10 luglio 2020
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Categorie: Sectors
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La domanda più difficile a cui rispondere è ‘quando avremo la possibilità di usufruire di un vaccino anti Covid a livello globale’; in realtà i mercati finanziari stanno scontando che già nella prima metà del 2021 potremmo avere una copertura significativa, se non totale, e soprattutto un supporto medicale più efficiente. La risposta al virus metterebbe quindi un termine alla sofferenza del settore bancario che non solo ha il problema della fornitura di liquidità alle aziende temporaneamente limitate nel business, ma ancor più preoccupante l’aumento dei default per le attività più colpite dalla recessione. Le stime degli analisti vedono per le banche di tutto il mondo perdite su crediti pari a circa 2.100 mld $ tra il 2020 e 2021 di cui 1.300 imputabile all'anno in corso, più del doppio del 2019. Le società di rating, particolarmente attente al settore, prevedono altresì un anno difficile sul fronte degli utili; molte non risulteranno in grado di assorbire l’impatto negativo, incorrendo in perdite operative nette e il rischio inevitabile di downgrade ...

13 maggio 2020
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La politica monetaria espansiva a Tassi di rendimento negativi piace molto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che continua a criticare la FED sostenendo che i Treasury statunitensi, come i Bund tedeschi, dovrebbero adottare al più presto la strategia dei tassi negativi (NIRP - negative interest rate policy). In realtà la politica monetaria della FED è già diventata molto espansiva, a supporto di quella fiscale comunque ‘costosa’ in termini di debito. Dal punto di vista monetario la decisione della FED di non porre limiti al Quantitative Easing pone in prospettiva una difficile tenuta della pendenza delle curve, e l’estensione degli acquisti tramite ETF di titoli spazzatura (High Yield) ha forse erroneamente creato ampio consenso sulla quantità di nuove emissioni e per l’idea che non c'è limite al debito! Dal lato fiscale, il Tesoro americano ha appena annunciato un ritmo di emissione di 3 trilioni di dollari a trimestre, dato mai visto prima, a fronte dei circa 800 mld USD previsti precedentemente. Sul mercato, la FED da settembre scorso ha continuato a finanziare REPO per oltre 1500 mld USD, con l’intento di mantenere un livello ottimale di liquidità nel sistema; ora riguardo al tema di chi sottoscriverà l’enorme quantità di governativi la risposta più immediata sembra proprio la FED stessa, anche se ci si chiede quanta parte, a quali tassi e duration. Il mercato finanziario internazionale sembra comunque rimanere interessato al dollaro statunitense con il Dollar Index intorno a 100 punti ...

17 marzo 2020
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Probabilmente le tre ‘sorprese’ che i gestori di portafoglio non hanno apprezzato dal discorso della presidente Christine Lagarde nella recente conferenza stampa sono state, in primis, la mancata diminuzione dei tassi di interesse sui depositi presso la BCE, peraltro con dichiarazione unanime del Consiglio, seconda, lo ‘scarica barile’ per gli aiuti sul Consiglio dell’Unione Europea, ed infine la frase “la BCE non è qui per chiudere lo spread”; temi che gli operatori hanno ritenuto troppo discordanti dalla strategia impostata dalla precedente commissione.  L’impressione di fondo è che l’asse dei ‘rigoristi’ della Core Europe si sia rafforzata con l’uscita di Mario Draghi ...

4 febbraio 2020
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La pandemia da CoronaVirus cinese ha avuto la classica risposta dai mercati finanziari con l’aumento dell’avversione al rischio, sebbene con reazioni contenute; alla notizia sono finiti in negativo i mercati emergenti (Cina in primis), le compagnie aeree, le agenzie per eventi e turismo e i prezzi del petrolio. Al contrario il riposizionamento dei portafogli in modalità Risk Off ha attivato la corsa verso i cosiddetti ‘beni rifugio’: titoli governativi statunitensi e tedeschi, e metalli preziosi. L'indice VIX, indicatore della volatilità del mercato azionario statunitense, ha visto un picco il 31 gennaio, senza superare il livello di 20 punti, rilevando un atteggiamento attendista degli operatori. Secondo gli analisti finanziari i dati positivi della Earnings Season e la garanzia di politiche espansive delle banche centrali hanno compensato le notizie ancora incerte sull’impatto della crisi sanitaria in Cina, oltre alla buona reattività operativa di tutti i paesi per circoscrivere l’evento ...

23 ottobre 2019
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La disponibilità delle banche centrali BCE e FED ad un rapido rientro nei programmi di acquisto titoli (Asset Purchase Programme - APP) ha portato una revisione nelle attese di ritorno degli investitori obbligazionari. Gli operatori hanno inizialmente preso beneficio delle posizioni dei titoli governativi che avevano manifestato un consistente calo dei rendimenti, mentre si è subito evidenziato il tema dei reinvestimenti e di come ottenere ritorni positivi nei prossimi mesi. A livello statistico il rendimento del Treasury 10y statunitense è passato in un anno dal 3,16% all’attuale 1,72%, mentre il Bund decennale tedesco è sceso da più 0,41% a meno 0,40% in un clima di aumento delle incertezze geopolitiche - vedi dazi Usa-Cina, rallentamento economico - indicatori PMI in contrazione, aumento delle probabilità di recessione negli Stati Uniti - segnali di inversione della curva dei rendimenti. Negli ultimi mesi i rendimenti sono comunque risaliti, limando in realtà solo i guadagni estivi ...

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