26 giugno 2021
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Il contesto economico statunitense, in cui si muove il Dollaro, è sostenuto da un’espansione del deficit corrente alimentato dal più grande deficit di bilancio federale in oltre quattro decenni. Nonostante la Federal Reserve abbia iniziato a trasmettere le linee guida per un potenziale inasprimento della politica monetaria, le previsioni segnano ancora tassi monetari negli Stati Uniti sostanzialmente vicini a zero fino al 2023, mantenendo i rendimenti reali in netto territorio negativo almeno per i prossimi 18 mesi. Gli analisti spiegano il recente rimbalzo del Dollar Index (DXY) dal suo minimo, come giustificazione alla “sorpresa” di indicazioni meno espansive della banca centrale, anche se il movimento è stato solo di +2,9% rispetto al rialzo del 4,3% tra inizio gennaio a fine marzo, per poi rientrare in parte. Il contesto economico risulta in effetti positivo anche per i margini di profitto, nell’ambito della robusta ripresa di crescita globale, riflessa nel rafforzamento dell’indice globale composito dei ‘manager per gli acquisti’ IHS Markit PMI di maggio, nella ripresa del commercio internazionale e nel Leading Indicator dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) +7, il più importante indice anticipatore dei mercati emergenti. Gli Stati Uniti risultano attualmente molto avanti rispetto al resto del mondo in termini di stimoli governativi, vaccinazioni e riapertura, infatti il rimbalzo dei profitti esteri è rimasto indietro rispetto alla redditività degli utili domestici che hanno già raggiunto nuovi massimi. Con i profitti esteri molto sensibili ai miglioramenti nell'attività manifatturiera, al commercio globale nonché ad un dollaro in trading range, il ritardo potrebbe quindi accorciarsi ...

23 giugno 2021
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Categorie: Global Allocation
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Negli Stati Uniti la banca centrale FED rimane sensibile all'indice dei prezzi della spesa per consumi personali PCE, tema che insieme a ‘Reddito e Spesa Personale’ rimangono punti di riferimento della politica monetaria. In attesa dei dati ufficiali, le previsioni dell’indice dei prezzi PCE di maggio indicano un passaggio a + 4,2% su base annua, dal 3,6% di aprile. In realtà il mercato obbligazionario americano non è sembrato particolarmente allarmato per lo scatto al 5% dell’inflazione CPI a maggio, anche perché il Treasury decennale ha maturato un importante rialzo del rendimento da 0,92% di fine 2020 agli attuali 1,50%. Un’inflazione ‘temporanea’ significherebbe una limitata pressione all’espansione monetaria in corso, sia per la riduzione degli acquisti di attivi che per un progressivo aumento dei FED Funds. Nell’ultimo incontro del FOMC, organo esecutivo della Federal Reserve, le proiezioni sui tassi di interesse, rappresentate nel cosiddetto ‘dot plot’, implicano tassi in aumento dal 2023, con i mercati che scontano un primo aumento già nel primo trimestre 2023. Il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato che un programma di riduzione degli acquisti di attivi potrebbe essere annunciato nel prossimo incontro di fine luglio ...

19 giugno 2021
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Nella riunione della FED - Federal Reserve statunitense - di mercoledì scorso, il comitato esecutivo FOMC ha aumentato le sue aspettative di inflazione per l'anno in corso, anticipando il periodo in cui potrebbe aumentare i tassi di interesse; pur tuttavia non ha voluto fornire alcuna indicazione sul tema del tapering ovvero quando inizierà a ridurre il suo programma di acquisto di titoli: il presidente della FED Jerome Powell ha riconosciuto che i membri hanno discusso la questione durante la riunione. Come previsto, il FOMC - Federal Open Market Committee ha quindi lasciato invariati all'unanimità i FED Funds e i tassi di riferimento ancorati vicino allo zero. Nelle dichiarazioni si è invece indicato che gli aumenti potrebbero arrivare nel 2023, in anticipo rispetto a quanto affermato nel marzo scorso in cui non erano previsti aumenti di tasso almeno fino al 2024. Il dot plot delle aspettative dei singoli membri ha indicato due aumenti nel 2023. La Fed ha inoltre precisato che la sua aspettativa di inflazione per il 2021 è passata al 3,4%, un punto percentuale in più rispetto alla proiezione di marzo; nella conferenza stampa Powell ha comunque confermato la posizione secondo cui le pressioni inflazionistiche rimangono ‘transitorie’ ...

17 giugno 2021
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Si è svolta oggi la Tavola Rotonda Virtuale della community dal titolo: 

L’inflazione torna a marciare … la prima parte dell’anno ha mostrato un’ottima performance finanziaria, nella crescente prospettiva di ripresa delle attività economiche e significativi rialzi per le tutte classi di attivo azionarie. A motivare gli investitori, l’avanzamento della campagna vaccinale in tutti le regioni sviluppate. I dati macroeconomici continuano a mostrare aree di reattività positiva sia sul lato occupazionale che della fiducia PMI con evidenti segnali di ripresa dei prezzi, a partire da energia e materie prime industriali. La forte salita dell’indice di inflazione PPI lascerebbe intendere che a breve assisteremo ad una ripresa dei prezzi al consumo; la reazione delle banche centrali sul tema rimane composta, proseguendo la narrativa sulla transitorietà …

… dopo l’importante fase di revisione dell’asset allocation nei settori azionari, con la decisa rotazione verso Value e Ciclici, come Financials, Materials ed Energy a sottolineare la ripresa e i timori di inflazione … gli investitori rimangono orientati ai temi ESG, alle prospettive fornite dai Recovery Funds e alla possibile variabilità stagionale. L’attenzione rimane focalizzata sulla ricerca di fonti di diversificazione, in ottica di difesa delle performance, pur rimanendo sintonizzati sulla ripresa di tutti i settori ed il superamento dell’emergenza sanitaria. Non va dimenticato che l’irripidimento delle curve dei governativi a seguito di uno shock inflattivo vedrebbe un possibile impatto nei ratio di valutazione azionaria …

Relatori alla Tavola Rotonda Virtuale:

Kurt Schappelwein Head of Multi Asset Strategies, Deputy CIO di Raiffeisen Capital Management; Giancarlo Sandrin Country Head Italy, Wholesale & Retail di LGIM Managers (Europe); Fabio Caiani Managing Director Head of South East Europe di Nordea Asset Management; Manuel Pozzi Investment Director Italy di M&G Investments, Maria Paola Toschi Global Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management; Antonino Cipriano Senior Sales, Wholesale & Institutional Europe di BNP Paribas Asset Management, Andreas Riegler Deputy CIO Team Reddito Fisso di Raiffeisen Capital Management; Massimo Dalla Vedova Director Financial Institutions di Alliance Bernstein; Toby Nangle Global Head of Asset Allocation, Head of Multi-Asset, EMEA di Columbia Threadneedle Investments; Cristiano Iacopozzi Docente di Asset Allocation, Facoltà di Economia, Università di Siena e Corrado Caironi Chief Investment Strategist di R&CA

Leggi la Investment Newsletter con le minute della Tavola Rotonda Virtuale cliccando sul seguente link:

Minute della TRV: L’inflazione torna a marciare

12 giugno 2021
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Nella conferenza stampa, a seguito della riunione della BCE, Christine Lagarde ha confermato gli acquisti netti di attivi finanziari nell’ambito del PEPP, il Pandemic Emergency Purchase Programme (di 1.850 mld Euro) almeno sino alla fine del marzo 2022 o fintanto si riterrà conclusa la crisi da pandemia legata al coronavirus. In questa logica, e in relazione alle condizioni di finanziamento e alle prospettive di inflazione indicate, il Consiglio direttivo della banca centrale ha promosso anche per il prossimo trimestre un volume di acquisti netti del PEPP ad un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno, in modo flessibile rispetto alle condizioni di mercato fra le varie classi di attività e in vari paesi consentendo una ‘ordinata trasmissione’ della politica monetaria. In realtà non ci sono state sorprese sull’esito della riunione se non riguardo agli aggiornamenti delle variabili macroeconomiche prospettiche che hanno mostrato indici di inflazione in ridimensionamento rispetto agli ultimi dati del 2% e alle stime di molti operatori in progressivo aumento in linea l’impennata dell’inflazione statunitense. La narrativa quindi sul ‘surriscaldamento’ economico post pandemico dell’area Euro vede tassi di crescita economica ancora moderati, seppur rivisti in leggero aumento tra il 2021 e 2022 rispetto alle indicazioni degli economisti della BCE nello scorso marzo ...

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