27 gennaio 2022
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Nella conferenza stampa della FED, il presidente Jerome Powell si è di fatto ‘rifiutato’ di fornire chiarimenti sul ritmo degli rialzi dei FED Funds, dicendo invece che gli interventi della Fed saranno guidati dai prossimi dati effettivi. Tuttavia ha riferito che ci sono gli spazi per aumentare i tassi di interesse senza danneggiare il mercato del lavoro e la crescita economica secondo le indicazioni di ampio consenso in seno al Comitato esecutivo FOMC. Le osservazioni fornite durante le conferenza stampa hanno sottolineato il diverso stato dell'economia rispetto all'ultimo ciclo in cui i rialzi dei tassi sono avvenuti gradualmente. Powell non ha voluto entrare nel merito del processo di rialzo dei FED Funds informando che i singoli partecipanti al comitato stanno ancora valutando il probabile ritmo di salita nel rispetto delle singole previsioni e che solo in occasione dell’incontro di marzo ci saranno ulteriori dettagli. Powell ha inoltre osservato che la FED non è l'unico ‘giocatore in città’, poiché anche l'impulso fiscale meno positivo avrà un effetto ‘restrittivo’ sulla crescita di quest'anno, contribuendo a contenere le pressioni inflazionistiche. Riguardo al bilancio della banca centrale, Powell non ha fornito molte più informazioni sostenendo che il FOMC sta solo iniziando la discussione sebbene il processo potrebbe iniziare a breve e procedere più velocemente dell'ultima volta ...

3 dicembre 2021
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Il raffronto negli Outlook per i prossimo anno tra le due aree Stati Uniti e Eurozona, si fa difficile sul lato monetario con le due banche centrali distanti tra loro sul modo di interpretare l’evoluzione delle variabili macroeconomiche e degli interventi da mettere in moto. Nelle recenti dichiarazioni, la Fed ha nettamente accelerato le prospettive di restringimento rispetto al giugno scorso. La priorità sull’inflazione, ribadita dalla neo-vicepresidente Lael Rainard e che trova un ampio consenso all'interno del FOMC, organo direttivo della Federal Reserve americana - FED, vede la necessità di un passo accelerato sul ‘tapering’ per dare modo alla FED di giocarsi l'opzione di un rialzo già nel secondo trimestre del prossimo anno. Resta comunque da verificare se la FED eserciterà o meno l'opzione di rialzo dei tassi in funzione di prospettive di inflazione insolitamente elevate, sebbene incerte, e per la nuova variante Omicron, in un clima di ripresa generale dei contagi da Covid. L’aggressività della FED risulterebbe dalla necessaria copertura di un rischio di gestione basato su un graduale approccio di restringimento monetario in risposta ad un cambiamento nell'equilibrio tra variabili macroeconomiche come occupazione e aumento dei prezzi al consumo, stimate nello scenario di base ...

12 novembre 2021
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Gli analisti finanziari sottolineano l'enfasi della ‘pazienza’ della banca centrale FED, definendola relativamente scollegata dai dati economici reali, e la possibilità di trovarsi in ritardo sulle politiche atte a domare l'inflazione. Tra i punti di attenzione ci sono: 1) Differenziali tra tassi di interesse e inflazione senza precedenti; il divario tra i Fed funds, tasso di interesse target fissato dal FOMC, organo esecutivo della banca centrale statunitense, e l'indice dei prezzi al consumo americano è il più ampio nei 60 anni di storia dell'indicatore. L'implicazione è un livello di tassi reali negativi che potrebbe alimentare bolle speculative nell’allocazione del capitale. 2) I responsabili della banca centrale FED sembrano ritenere l'inflazione guidata principalmente da problemi della catena di approvvigionamento e quindi contingente. In realtà ci sono molte preoccupazioni diffuse sull'indebolimento della fiducia dei consumatori e una moderazione nell'ottimismo delle imprese. 3) Pressioni salariali persistenti nel mercato del lavoro: le dinamiche del mercato del lavoro potrebbero complicare l’obiettivo della Fed nella definizione di "massima occupazione", prerequisito per un aumento dei tassi di interesse; il recente dato di ottobre ha dimostrato un tasso di disoccupazione basso al 4,6%. Le società di tutti i settori stanno intanto sperimentando un mercato del lavoro caratterizzato da difficoltà nelle assunzioni, il netto aumento dei salari, e una forza lavoro mutevole in cui tassi di partecipazione più bassi potrebbero riflettere cambiamenti strutturali che manterrebbero alta la concorrenza per i lavoratori in un contesto di pressione salariale

 

28 ottobre 2021
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Categorie: Global Allocation
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Uno dei fattori di maggiore attenzione degli operatori finanziari, per questa ultima parte dell’anno, domina ante tempus l’atteggiamento restrittivo delle Banche Centrali e la loro volontà di comprimere l’espansione monetaria promossa durante le crisi pandemica. Sono in effetti almeno due le forze che il rialzo degli indici azionari ha impattato sull’asset allocation degli investitori: il primo riguarda l’aumento strategico del peso dei risky asset, rispetto all’obbligazionario, cresciuto anche per le ottime performance; la seconda riguarda i ritorni attesi dopo il forte aumento dei rapporti di valutazione P/E fwd 12m. Secondo gli analisti sarebbero stati soprattutto gli investitori privati ad influenzare le più recenti dinamiche di mercato, sottostimando i rischi di mercato sotto l'impulso di FOMO (fear of missing out), ‘rimanere fuori’ dal rally azionario; secondo gli strategist di portafoglio gli investitori starebbero sottovalutando il prossimo restringimento della liquidità di sistema e il conseguente inasprimento delle condizioni finanziarie ...

13 ottobre 2021
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Categorie: Global Equities
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Negli Stati Uniti sono in arrivo i report societari che riguardano l’andamento del terzo trimestre; il dato risulta come sempre molto atteso perché vuole da un lato verificare le previsioni passate, ma soprattutto rileggere qual è il trend previsto per l’ultimo periodo dell’anno. Intanto i dati prospettici, dopo solo il 5% dei report consegnati per capitalizzazione dell’indice S&P500, segnalano due effetti contrapposti ovvero il primo riferito alla crescita degli utili del 27,3% sul terzo trimestre 2020 (+21,2% sul relativo periodo del 2019); il secondo, più sorprendente, riguarda il calo del 7,3% dei profitti rispetto al secondo trimestre 2021. In effetti stiamo assistendo ad uno scenario in piena evoluzione, con un ottimo rimbalzo della crescita economica a seguito dell’accelerazione delle vaccinazioni, e ad una estesa iniezione di fiducia estiva. Settembre ha comunque visto una revisione importante dell’atteggiamento delle maggiori banche centrali, pronte a tagliare l’eccesso di liquidità immessa a fronte dell’emergenza pandemica; l’avviso dei banchieri arriva anche a seguito di una vistosa ripresa dei prezzi di materie prime e prodotti energetici capaci di spingere i tassi di inflazione al consumo ancora per qualche tempo ...

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