25 novembre 2022
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Le prospettive di un rallentamento economico trovano in evidenza i dati sul mercato immobiliare e l’analisi pertinente all'aumento dei tassi ipotecari che sta riducendo l'accessibilità economica degli alloggi, US Housing Affordability Index, con un netto calo sia degli acquisti di case che dei permessi per le nuove costruzioni. Dal punto di vista dei prezzi le abitazioni hanno iniziato un calo da agosto sebbene il valore dell’indicatore United States FHFA House Price Index risulti da inizio anno superiore del 4,9%. Il restringimento del mercato sta comunque generando una minore offerta di alloggi e un aumento dei costi di affitto e spese abitative quale componente molto importante dell'inflazione core. Tassi di interesse più elevati stanno infatti costringendo i potenziali acquirenti di case a competere con un mercato limitato e orientato all’affitto con una spesa di locazione aumentata da inizio anno del 20,6%. Inevitabilmente la banca centrale Fed, concentrata sul contenimento delle misure di inflazione, ha indicato un punto di attenzione nel definire i prossimi interventi monetari ...

11 novembre 2022
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Le stime attualmente aggregate degli analisti vedono un aumento dei Fed Funds statunitensi di 50 bps a dicembre, seguito da altri 50 bps a febbraio e due da 25 bps a marzo e maggio 2023, con un tasso pivot terminale tra il 5,25 - 5,50%. Mentre i 50 bps del prossimo dicembre risultano scontati, view meno restrittive vedono nel primo semestre 2023 solo due aumenti di 25 bps a marzo e maggio spostando il tasso pivot tra il 4,75 - 5%. Le osservazioni tra le diverse view trovano anche movimenti diversi rispetto a stime su inflazione e mercato del lavoro. Il recente dato sul tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti al 7,7% a/a del mese di ottobre trova una chiara conferma di un primo raffreddamento rispetto al precedente 8,2%; anche il mercato del lavoro sembra trovare un riassestamento. Le analisi degli strategist vedono gran parte dell'attuale atteggiamento da ‘falco’ della Fed un tentativo strategico di influenzare con condizioni finanziarie più rigide gli effetti attesi della riduzione dell'inflazione proiettando una politica restrittiva fino al 2025 ...

6 ottobre 2022
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L'invasione russa dell'Ucraina e l'attrito tra Stati Uniti e Cina hanno dominato le tensioni geopolitiche con i mercati finanziari che hanno subìto la realtà rivedendo il modello della globalizzazione. Pandemia e guerra in Ucraina hanno intensificato il dibattito sul reshoring e le nuove alleanze in segno alla resilienza della catena di approvvigionamento, problemi energetici ma anche della sicurezza informatica. A fronte della pandemia sono diverse le tendenze già in atto come digitalizzazione, acquisti online, lavoro a distanza e pagamenti digitali, eppure il conflitto in Ucraina ne sta ora accelerando di nuove compreso l'aumento della spesa per le energie rinnovabili, il tema della sicurezza militare e nuove sfide di efficienza sulle risorse del pianeta. Le strategie di investimento hanno necessità di rivedere l’orientamento su più fronti: cambiamento nelle relazioni geopolitiche, revisione del modello del commercio internazionale e sviluppo economico sostenibile con alla base il tema della transizione energetica. Proprio su questo scenario si pone il tema dei rapporti di cambio; la crisi finanziaria del ‘subprime’ aveva visto la disputa delle “svalutazioni competitive” con al centro una caduta del dollaro Usa inseguita da molte altre valute; FED funds in forte discesa e dollaro debole hanno avvantaggiato le richieste di finanziamento dei paesi emergenti e non solo: tra il 2008 e il 2011 il Dollar Index si manteneva intorno a 73 punti. Oggi la situazione si è completamente ribaltata con una FED molto aggressiva, stime dei FED Funds tra 4,5 e 4,75% ad inizio 2023, e il Dollar Index a 112 punti ...

15 settembre 2022
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Dopo la riunione di settembre della banca centrale europea BCE si cerca di intuire quali sono gli effettivi obiettivi di rialzo verso un ‘tasso neutrale o terminale’ a cui l’autorità monetaria si sta concentrando. In un’analisi prima dell’estate il direttivo in rappresentanza dei diversi responsabili alle decisioni ha riferito di un ‘tasso neutrale’ che per voce di molti risultava compreso tra l'1% e il 2%, sebbene economisti e decisori politici rimanevano vaghi e divisi. La determinazione nel comitato di giugno per riportare al più presto i tassi di interesse della zona Euro almeno allo 0% è stata di fatto condivisa per effetto dell’inflazione, nonostante l’indecisione di poche delle 19 economie presenti nella moneta unica. Una netta lacerazione si è poi evoluta nei mesi estivi dove le due fronde tra falchi e colombe hanno subìto la pressione dai membri più influenti ed in particolare da Isabel Schnabel e Philip Lane. Infine la svolta fornita a settembre dalla presidente Christine Lagarde ha dunque visto primeggiare la parte dei ‘falchi’ a seguito della lettura dell’inflazione ‘core’ (al netto di energia e alimentari) passata dal +2,3% di gennaio a + 4,3% di agosto e un tasso di inflazione record di + 9,1% ...

7 settembre 2022
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Da inizio anno i mercati finanziari hanno sofferto da una combinazione di shock geopolitici quali la guerra in Ucraina, le tensioni Usa e Cina su Taiwan, l’impennata dei tassi di inflazione, e una conseguente rigidità delle banche centrali, che ha provocato una rapida restrizione monetaria. In questo contesto sia i mercati azionari che obbligazionari hanno subìto una straordinaria pressione al ribasso accompagnata da alta volatilità. A partire da luglio, una revisione del ribasso ha premesso un recupero sulla possibilità che le banche centrali potessero rivedere i loro aumenti dei tassi a fronte di un picco dell’inflazione e dai segnali di un aumento delle probabilità recessive a dodici mesi. La progressione del recupero si è spenta durante l’incontro di fine agosto delle banche centrali, in occasione del Jackson Hole Economic Policy Symposium. Al simposio annuale di politica monetaria, la Federal Reserve (Fed) statunitense ha chiaramente confermato che inasprirà la sua politica monetaria fino a quando l'inflazione non sarà vicina all'obiettivo del 2%, rimanendo a tassi elevati per un considerevole periodo di tempo. Il presidente della Fed Jerome Powell ha parlato esplicitamente della necessità di allineare domanda e offerta, anche a discapito della crescita, senza peraltro fare riferimento a condizioni e valutazione degli asset finanziari. Gli operatori hanno reagito negativamente alle intenzioni della Fed abbassando i ritorni attesi sia su azioni che obbligazioni ...

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