26 aprile 2018
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Il temuto livello di rendimento del 3% sul Treasury decennale statunitense è sopraggiunto nonostante i gestori obbligazionari si siano dimostrati per lungo tempo scettici su questa possibilità, obiettivo contemplato dagli strategist dal prolungato atteggiamento restrittivo della FED. Più che di un vero cambiamento di scenario, il livello del 3%, rappresenta un motivo di preoccupazione psicologico degli investitori che sposta la curva dei rendimenti all’interno di un range ritenuto prematuro rispetto al momentum, sebbene ora inevitabile. I dati macroeconomici negli Stati Uniti rimangono forti con attese di crescita del GDP in leggero aumento secondo il FMI. Non mancano i dubbi: i recenti dati sulle vendite di case a Marzo sono in rialzo per il secondo mese consecutivo sopra i 5,6 milioni; come sottolineano gli esperti i prezzi delle case sono stati anche più alti, ma potrebbero rappresentare un ostacolo per i nuovi compratori in vista dell’aumento dei costi di finanziamento. Pur rimanendo lontanissimi dal rendimento del 5% segnato nel giugno del 2007, il 3% non veniva toccato da inizio 2014, un rialzo che pone in dubbio la performance sui portafogli di titoli governativi ...

21 aprile 2018
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Settimana finanziaria interlocutoria che ha visto alcuni temi emergere tra le indicazioni degli analisti e che riguardano in primo luogo il tema di dazi e sanzioni, tanto sottolineati nella comunicazione del presidente Trump, che per ragioni di aggiornamento sono stati presi in considerazione con più accuratezza da economisti e istituzioni. I dazi sono infatti stati protagonisti nell'ultima analisi del Beige Book statunitense dopo il rialzo dei prezzi di acciaio, alluminio e petrolio, con considerazioni su aumenti non previsti. Mentre l'inflazione negli Stati Uniti nel suo complesso è ancora una volta descritta come moderata, con impatto sui salari moderato nonostante la persistente domanda sul mercato del lavoro, a creare qualche dubbio sono proprio i prezzi delle materie prime sui mercati globali ...

19 aprile 2018
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A distanza di un solo anno i titoli di stato statunitensi con scadenza a due anni hanno visto il rendimento passare da 1,18% agli attuali 2,43%, con un rialzo di 125 bps, impattando più di tutte le altre scadenze sulla curva dei tassi la decisione della Fed di procedere verso un restringimento monetario, nella logica di una normalizzazione dei tassi sui Fed Funds. L’effetto di rialzo dei rendimenti in realtà è stato meno evidente sulle scadenze più lunghe, infatti il Treasury 5 anni è salito di 100 bps al 2,75%, il decennale di 70 bps al 2,90% e il trentennale solo di 20 bps al 3,10%. Risulta ovvio da questa semplice osservazione che le attese sul futuro rialzo dei tassi di inflazione sembrano più rilevanti proprio sugli orizzonti più ravvicinati e meno su quelli a lungo termine. In realtà gli strategist di portafoglio rimangono convinti che proprio una inversione della curva dei rendimenti, ovvero tassi più alti a breve termine che a lungo, possa essere il segnale più evidente di una conclusione del ciclo economico e l’avvio di una fase recessiva ...

17 aprile 2018
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Categorie: Global Allocation
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Nei primi anni ’90 si adottarono nella gestione dei portafogli finanziari molte delle interessanti osservazioni elaborate dagli analisti finanziari per amministrare al meglio i fondi pensione, che nei paesi anglosassoni rappresentavano un importantissimo mercato per gli Asset Manager in alternativa ai sistemi pensionistici pubblici. La suddivisione dei titoli quotati più significative riguardavano la capitalizzazione (Small, Mid, Large cap), settore di appartenenza (10 quelli selezionati nel MSCI) e multipli di valutazione (Value e Growth style); questo portò alla nascita di specifici portafogli e al concetto di rotazione. La domanda è cosa cercano ancora oggi gli investitori cosiddetti ‘Value Investor’ quando selezionano le società da mettere in portafoglio: i testi di Finanza riferiscono bassi multipli di P/BV prezzo/libro e P/E prezzo/utili, e alti rendimenti da dividendo. Se si confronta un portafoglio di titoli Value con pagamento di buoni dividendi (dividend-paying value stocks) con uno con dividendi limitati o assenti, si può notare che il portafoglio centrato sui dividendi mostri una maggiore protezione in caso di mercati al ribasso. Sempre riguardo allo stile Value o Growth, le più recenti analisi di lungo termine vedono due momenti contrapposti ovvero la sovraperformance dello stile Value dal 1975 al 2007 e, al contrario, quella dello stile Growth dal 2008 ad oggi ...

15 aprile 2018
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Nei mercati finanziari i toni ottimistici e distensivi delle banche centrali e i dati macroeconomici positivi prevalgono su quelli preoccupanti della guerra in Siria che vede coinvolte molte tra le più importanti economie mondiali. Da un lato la coalizione Assad, Putin e Rouhani stringe su una soluzione forte per la liberazione del paese da tutte le forze di opposizione al regime siriano, la contrapposizione militare di Macron, Trump e May, è sembrata troppo invasiva anche perché senza l’approvazione dell’ONU. Posizione di neutralità del governo Gentiloni che attende la decisione di Mattarella per la consegna di un mandato esplorativo ad uno dei neopresidenti delle camere ...

 

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