15 luglio 2021
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L’attenzione degli investitori globali si sta concentrando sui report dei dati economici e alla loro evoluzione. Dopo un evidente rialzo dei rendimenti globali, il Treasury USA a 10 anni ha mostrato recentemente un calo di quasi 20 punti base mettendo in dubbio le stime per una forte ripresa globale nel secondo semestre d’anno. In Asia le preoccupazioni sono state esacerbate dal calo del credito cinese nei mesi scorsi e del suo impatto sull’economia, con la conferma del rallentamento nel secondo trimestre. In Cina i dati pubblicati a cura del National Bureau of Statistics (NBS) hanno evidenziato un tasso annuo di crescita del GDP in discesa dal record del 18,3% su base annua del primo trimestre, al 7,9% nel secondo, sotto l'8,1% stimato dal consensus di mercato; non sfugge a nessuno che stiamo parlando di numeri che tracciano un trend solido, sebbene leggermente inferiore alle aspettative di consenso. La produzione industriale è rallentata all'8,3% a/a, dall'8,8% di maggio, gli investimenti in immobilizzazioni e le vendite al dettaglio sono scesi rispettivamente al 12,6% a/a (prec. 15,4%) e al 12,1% (prec. 12,4%). L’evidenza di una normalizzazione non sembra destare problemi se non per la preoccupazione di un eccessivo rallentamento che in questo caso farebbe emergere qualche problema sul sistema bancario locale con una salita dei crediti inesigibili (NPL) ...

23 aprile 2021
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Il debito governativo russo diventa oggetto di sanzioni da parte dell’amministrazione Biden a seguito delle diatribe che rendono i rapporti diplomatici tra i due paesi alquanto freddi. Al centro delle ragioni di Biden rimane sicuramente l’intromissione ‘digitale’ nella campagna elettorale con attacchi informatici atti ad influenzare le elezioni americane, ma anche lo schieramento militare sul confine ucraino e il caso dell’oppositore russo Alexei Navalny. Il rublo continua la sua altalena contro le più importanti valute dopo l’annuncio delle sanzioni statunitensi definite per impedire alle istituzioni statunitensi di partecipare al mercato primario delle emissioni di obbligazioni sovrane russe a partire dal 14 giugno 2021. La banca centrale russa ha già iniziato ad inasprire la politica monetaria nella riunione di aprile, aumentando il tasso ufficiale dal 4,5% al 5,0%. Con un'inflazione nominale al 5,8% e un tasso di 3m/3m già al 9%, ci sarebbero comunque buone ragioni per aumentare ulteriormente i tassi. Nel discorso di giovedì sullo stato della nazione, il presidente Vladimir Putin ha voluto lanciare un messaggio all’Occidente nel quale la Russia deciderà di volta in volta i casi in cui saranno superate “le linee rosse” che considera invalicabili per la propria sicurezza nazionale, messaggio che lascia aperta ogni azione ritenuta opportuna. Risulta comunque chiaro che la linea rossa principale potrebbe riguardare la presenza della Nato nelle aree che un tempo facevano parte dell’Unione Sovietica. Le più recenti informazioni vedono comunque il rientro delle forze dislocate nei distretti militari occidentale e meridionale ...

14 aprile 2021
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Categorie: Global Bonds
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Le riforme del mercato finanziario in Cina aprono nuovi orizzonti ai titoli di stato cinesi dopo l’ingresso degli listini azionari locali nei principali benchmark di riferimento mondiali. L’ingresso della Cina nell’indice azionario globale MSCI ACWI nel 2019, ha visto il nuovo player pesare il 20% nel MSCI Emerging Markets Index. In particolare l’indice MSCI China vede un target di copertura dell’85% della capitalizzazione free float market nell’universo cinese quotato tra H-shares, A-shares, B-shares, Red-chips, P‐chips e società cinesi quotate su mercati esteri. Ora il prossimo passo sarà riservato al mercato obbligazionario quotato in Cina e ai titoli Governativi cinesi. La società FTSE Russell ha informato che la Cina sarà inclusa nell’indice FTSE World Government Bond Index a partire dall’ottobre 2021, confermando l’ingresso nei tre maggiori indici Global Bond: Bloomberg Barclays Global Aggregate index (7%), JPMorgan GBI-EM index (10%) e FTSE World Goverment Bond index (5,25%). La Cina in effetti ospita il secondo mercato obbligazionario onshore del mondo e il terzo mercato delle obbligazioni sovrane: il mercato delle obbligazioni sovrane risulta maggiore di quello di Germania, Francia e Spagna messi insieme ...

24 febbraio 2021
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La fase di vaccinazione anti-Covid19, tanto attesa quanto fondamentale alla lotta contro l’accelerazione dei contagi, sembra condizionata da diversi fattori, in primis la fornitura centellinata delle dosi di vaccino, a seguire la diversa efficacia e non ultima l’organizzazione sanitaria. Mentre il numero di vaccinazioni sta fortemente crescendo in Gran Bretagna e Stati Uniti, a farne le spese rispetto ai contratti sottoscritti lo scorso anno è l’Europa continentale. La notizia, ancora senza una conferma ufficiale, vedrebbe nel secondo trimestre 2021 la fornitura di vaccini all’Unione Europea da parte del colosso farmaceutico anglo-svedese Astra Zeneca dimezzata da 180 a 90 milioni di dosi; il taglio di Astra Zeneca segue ad un ulteriore disimpegno per l’approvvigionamento previsto nel primo trimestre di quest’anno che prevederebbe una consegna limitata a 40 milioni di dosi, rispetto alle 90 milioni promesse. Una preoccupante situazione di rallentamento associata alle consegne inferiori del previsto nell’area Euro delle dosi di Pfiser-BioNTech, azienda che sembrerebbe pronta a recuperare il gap in marzo ...

20 novembre 2020
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La programmazione economica che il governo cinese ha stabilito nella proposta per il 14° piano quinquennale, tra il 2021 e il 2025, traccia oltremodo gli obiettivi di lungo termine con una scadenza avanzata al 2035; l’approvazione del piano quinquennale è prevista nella primavera del 2021. I temi tracciati risultano ancora con ampi spazi di definizione, molti i dettagli ancora in discussione, sebbene vedano al centro dello sviluppo economico l’autonomia tecnologica, la definizioni delle governance, un avanzamento culturale in definizione socialista, la sostenibilità ambientale, oltre al tema chiave dell’apertura al mercato, punto quest’ultimo per accordi allargati per l’interscambio tra soggetti importatori ed esportatori, di scontro con l’amministrazione Trump, ora sul tavolo del presidente eletto Joe Biden. Su questo il presidente cinese Xi Jinping ha recentemente indicato che la Cina importerà nei prossimi dieci anni beni per un valore di 22.000 mld di dollari, rispetto ai 18.000 mld degli ultimi dieci anni; una sfida importante nella creazione di valore di molte economie sviluppate e soprattutto emergenti ...

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