29 febbraio 2020
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La settimana finanziaria si è chiusa in territorio negativo sull’evidenza che il Coronavirus prosegue il suo contagio mentre le misure fino ad ora attuate fuori dalla Cina non sembrano sufficienti a contenerne la progressione. Secondo i virologhi la velocità di contagio rimane alta a 2,5 e sono necessarie ulteriori misure di contenimento. Secondo le precedenti analisi ci troviamo esattamente all’interno del periodo più acuto della crisi che continuerà per l’intero mese di marzo. L’Italia, nostro malgrado, è divenuta la Wuhan occidentale con i suoi 900 casi, al terzo posto dopo gli 80.000 in Cina e 3000 in Corea del Sud. I primi casi negli Stati Uniti hanno generato il panico a Wall Street con ingenti vendite e timori che l’economia statunitense sia destinata alla recessione ...

27 febbraio 2020
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Con la conclusione di febbraio ci saranno gli aggiornamenti mensili sulle stime di crescita economica a livello globale. Quest’anno l’arrivo del COVID-19 sta sconvolgendo le aspettative tanto da ritenere le precedenti stime ormai superate, mentre l’incertezza sui prossimi dati ha allargato le previsioni tra ottimisti e pessimisti. Alla radice di un’ampia divergenza è l’impatto della Cina sul dato globale non solo per la profondità delle perdite della produzione e l’interruzione della catena di distribuzione, quanto sui tempi di recupero. Se da alcune settimane gli economisti hanno insistito per una classica situazione a ‘V’ ovvero di una piena ripresa delle attività una volta superata la fase di picco della crisi sanitaria, dopo l’avanzata fuori dalla Cina e il prolungarsi della crisi da Coronavirus, il profilo del trend di crescita è raffigurato da una figura più simile a una ‘U’ e nell’immediato ad una ‘L’. Quello che in queste fasi concitate sembra esclusa è la tipica figura a ‘W’ contemplata nelle fase di uscita dalla crisi e che merita in questo caso solo una menzione per completezza ...

26 febbraio 2020
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Il sell off che ha tracciato un’importante correzione delle valutazioni azionarie era di fatto atteso quale movimento di consolidamento dopo la crescita lineare degli ultimi dodici mesi. Soprattutto la progressiva salita di Wall Street aveva evidenziato nei sui ripetuti record un aumento dei multipli di valutazione: il 19 febbraio l’indice S&P500 ha chiuso sul nuovo record storico di 3386,15 punti con un P/E ratio fwd 12m di oltre 19x, livello che ci riporta al 23 maggio 2002 (19,1x), nettamente sopra le medie storiche a 5 anni 16,7x, 10 anni 14,9x, 15 anni 14,6x e 20 anni di 15,5x. Negli ultimi 20 anni il picco è stato di 24,4x raggiunto il 24 marzo 2000, in piena bolla della new economy; agli attuali livelli di 3128 punti il rapporto è tornato sotto 18x. Gli analisti finanziari sono impegnati a stabilire l’impatto sugli utili societari dalla crisi sanitaria: questa revisione diverrà fondamentale per la posizione prospettica di Wall Street ...

22 febbraio 2020
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Il ritracciamento degli indici azionari, sebbene atteso, riporta l’attenzione sulle informazioni statistiche sulle pandemie; l’impatto sociale, economico e finanziario ha una avuto durate medie di dieci settimane con un picco tra la quarta e l’ottava settimana. E’ vero che stiamo parlando di dati statistici riferibili a SARS, febbri aviaria, peste suina, mucca pazza, ebola ecc. e che l’estensione dell’infezione del Covid-19 è una novità pesante se pensiamo alle 32 nazioni coinvolte, oltre 78.000 casi conosciuti (con il balzo degli infetti in Italia in questi giorni) e 2.360 decessi.  La reazione degli operatori finanziari porta ad un proseguo della rotazione dagli attivi più rischiosi ‘risky assets’ verso i ‘safe haven assets’ ovvero depositi di liquidità, governativi di alto rating, Oro, Settori azionari difensivi (Healthcare, Utilities, Gold Mining) e investimenti ‘cash alternative’ ...

21 febbraio 2020
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Categorie: Sectors
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L’infezione da Corona Virus Covid-19 preoccupa l’economia reale che vede nel fermo della Cina una ‘interruzione’ significativa per consumi e investimenti. Nelle più recenti revisioni sulle prospettive delle materie prime, gli analisti finanziari risultano contrastati da un sentiment neutrale/negativo derivante dalla temporaneità del blocco delle industrie cinesi, ma soprattutto dalla distruzione di valore che l’economia potrebbe non riuscire a compensare durante l’anno. Dato per scontato che la crescita del primo trimestre risulterà sotto le attese di inizio anno, cresce il dubbio se il secondo e il terzo trimestre, ritenuti fino ad ora con una forte reazione positiva, non dovessero rispettare le previsioni. A questo proposito i gestori di portafoglio hanno posto il tema della caduta dei livelli di inflazione a seguito dei cali di prezzo della maggior parte delle materie prime, punto che favorirebbe maggiori interventi espansivi della banche centrali se la contrazione dei prezzi fosse ritenuta propedeutica ad una fase di stagnazione economica e non temporanea ...

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