16 aprile 2021
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La politica espansiva del presidente degli Stati Uniti Joe Biden apre ad una ulteriore sfida al Congresso presentando un piano da 2,25 trilioni di dollari per modernizzare le infrastrutture della nazione. A differenza del pacchetto di aiuti Covid-19 da 1,9 trilioni di dollari approvato recentemente, l’amministrazione statunitense vuole offrire un progetto di lungo termine favorendo le società esposte ai trend di crescita strutturale in visione ‘Green’. La maggiore allocazione dell’investimento, 611 mld$, riguarda le infrastrutture tradizionali dei trasporti con il riordino di strade, ponti, aeroporti e reti ferroviarie; in questa logica si inserisce la ricarica di veicoli elettrici sul territorio nazionale. La seconda maggiore voce di spesa, 578 mld$, riguarda invece la produzione industriale, le piccole imprese, l’innovazione e il tema della ricerca e sviluppo, e la riqualificazione formativa della forza lavoro. La terza priorità vede la spesa in servizi per strutture di assistenza per anziani e persone con disabilità per 400 mld$; segue con 378 mld$ l’ammodernamento e rigenerazione di case, immobili commerciali, edifici pubblici e scuole federali. Infine la categoria di spesa per l'aggiornamento dei servizi di acqua, rete elettrica e infrastruttura digitali a banda larga di alta velocità per 311 mld$. Ad ognuna di queste cinque capitoli di spesa fa riferimento una relativa suddivisione per un piano di sviluppo complessivo di 700 mld$ mirato sulle infrastrutture verdi (Green elements of the infrastructure plan) ...

9 aprile 2021
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Corrado Caironi, Investment Strategist di R&CA, nella sua Newsletter dedicata all’Outlook del secondo trimestre 2021 analizza le prospettive macroeconomiche ed i trend dei mercati finanziari con l’obiettivo di offrire indicazioni di Asset Allocation per i portafogli di investimento.

Ciclo economico globale… il processo di ripartenza del ciclo economico sembra ormai non solo certo, ma vigoroso. I tassi di crescita del GDP globale porteranno benefici a tutti i settori … Ci sono comunque alcuni punti aperti che dovranno trovare risposta. Il primo riguarda il tema crisi sanitaria Covid-19. L’accelerazione delle vaccinazioni sembra ormai concreta … rimane aperto il tema della efficacia degli attuali vaccini nel tempo … secondo punto riguarda la divergenza della ripresa negli standard di vita rispetto alle aspettative pre-pandemiche … ulteriore punto aperto riguarda il tasso di indebitamento delle economie a fronte degli interventi di politica fiscale espansiva degli ultimi dodici mesi e sicuramente per i prossimi anni ...

Banche Centrali… Il ‘grande tema’ che sta investendo le previsioni di politica monetaria delle banche centrali per i prossimi semestri è quello dell’inflazione. Le stime per un’importante ripresa economica a livello globale ha acceso da tempo l’allarme sui ‘prezzi’ dopo che i maggiori indici delle materie prime sono saliti costantemente negli ultimi trimestri. Il petrolio WTI è passato da inizio anno da 48$b agli attuali 59$b (+23%), mentre l’indice LMEX - metalli industriali è salito nello stesso periodo di oltre il 10%, dopo una corsa di +20% nel 2020…

Prospettive dei mercati finanziari: … Il primo trimestre si è chiuso con un’ottima performance dei mercati azionari e un aumento della fiducia sulle prospettive di rilancio degli stimoli fiscali … Si torna a parlare della ‘Big Rotation’: gli investitori si sono rivolti agli attivi di rischio orientando la liquidità in prevalenza verso azioni difensive, tecnologia, materie prime, settori industriali, banche, tagliando le posizioni sull’obbligazionario governativo di lungo termine. Come dicevamo la convinzione risiede in una crescita economica prospettica molto reattiva, come tutti gli amministratori delegati delle aziende si aspettano …

Aspetti da considerare nel 2Q21: … ribadiamo l’attenzione per la capacità di ritorno dei portafogli di investimento: le indicazioni di gestori obbligazionari vedono nella maggior parte dei titoli governativi ritorni reali negativi. I risparmiatori ormai convinti di sottoscrivere fondi obbligazionari a rendimenti costanti si stanno trovando portafogli con alte quotazioni per effetto di precedenti capital gain, e titoli privi di ritorno a scadenza

Leggi l’Investment Newsletter di Corrado Caironi cliccando sul seguente link:

Investment Outlook 2Q21

26 marzo 2021
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Il mercato azionario cinese si muove al ribasso sotto la pressione sia della rotazione settoriale globale, validata dall’irripidimento della curva dei Treasury americani, che per l’inasprimento delle relazioni diplomatiche di Stati Uniti ed Europa nei confronti della Cina: dopo l’ottimo andamento di inizio anno l’indice MSCI China si presenta con il netto calo di marzo di circa il 6%. La ripresa globale rimane bilanciata dai rischi di efficacia dei vaccini, mentre la domanda esterna per le esportazioni e l’influenza sulle partite correnti dettano un calo del momentum di mercato. Le autorità cinesi hanno fissato un obiettivo di crescita del GDP più facile da raggiungere, per il 2021 ‘sopra il 6%’, rispetto alle stime di consenso del mercato, panel di Bloomberg: +8% e del Fondo Monetario Internazionale FMI all’8,1%. Il governo cinese pone l’attenzione alle potenziali turbolenze guidate da un Tapering dei QE delle banche centrali in una fase delicata della riapertura di tutti i settori. Sull’obiettivo inflazione è stato fissato un target del 3%, ed evidenziata la creazione di oltre 11 milioni di nuovi posti di lavoro urbani nell'anno, rispetto ai 9 dell'anno scorso, con un tasso di disoccupazione urbano al 5,5%, rispetto al 6% del 2020. Non mancano i dubbi sulla strategia sanitaria che ha visto la Cina essere la prima nazione a presentare un vaccino anti-Covid e risultarne ultima nelle vaccinazioni ...

4 marzo 2021
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Categorie: Global Allocation
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La ripresa della volatilità, dopo i minimi di periodo di metà febbraio, offre lo spunto per valutare i cambiamenti strategici nelle asset allocation degli investitori istituzionali, una rotazione repentina dei portafogli di investimento che ha messo sotto pressione alcune classi di attivo e favorito altre. Il tema centrale rimane lo scenario economico ancora impattato dal Coronavirus, con la promessa della politica fiscale di colmare il divario in attesa della completa ripartenza di tutti i settori, si veda l’impegno consistente di Biden con il piano di stimoli in attesa di approvazione dal senato statunitense. Guardando in prospettiva gli operatori vedono valori sui tassi di inflazione in aumento, sebbene in modo contrastato e forse limitato nel tempo. Anche l’intensità della ripresa economica, e della sua velocità, dipenderà dalla campagna di somministrazione dei vaccini e dai tempi necessari ad ottenere l'immunità di gregge, senza sottovalutare la non scontata volontà politica di continuare lo sforzo di supporto, e l’aumento del debito pubblico, per evitare danni economici che per alcuni settori potrebbero diventare permanenti ... 

24 febbraio 2021
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La fase di vaccinazione anti-Covid19, tanto attesa quanto fondamentale alla lotta contro l’accelerazione dei contagi, sembra condizionata da diversi fattori, in primis la fornitura centellinata delle dosi di vaccino, a seguire la diversa efficacia e non ultima l’organizzazione sanitaria. Mentre il numero di vaccinazioni sta fortemente crescendo in Gran Bretagna e Stati Uniti, a farne le spese rispetto ai contratti sottoscritti lo scorso anno è l’Europa continentale. La notizia, ancora senza una conferma ufficiale, vedrebbe nel secondo trimestre 2021 la fornitura di vaccini all’Unione Europea da parte del colosso farmaceutico anglo-svedese Astra Zeneca dimezzata da 180 a 90 milioni di dosi; il taglio di Astra Zeneca segue ad un ulteriore disimpegno per l’approvvigionamento previsto nel primo trimestre di quest’anno che prevederebbe una consegna limitata a 40 milioni di dosi, rispetto alle 90 milioni promesse. Una preoccupante situazione di rallentamento associata alle consegne inferiori del previsto nell’area Euro delle dosi di Pfiser-BioNTech, azienda che sembrerebbe pronta a recuperare il gap in marzo ...

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