24 settembre 2021
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Nella crisi finanziaria del costruttore immobiliare cinese Evergrande si evidenziano i nodi che il sistema Cina si trascina da tempo, non ultimo il forte aumento dell’indebitamento del paese che secondo diverse fonti risulta addirittura vicino al 300% del GDP, a fronte di tassi di crescita economica in graduale rallentamento. Gli operatori specializzati sul mercato immobiliare cinese avevano avvertito un segnale di rischio; il numero 300 sarebbe anche l’esposizione in miliardi di dollari del colosso immobiliare che ha annunciato la difficoltà nel pagamento di interessi e cedole degli impegni in scadenza nei giorni scorsi. Le conseguenze di un default disordinato sarebbero disastrose per il settore immobiliare e di impatto negativo su quello bancario e finanziario. In una fase di decelerazione economica sotto l’effetto della pandemia, la Cina risulterebbe altamente vulnerabile a fronte di un crollo generalizzato dei prezzi della proprietà, in parte simile alla ‘crisi dei subprime’ degli Stati Uniti del 2008, e alle relative conseguenze. L’esperienza statunitense sta generando una chiara riflessione alle autorità cinesi, sebbene Pechino non sarà disposto ad un salvataggio diretto della società, mentre cercherà di limitare il danno di un completo collasso chiedendo alle banche di rinnovare i prestiti, ristrutturare il pagamento degli interessi imponendo nuovi scarti di garanzia e garantendo ai singoli acquirenti delle abitazioni la massima protezione ...

18 settembre 2021
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Secondo le più recenti indicazioni l'economia cinese dovrebbe rallentare bruscamente nel terzo trimestre; le ragioni principali deriverebbero dell’onda dei contagi da Covid19 ancora presente, ma anche dagli indicatori immobiliari. Una netta discesa della crescita delle attività economiche nel terzo trimestre potrebbe influire in modo deciso sulle attese per l'intero anno, stimate a gennaio per la crescita del GDP sopra l'8%. La previsione nel periodo luglio-settembre, rispetto ai tre mesi precedenti, risulterebbe addirittura inferiore alla stima mediana dell'1,1% del sondaggio condotto presso gli economisti da parte di Bloomberg. Risulta peraltro difficile ipotizzare tassi di crescita in ripresa se, anche nel quarto trimestre, continuassero i focolai di contagio ed il conseguente ripristino di nuove limitazioni a contenimento del virus. In realtà il governo cinese aveva fissato un obiettivo di crescita superiore solo al 6% per l’intero 2021, sotto le stime di consensus degli economisti internazionali di ben oltre l’8%. I dati mensili hanno mostrato che l'economia cinese ha subìto un brusco rallentamento ad agosto, con un crollo delle vendite al dettaglio e delle costruzioni immobiliari; inoltre sono stati introdotti nuovi limiti di viaggio per arginare l’importazione della variante del virus delta già dalla fine di luglio ...

16 settembre 2021
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La domanda che la politica internazionale si sta facendo è come sarà l’era post Merkel, tema che nonostante il preventivo annuncio della dipartita della cancelliera non ha ancora trovato una chiara configurazione, vista anche la difficile situazione causata dalla pandemia Covid; questa incertezza deriva ancora oggi dall'esito delle elezioni del 26 settembre. La popolarità pubblica dei partiti è stata in questi ultimi mesi alquanto volatile, con periodi in cui il sostegno verso i tre partiti principali è stato relativamente alterno. L’attuale aspettativa vede comunque possibili inversioni di tendenza proprio nei risultati delle elezioni. Se quindi il consenso per la CDU/CSU (partito d’unione cristiano democratico) potrebbe aumentare a discapito del SPD (socialdemocratici) nella continuazione degli indirizzi politici della cancelliera Angela Merkel, la situazione è mediata da Verdi, liberali dell’FDP e Sinistra, partiti papabili nelle future coalizioni. Inoltre l’avvicendamento alla cancelleria del candidato CDU/CSU Armin Laschet non sembra aver trovato un’ereditata popolarità; al contrario il vicecancelliere e ministro delle finanze Olaf Scholz, candidato SPD, ad oggi si dimostra di gran lunga l'opzione più popolare, o meno impopolare, per ricoprire la carica governativa. Lo scontro più probabile Scholz - Laschet mette quindi fuori gioco la possibilità di avvicendamento della giovane leader dei Verdi, Annalena Baerbock ...

11 settembre 2021
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La crescita economica in Cina si è recentemente indebolita non solo per i nuovi contagi da Covid, ma anche per un annunciato rallentamento dalla fiducia dei consumatori e dalle prospettive degli indici PMI Produzione e Servizi. Il perdurare dell’attuale situazione implicherebbe un rischio al ribasso per il GDP previsto per il 2022 a +6%. Secondo gli analisti serviranno alcuni mesi in più del previsto per ottenere l'immunità di gregge, mentre le autorità cinesi continueranno ad affrontare il virus applicando restrizioni dove necessario. La dinamica di crescita più debole sosterrà comunque un atteggiamento distensivo delle autorità, introducendo alcune politiche di generale allentamento nei prossimi mesi. La dimensione degli interventi sarà comunque limitata vista l'attenzione per la riduzione dell'indebitamento. I recenti discorsi di Xi Jinping su “la prosperità comune” hanno invece sollevato molte domande ... 

9 settembre 2021
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L’estate finanziaria si è dimostrata ampiamente positiva; gli indici azionari MSCI a 3 mesi data (3MtD) vedono l’indice World a +4,47% (+18,36 da inizio anno), Europe +2,9% (YtD +16,05%), North America +4,86% (YtD +19,7%) e Pacific +4,65% (YtD + 13,59%), performance ampiamente sopra le attese di inizio anno che vedevano una crescita annua dei maggiori listini tra il 7 e il 9%. Gli analisti statunitensi hanno comunque sottolineato che la ripresa delle attività aziendali è stata sicuramente importante; i profitti da inizio anno sono risultati straordinari: le stime degli utili per l'intero 2021 già positive, sono aumentate di oltre il 20% rispetto alle previsioni di inizio anno. Ora le prospettive manifestano cautela per la sostenibilità prospettica dei margini operativi: tasse più elevate, regolamentazione più aggressiva, costi di produzione più alti, costo del lavoro in aumento. In aggiunta a questo rischio si stanno facendo sempre più concrete le ipotesi di rendimenti obbligazionari più elevati con una relazione tassi più alti e utili più bassi che potrebbe alimentare una correzione dei mercati azionari ...

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