30 settembre 2021
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Le banche centrali rimangono al centro dell’attenzione degli investitori che vedono nella ripresa economica una variabile capace di cambiare in modo sostanziale i programmi di acquisto titoli. A questo si aggiunge una particolare attenzione alle vicende statunitensi che hanno visto da un lato l’uscita di due componenti apicali, ma anche un attacco alla fiducia verso il presidente Jerome Powell. Le ragioni vedono due membri della FED rassegnare le dimissioni in seguito a negoziazioni non autorizzate di titoli nel 2020; Robert Kaplan, ex Goldman Sachs, ha lasciato il ruolo di responsabile della Federal Reserve di Dallas, così come Eric Rosengren, a capo della Fed di Boston. Jerome Powell aveva ordinato un controllo in ordine alle regole etiche che proibiscono conflitti di interesse nella compravendita di titoli da parte di partecipanti ai comitati e ai dipendenti della banca centrale ...

26 settembre 2021
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In attesa dei risultati definitivi delle elezioni, la Germania si interroga sulla ripresa economica prospettica per la quale la Cancelliera Merkel ha negoziato i Recovery Funds dell’area Euro, di cui si è iniziato una prima distribuzione, quale punto di partenza per gli obiettivi di rimodernazione del paese, aumento del salario minimo, lunga transizione energetica con obiettivo ‘net zero’ e soprattutto mantenere un sistema manifatturiero capace di rimanere tra i primi esportatori mondiali. I manager tedeschi si dimostrano comunque insoddisfatti dell’andamento congiunturale e scettici sui prossimi mesi; problemi nell'approvvigionamento di materie prime e prodotti intermedi stanno frenando l'economia con una produzione tedesca che rivive una recessione sottotraccia, a fronte dei colli di bottiglia come ad esempio per i costruttori di auto la mancanza di microchip. Che il sentiment dell'economia tedesca abbia subìto un'ulteriore battuta d'arresto lo si può vedere chiaramente dal sondaggio ‘ifo Business Climate - Germany Business Survey’ di questi giorni. Il dato vede scendere l'indice da 99,6 punti in agosto a 98,8 in settembre; la terza caduta consecutiva dai 101,9 punti di giugno ...

24 settembre 2021
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Categorie: Global Allocation
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Nella crisi finanziaria del costruttore immobiliare cinese Evergrande si evidenziano i nodi che il sistema Cina si trascina da tempo, non ultimo il forte aumento dell’indebitamento del paese che secondo diverse fonti risulta addirittura vicino al 300% del GDP, a fronte di tassi di crescita economica in graduale rallentamento. Gli operatori specializzati sul mercato immobiliare cinese avevano avvertito un segnale di rischio; il numero 300 sarebbe anche l’esposizione in miliardi di dollari del colosso immobiliare che ha annunciato la difficoltà nel pagamento di interessi e cedole degli impegni in scadenza nei giorni scorsi. Le conseguenze di un default disordinato sarebbero disastrose per il settore immobiliare e di impatto negativo su quello bancario e finanziario. In una fase di decelerazione economica sotto l’effetto della pandemia, la Cina risulterebbe altamente vulnerabile a fronte di un crollo generalizzato dei prezzi della proprietà, in parte simile alla ‘crisi dei subprime’ degli Stati Uniti del 2008, e alle relative conseguenze. L’esperienza statunitense sta generando una chiara riflessione alle autorità cinesi, sebbene Pechino non sarà disposto ad un salvataggio diretto della società, mentre cercherà di limitare il danno di un completo collasso chiedendo alle banche di rinnovare i prestiti, ristrutturare il pagamento degli interessi imponendo nuovi scarti di garanzia e garantendo ai singoli acquirenti delle abitazioni la massima protezione ...

18 settembre 2021
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Secondo le più recenti indicazioni l'economia cinese dovrebbe rallentare bruscamente nel terzo trimestre; le ragioni principali deriverebbero dell’onda dei contagi da Covid19 ancora presente, ma anche dagli indicatori immobiliari. Una netta discesa della crescita delle attività economiche nel terzo trimestre potrebbe influire in modo deciso sulle attese per l'intero anno, stimate a gennaio per la crescita del GDP sopra l'8%. La previsione nel periodo luglio-settembre, rispetto ai tre mesi precedenti, risulterebbe addirittura inferiore alla stima mediana dell'1,1% del sondaggio condotto presso gli economisti da parte di Bloomberg. Risulta peraltro difficile ipotizzare tassi di crescita in ripresa se, anche nel quarto trimestre, continuassero i focolai di contagio ed il conseguente ripristino di nuove limitazioni a contenimento del virus. In realtà il governo cinese aveva fissato un obiettivo di crescita superiore solo al 6% per l’intero 2021, sotto le stime di consensus degli economisti internazionali di ben oltre l’8%. I dati mensili hanno mostrato che l'economia cinese ha subìto un brusco rallentamento ad agosto, con un crollo delle vendite al dettaglio e delle costruzioni immobiliari; inoltre sono stati introdotti nuovi limiti di viaggio per arginare l’importazione della variante del virus delta già dalla fine di luglio ...

16 settembre 2021
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La domanda che la politica internazionale si sta facendo è come sarà l’era post Merkel, tema che nonostante il preventivo annuncio della dipartita della cancelliera non ha ancora trovato una chiara configurazione, vista anche la difficile situazione causata dalla pandemia Covid; questa incertezza deriva ancora oggi dall'esito delle elezioni del 26 settembre. La popolarità pubblica dei partiti è stata in questi ultimi mesi alquanto volatile, con periodi in cui il sostegno verso i tre partiti principali è stato relativamente alterno. L’attuale aspettativa vede comunque possibili inversioni di tendenza proprio nei risultati delle elezioni. Se quindi il consenso per la CDU/CSU (partito d’unione cristiano democratico) potrebbe aumentare a discapito del SPD (socialdemocratici) nella continuazione degli indirizzi politici della cancelliera Angela Merkel, la situazione è mediata da Verdi, liberali dell’FDP e Sinistra, partiti papabili nelle future coalizioni. Inoltre l’avvicendamento alla cancelleria del candidato CDU/CSU Armin Laschet non sembra aver trovato un’ereditata popolarità; al contrario il vicecancelliere e ministro delle finanze Olaf Scholz, candidato SPD, ad oggi si dimostra di gran lunga l'opzione più popolare, o meno impopolare, per ricoprire la carica governativa. Lo scontro più probabile Scholz - Laschet mette quindi fuori gioco la possibilità di avvicendamento della giovane leader dei Verdi, Annalena Baerbock ...

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