16 settembre 2021
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La domanda che la politica internazionale si sta facendo è come sarà l’era post Merkel, tema che nonostante il preventivo annuncio della dipartita della cancelliera non ha ancora trovato una chiara configurazione, vista anche la difficile situazione causata dalla pandemia Covid; questa incertezza deriva ancora oggi dall'esito delle elezioni del 26 settembre. La popolarità pubblica dei partiti è stata in questi ultimi mesi alquanto volatile, con periodi in cui il sostegno verso i tre partiti principali è stato relativamente alterno. L’attuale aspettativa vede comunque possibili inversioni di tendenza proprio nei risultati delle elezioni. Se quindi il consenso per la CDU/CSU (partito d’unione cristiano democratico) potrebbe aumentare a discapito del SPD (socialdemocratici) nella continuazione degli indirizzi politici della cancelliera Angela Merkel, la situazione è mediata da Verdi, liberali dell’FDP e Sinistra, partiti papabili nelle future coalizioni. Inoltre l’avvicendamento alla cancelleria del candidato CDU/CSU Armin Laschet non sembra aver trovato un’ereditata popolarità; al contrario il vicecancelliere e ministro delle finanze Olaf Scholz, candidato SPD, ad oggi si dimostra di gran lunga l'opzione più popolare, o meno impopolare, per ricoprire la carica governativa. Lo scontro più probabile Scholz - Laschet mette quindi fuori gioco la possibilità di avvicendamento della giovane leader dei Verdi, Annalena Baerbock ...

22 luglio 2021
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Avevamo già fatto un commento sui timori di inflazione nel nostro post dell’11 maggio scorso Inflazione in risalita con un chiaro riferimento alle indicazioni delle banche centrali.  A distanza di oltre due mesi la situazione ha preso forma con il balzo del dato annualizzato del tasso di inflazione CPI Usa che ha accelerato al 5,4% a giugno dopo il 5% di maggio. Secondo gli economisti i prezzi sembrano aumentare progressivamente, così ogni giorno si legge del rapporto di un'altra azienda che ha aumentato i prezzi a causa di problemi salariali, costo delle materie prime, problemi di approvvigionamento e persino disagi di timing tra offerta e domanda. In questa fase non sono solo i generi di prima necessità a preoccupare, mettendo a dura prova i diversi budget degli americani, ma anche materie prime, semilavorati e microchip. A seguito della riapertura, i fornitori di servizi risultano molto preoccupati mirando a mantenere i margini di profitto commisurati alla volatilità di ricavi e spese. Sono comunque le nuove attese di inflazione ad accelerare, anche se non tutti i beni sono coinvolti in questa dinamica, mentre le famiglie risultano disorientate. La recente pubblicazione dell'indagine sui consumatori dell'Università del Michigan non ha dato particolari indicazioni: l'inflazione prevista dai privati a 5 anni è salita dal 2,8% di giugno al 2,9% di luglio, rimanendo al di sotto del picco di maggio al 3,0%; storicamente i consumatori tendono comunque a sopravvalutare l'inflazione effettiva. Nelle rilevazioni dal 2000, le persone intervistate dal sondaggio dell’Università si aspettavano un'inflazione proiettata a 5 anni del 2,8% medio, dato ben sopra quello effettivamente rilevato ...

15 luglio 2021
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L’attenzione degli investitori globali si sta concentrando sui report dei dati economici e alla loro evoluzione. Dopo un evidente rialzo dei rendimenti globali, il Treasury USA a 10 anni ha mostrato recentemente un calo di quasi 20 punti base mettendo in dubbio le stime per una forte ripresa globale nel secondo semestre d’anno. In Asia le preoccupazioni sono state esacerbate dal calo del credito cinese nei mesi scorsi e del suo impatto sull’economia, con la conferma del rallentamento nel secondo trimestre. In Cina i dati pubblicati a cura del National Bureau of Statistics (NBS) hanno evidenziato un tasso annuo di crescita del GDP in discesa dal record del 18,3% su base annua del primo trimestre, al 7,9% nel secondo, sotto l'8,1% stimato dal consensus di mercato; non sfugge a nessuno che stiamo parlando di numeri che tracciano un trend solido, sebbene leggermente inferiore alle aspettative di consenso. La produzione industriale è rallentata all'8,3% a/a, dall'8,8% di maggio, gli investimenti in immobilizzazioni e le vendite al dettaglio sono scesi rispettivamente al 12,6% a/a (prec. 15,4%) e al 12,1% (prec. 12,4%). L’evidenza di una normalizzazione non sembra destare problemi se non per la preoccupazione di un eccessivo rallentamento che in questo caso farebbe emergere qualche problema sul sistema bancario locale con una salita dei crediti inesigibili (NPL) ...

23 giugno 2021
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Categorie: Global Allocation
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Negli Stati Uniti la banca centrale FED rimane sensibile all'indice dei prezzi della spesa per consumi personali PCE, tema che insieme a ‘Reddito e Spesa Personale’ rimangono punti di riferimento della politica monetaria. In attesa dei dati ufficiali, le previsioni dell’indice dei prezzi PCE di maggio indicano un passaggio a + 4,2% su base annua, dal 3,6% di aprile. In realtà il mercato obbligazionario americano non è sembrato particolarmente allarmato per lo scatto al 5% dell’inflazione CPI a maggio, anche perché il Treasury decennale ha maturato un importante rialzo del rendimento da 0,92% di fine 2020 agli attuali 1,50%. Un’inflazione ‘temporanea’ significherebbe una limitata pressione all’espansione monetaria in corso, sia per la riduzione degli acquisti di attivi che per un progressivo aumento dei FED Funds. Nell’ultimo incontro del FOMC, organo esecutivo della Federal Reserve, le proiezioni sui tassi di interesse, rappresentate nel cosiddetto ‘dot plot’, implicano tassi in aumento dal 2023, con i mercati che scontano un primo aumento già nel primo trimestre 2023. Il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato che un programma di riduzione degli acquisti di attivi potrebbe essere annunciato nel prossimo incontro di fine luglio ...

26 maggio 2021
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La corsa ai vaccini ha aperto la strada all’ipotesi di una selettiva immunità collettiva o di ‘gregge’. Gli esperti, per capire quanto e quando possa essere possibile raggiungere l’immunità, stanno elaborando i dati disponibili dai vari paesi utilizzando le stime del R0 del virus, ovvero il tasso di contagio, l'efficacia media del vaccino in base a fornitura e iniezioni, la fascia ancora non vaccinata e il rapporto di velocità tra contagio e piano di somministrazione delle dosi prodotte. In termini di efficacia entrambi i vaccini modified RNA di Pfizer e Moderna, somministrati con le due dosi previste, hanno dimostrato un'efficacia stimata intorno al 95%, quella di AstraZeneca risulta inferiore al 75% e quella di Sinovac in Cina è stata segnalata tra il 50 e il 98% in aree diverse con un elevato grado di incertezza. Rimane in essere comunque uno scenario di rischio in cui una nuova variante immuno-resistente possa emergere. Nelle ultime settimane l'Unione Europea sta cercando di accorciale le distanze con gli Stati Uniti come percentuale della popolazione che ha ricevuto almeno una dose; tuttavia sembra che gli Stati Uniti abbiano rallentato recentemente il passo. In termini relativi rispetto alla prima dose somministrata i recenti dati vedono il Regno Unito a circa il 90%, Stati Uniti all’80% e UE al 50% ...

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