lunga gli investimenti monetari e obbligazionari e mettendo in luce l’inevitabile avanzata dei principali mercati dei capitali azionari. A fare da testimone alle crescenti teorie di Asset Allocation gli indici americani: l’indice S&P500 passò da 350 punti ad inizio 1990 a 1470 punti a fine 1999 con una corsa tra il 1997 e 1999. La ricchezza finanziaria era divenuta un punto di rafforzamento della fiducia nella crescita economica ed un piano individuale irrinunciabile in previsione della pensione. Le statistiche scoprivano le potenzialità dei Baby Boomers pronti ad indebitarsi pur di essere protagonisti del rally di borsa ...

24 novembre 2018
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In uno dei periodi dell’anno più copioso di outlook per i mercati finanziari e di stime sulle variabili macroeconomiche in una logica pluriennale, la volatilità torna a farla da padrona su listini azionari, titoli del settore tecnologico e commodity. Le previsioni per il nuovo anno sembrano moderate sia nei ritorni attesi delle principali asset class, sia per la crescita economica che dovrebbe proseguire il suo trend, in leggero calo rispetto alle stime di inizio anno, sia per il 2019 che nel 2020. In particolare le attuali proiezioni economiche del GDP vedono ancora un buon risultato per gli Stati Uniti, anche per effetto della riforma fiscale di Trump, una tenuta dei Paesi Emergenti ex Cina, una comunque moderata riduzione della spinta in Cina, una stabilità o leggero ribasso per l’Europa e una frenata in Giappone. Gli analisti sono tuttavia convinti che sia necessaria una maggiore concretezza sui temi aperti quali dazi commerciali e rapporti geopolitici (es. Brexit) prima di stime più attendibili ...

23 novembre 2018
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Categorie: Sectors
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Gli analisti segnalano che il prezzo del petrolio è ormai in discesa da sette settimane consecutive entrando in un territorio ribassista che nessun esperto avrebbe immaginato solo qualche mese fa. Anzi il più recente picco del Brent, il 3 ottobre scorso ad oltre 86$, era stato indicato come un traguardo prima di un possibile rialzo fino a 100 $, dopo la insistente richiesta degli Stati Uniti di ripristinare le sanzioni verso l’Iran e le sue esportazioni di petrolio. Le indicazioni odierne trovano il prezzo del Brent a Londra crollato sotto i 60 $ al barile (59,06 $ con un ribasso odierno del 5,65%) dopo che l'Arabia Saudita ha informato che la sua produzione potrebbe aver raggiunto un livello record e le scorte statunitensi un nuovo massimo da nove settimane ...

20 novembre 2018
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La forte discesa dei titoli tecnologici statunitensi ha portato sfiducia negli investitori del settore che si sono visti erodere in poche settimane gli importanti progressi costruiti nel tempo. Amazon negli ultimi cinque anni è passata gradualmente da 300 $ al massimo di 2003 $ del 30 settembre scorso, dopo una crescita forse troppo accelerata negli ultimi diciotto mesi; a sole poche settimane dai sui massimi il titolo ha però perso un quarto del suo valore scendendo a 1512 $, sebbene mantenga una performance di + 35% ad un anno. I valori del titolo ad oggi, per una valutazione comparativa (fonte Bloomberg) sono: P/E Ratio 93.70x, Bloomberg (BEst) P/E Ratio 46.0643x, Price to Book Ratio 18.9012, Price to Sales Ratio 3.3210, EPS 16.14$: rapporti che comunque evidenziavano una valutazione ambiziosa sui profitti futuri. In linea col settore la stessa sorte è stata riservata a Facebook, Apple, Netflix e Google (FAANG) ...

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