18 settembre 2019
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Con la manovra monetaria della Banca Centrale Europea, che di fatto conferma una situazione economica anemica nell’area Euro, gli analisti si stanno interrogando sulle prospettive dei mercati finanziari allor quando i risultati sperati da Draghi dovessero in qualche modo manifestarsi, ovvero un riorientamento dell’economia e un’inflazione tendenziale verso il target del 2%. Di fatto le probabilità di ripresa non sembrano così immediate, tanto che gli operatori sono inclini a pensare che l’ingresso del nuovo presidente della BCE Christine Lagarde a novembre, rafforzerà ulteriormente i termini espansivi e aprirà un confronto politico per una presa di consapevolezza della necessità di un programma concreto di investimenti pubblici guidati dalla Commissione Europea.

 

14 settembre 2019
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Il richiamo di Mario Draghi ad una politica fiscale che ‘tolga le castagne’ dal fuoco di una recessione sembra prendere forma nelle intenzioni dei politici che entreranno a far parte della nuova Commissione Europea il 1 novembre pv; gli spazi di manovra riguardano la necessità di rilancio degli investimenti in due settori strategici quali la tecnologia digitale e l’ambiente, settori su cui l’Europa è rimasta indietro ed ora serve una rincorsa. La BCE ha fatto e continua a fare un gran lavoro, secondo Draghi, ma ora serve un piano di investimenti credibile e concreto. Il tema del rilancio dell’economia europea è stato sottolineato nella prima riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurogruppo ad Helsinki; per l’Italia il nuovo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Sul tavolo ci sarà comunque la discussione su un adattamento delle regole di bilancio previste dal Patto di Stabilità. Il vice presidente Dombrovskis ha incontrato ieri il ministro Gualtieri riguardo alla flessibilità di bilancio ventilata da Roma su nuovi investimenti. Moody’s ha dato conferma del suo giudizio sull'Italia lasciando invariato sia il rating, Baa3, che l’outlook: Stabile ... 

13 settembre 2019
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Non possiamo chiamarlo neanche ‘Mini’ Bazooka perché siamo troppo lontani dagli 80 mld di Euro al mese decisi dalla BCE come programma di acquisto titoli (APP - Asset Purchase Programme) nel 2016/17. La cifra tanto attesa si ferma ad un modesto 20 mld al mese, seppure il mercato sembra aver apprezzato l’iniziativa. Ma come ha sottolineato il governatore Mario Draghi, è nel suo complesso che la manovra della Banca Centrale vuole essere incisiva: riduzione dei tassi di deposito di 10 bps a meno 0,5%; riapertura dell’APP per 20 mld Euro al mese da novembre senza data di scadenza; forward guidance: politica espansiva fino ad un dato concreto di ripresa inflattiva vicina la 2%; passaggio del sistema di riserva a due livelli per agevolare la trasmissione di liquidità nelle banche; migliori condizioni per le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO) e prolungamento della scadenza da due a tre anni ...

 

12 settembre 2019
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Categorie: Sectors
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La sensibilità dei prezzi delle diverse tipologie di commodity (cicliche e difensive) diviene importante tema di investimento, oltre a segnale di fase matura del ciclo economico. Le statistiche proposte dagli economisti indicano un generalizzato aumento dei prezzi delle materie prime nella fase più avanzata del ciclo economico e per questo gli strategist nel loro Investment Clock individuano proprio l’aumento del peso delle commodities nei portafogli in questa fase. In realtà i Gestori di Portafoglio aumentano questa classe di attivo in funzione di due elementi distintivi della fase di chiusura di un ciclo: a) una attesa risalita dei livelli inflattivi da domanda, normalmente per effetto dell’aumento occupazionale e dei consumi, e b) la crescita degli investimenti nella fase ‘euforica’ da impennata degli utili societari; in ambedue i casi l’aumento della classe di attivo ‘commodity’ si pone l’obiettivo di protezione del potere d’acquisto del portafoglio ...

7 settembre 2019
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A fare da sintesi ad un mese di agosto alterno è il mercato del lavoro negli Stati Uniti. Il Bureau of Labor Statistics ha rilevato una crescita dell'occupazione rallentata, al livello più basso in tre mesi, nonostante le assunzioni temporanee per il censimento. L'incertezza deriva dalla fiducia minata dalla guerra commerciale USA-Cina che ha pesato sul mercato del lavoro e sugli indici di produzione. I nuovi assunti delle aziende ‘non agricole’ sono aumentati di 130.000 unità, meno rispetto alle aspettative di 158.000 rilevate dal sondaggio di Thomson Reuters e i 195.000 di ADP. Il dato ha risollevato la discussione sulle prossime decisioni della FED nella riunione del 17 e 18 settembre; Trump ha chiesto a Powell 100 bps di taglio dei tassi per riaccelerare l’economia statunitense ...

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