3 aprile 2020
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L’altalena dei mercati finanziari, che ha sorpreso gli operatori con l’impennata della pandemia da Coronavirus, non ha escluso i tassi di cambio che hanno visto ancora una volta protagonista il biglietto verde. Come ribadito dagli esperti, in eventi di sconvolgimento così rapido dei mercati, la corsa verso una valuta rifugio è da sempre stata riservata allo Yen giapponese, che invece negli ultimi sei mesi è sembrato ancorato al dollaro Usa e come sei mesi fa vicino mantiene il livello di 108 Yen x USD. In realtà il brusco deterioramento delle condizioni economiche a fronte del Covid-19 ha portato nelle ultime settimane a un picco senza precedenti della domanda di dollari statunitensi, tanto da mettere una forte preoccupazione nelle istituzioni con importanti passività in divisa americana. L’immediata conseguenza della domanda è stato il forte aumento del costo di finanziamento dei prestiti in dollari USA, anche per l’utilizzo della valuta Usa nella maggior parte del commercio globale, materie prime, ma anche nelle emissioni di debito, in particolare nelle economie emergenti ...

1 aprile 2020
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La recente dinamica sull’infezione da Coronavirus vede una sostanziale flessione nei primi centri di infezione di Cina, Corea del Sud e Giappone, una fase di stabilità e forse di picco in Europa, e aumento negli Stati Uniti. A fare da riferimento in Europa è il caso italiano: i dati del focolaio in Lombardia seguono da alcuni giorni un trend decrescente e stime di calo soprattutto dei nuovi casi di infezioni e di terapia intensiva; rimane costante il numero dei decessi. Le analisi sui trend vedono quindi Cina, Corea e Giappone avviati alla riapertura delle attività economiche, Italia e Europa con un possibile spiraglio di graduale normalizzazione a fine aprile, e Stati Uniti in attesa di dati di inversione dei contagi. Davanti a questo scenario, sono almeno due i temi che trovano attenzione da parte degli operatori finanziari: a) quando e come avverrà la riapertura in una logica di ripresa globale; e b) quali sono i rischi di una seconda ondata di infezione, magari in autunno, qualora non si siano ancora raggiunti gli obiettivi di un vaccino efficace ...

28 marzo 2020
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Con l'economia globale che si sta incanalando nella peggiore contrazione dal 2008, politici e autorità monetarie stanno mettendo in campo tutto il possibile per difendere imprese, sistema finanziario e mercato del lavoro, in una società dove la distanza e l’isolamento tra persone si è dimostrata l’unica soluzione immediata a fermare il contagio. Il presidente Donald Trump ha fatto uso dei poteri del Presidente degli Stati Uniti “in caso di guerra” per chiedere alla General Motors di mettere in produzione una linea di ventilatori polmonari per curare i pazienti affetti da Coronavirus; Trump si è poi lamentato con la casa automobilistica per non aver agito con rapidità nella produzione delle apparecchiature mediche di cui i servizi sanitari hanno in questo momento più bisogno. Le persone infette negli Stati Uniti sono balzate al primato mondiale, oltre 100.000, in una progressione sottostimata da Trump solo pochi giorni fa, definendo la pandemia poco più che una semplice influenza; una sottovalutazione che potrebbe costare molto cara all’economia degli Stati Uniti ...

 

27 marzo 2020
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I primi dati sull’impatto negativo del Coronavirus si stanno facendo più incisivi, sebbene riguardino ancora limitate indagini specifiche rispetto ai macro dati attesi nel prossimo mese e che ci daranno una prima visione complessiva del fenomeno epidemico. Dagli Stati Uniti l'indice PMI di IHS Markit segnala sui Servizi una contrazione particolarmente veloce nei Sevizi, mentre sulla Produzione Manifatturiera il calo più marcato dall'agosto 2009. Le aziende hanno riportato una contrazione storica sull’apertura di nuova attività, oltre alla netta diminuzione di nuovi ordinativi, sia domestici che esteri, derivata dai bruschi cali della domanda dopo lo scoppio del COVID-19. Il Flash U.S. Composite Output Index crolla a 40,5 (49,6 a febbraio); il Flash U.S. Services a 39,1 (49,4 a febbraio) e quello della Produzione Manifatturiera 47,6 (50,7 a febbraio) ai minimi da oltre 10 anni ...

25 marzo 2020
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La caduta dei listini azionari si è dimostrata molto rapida sull’ipotesi di una profonda recessione globale; l’indice S&P500 in poche sedute è precipitato di oltre il 30%, atterrando in pieno Bear Market, trascinandoci dentro il mondo del Credit Spread, Investment Grade e High Yield in modo significativo. Le ragioni di questo scenario ‘pre-recessivo’ – in attesa dei dati reali dei prossimi trimestri – si dimostrano diverse dalla recessione innescata dalla crisi dei subprime, della GFC Global Financial Crisis e ancor più delle precedenti. Il ‘cigno nero’ del Coronavirus sta imponendo alle persone di evitare ogni tipo di contatto in un clima di isolamento preventivo contro il contagio. L’eccezionale numero di persone sottoposte a terapia ha messo sotto stress il sistema sanitario in molti paesi e reso vani molti interventi medici intensivi ...

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