30 aprile 2021
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Categorie: Sectors
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Seguendo le indicazioni del Recovery Plan previsto all’interno del NGEU Next Generation EU, l’Europa vede un piano digitale interamente da finalizzare anche per una confusa situazione che vede da un lato la dipendenza dalla grandi società tecnologiche statunitensi e dall’altro l’avanzata delle sfidanti cinesi pronte da tempo ad entrare sul campo. La cifra del team di Mario Draghi e Vittorio Colao per l’Italia prevede 6,3 miliardi Euro per fibra ottica e connessioni in 5G per dare seguito agli investimenti sulle infrastrutture digitali; i fondi riguardano direttamente le risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentato alla Commissione Europea dal Governo italiano e finanziato dalla comunità europea. In particolare l'obiettivo del 5G è supportare un'enorme densità di dati, migliorare la larghezza della banda e fornire una latenza, ovvero i tempi di risposta del sistema, la più bassa da sempre. L’innovazione nelle comunicazioni wireless sviluppata negli ultimi dieci anni ha dimostrato un vorticoso aumento della complessità e la necessità di superare gli enormi limiti spazio/tempo. Secondi i tecnici il 5G dominerà il panorama del mobile globale in termini di quota di mercato spingendo l’innovazione dei dispositivi e dei servizi digitali aumentando l’importanza e la competitività degli smartphone con una connettività da qualsiasi luogo. Negli ultimi 18 mesi il lavoro da casa ha aumentato il traffico dati dal 50% al 100%, secondo l’operatore Verizon: aumenti guidati dalle riunioni in videochiamata, dall'intrattenimento multimediale in streaming e dai videogiochi ...

28 aprile 2021
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La discussione per far convergere le più importanti economie su un accordo sul Clima sembra aver trovato un punto di riferimento con l’intervento del presidente degli Stati Uniti di Joe Biden e il suo appoggio all’Accordo di Parigi. Nel piano infrastrutturale statunitense per 2.250 mld$, Biden ha voluto specificare le risorse che devono rientrare nel programma di investimenti ‘verdi’, un piano di ammodernamento straordinario in senso ecologico. Nel corso del summit multilaterale sul clima tenuto il 22 e il 23 aprile sono stati interessanti gli annunci di nuovi impegni Usa in termini di riduzione delle emissioni di CO2: calo del 50-52% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005 anno del proprio picco di emissioni di gas serra. Il dato risulta nettamente più ambizioso di quanto promesso nel 2015 da Barack Obama (26-28%, entro il 2025). L’Unione Europea si allinea con un taglio al 51%; la Cina si è posizionata addirittura al 65%, confermando l’obiettivo di neutralità nel 2060. Salvo restrizioni Covid l’appuntamento prossimo vede per la prima volta il Regno Unito ospitare la 26a Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (COP26) a Glasgow nel novembre 2021 ...

24 aprile 2021
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Il segnale atteso dagli operatori riguardo alla futura tassazione delle rendite finanziarie negli Stati Uniti ha mostrato qualche piccola tensione, anche se le voci che vedono la proposta di Joe Biden, di raddoppiare le aliquote fiscali sulle plusvalenze per gli americani più ricchi, ha incassato un coro di disapprovazione da parte dei migliori investitori, che rimangono in attesa di vedere il piano per le infrastrutture da 2,25 Tn$ al Congresso; in ogni caso il progetto di Joe Biden si muoverà tenendo conto di un necessario equilibrio tra aumento della pressione fiscale ed investimenti.

Mercati finanziari

La diffusione del Covid19 è relativamente accelerata in Europa, ma anche nei paesi dell’America Latina e in Asia. L’India è stata colpita da un'ondata aggressiva che ha portato gravi effetti sull’economia a causa del rischio di una chiusura generalizzata. La diffusione del virus in Asia risulta una notizia negativa tenendo conto che l’area rimane il motore più consistente della dinamica di crescita globale dalla scorsa estate. I listini asiatici si sono mossi lateralmente o in leggero ribasso seguendo l’ondata infettiva ... 

23 aprile 2021
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Il debito governativo russo diventa oggetto di sanzioni da parte dell’amministrazione Biden a seguito delle diatribe che rendono i rapporti diplomatici tra i due paesi alquanto freddi. Al centro delle ragioni di Biden rimane sicuramente l’intromissione ‘digitale’ nella campagna elettorale con attacchi informatici atti ad influenzare le elezioni americane, ma anche lo schieramento militare sul confine ucraino e il caso dell’oppositore russo Alexei Navalny. Il rublo continua la sua altalena contro le più importanti valute dopo l’annuncio delle sanzioni statunitensi definite per impedire alle istituzioni statunitensi di partecipare al mercato primario delle emissioni di obbligazioni sovrane russe a partire dal 14 giugno 2021. La banca centrale russa ha già iniziato ad inasprire la politica monetaria nella riunione di aprile, aumentando il tasso ufficiale dal 4,5% al 5,0%. Con un'inflazione nominale al 5,8% e un tasso di 3m/3m già al 9%, ci sarebbero comunque buone ragioni per aumentare ulteriormente i tassi. Nel discorso di giovedì sullo stato della nazione, il presidente Vladimir Putin ha voluto lanciare un messaggio all’Occidente nel quale la Russia deciderà di volta in volta i casi in cui saranno superate “le linee rosse” che considera invalicabili per la propria sicurezza nazionale, messaggio che lascia aperta ogni azione ritenuta opportuna. Risulta comunque chiaro che la linea rossa principale potrebbe riguardare la presenza della Nato nelle aree che un tempo facevano parte dell’Unione Sovietica. Le più recenti informazioni vedono comunque il rientro delle forze dislocate nei distretti militari occidentale e meridionale ...

22 aprile 2021
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La forte reattività delle azioni global Value, soprattutto per il netto recupero di due settori centrali del benchmark di stile quali quello finanziario ed energetico, continua a segnalare agli investitori di procedere verso portafogli che tratteggino uno dei temi macroeconomici di inizio anno ovvero restare fedeli al trend di reflazione. Nelle recenti settimane, nell’evidenza di una successione di massimi, i principali indici statunitensi hanno comunque registrato alcune inversioni inattese: i titoli difensivi hanno sovraperformato i ciclici e i brand a grande capitalizzazione hanno superato le small cap, mentre i titoli Growth hanno riguadagnato terreno contro i Value. In questo scenario i rendimenti del Tesoro a lungo termine si sono allentati, con un rimbalzo del mercato obbligazionario dopo un difficile primo trimestre. Secondo alcuni investitori queste inversioni risulterebbero premonitrici di una conclusione della fase reflazionistica, portando l’attenzione agli investimenti che tradizionalmente beneficiano dell'espansione economica e all'aumento dei prezzi al consumo ...

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