6 settembre 2019
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Categorie: Global Allocation
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Il suggerimento di fine anno scorso di utilizzare l’indice azionario russo nell’asset allocation da parte degli Strategist di portafoglio, in alternativa a strumenti replicanti l’andamento del petrolio, è risultato sicuramente corretto. Da inizio anno ad oggi il Brent ha recuperato terreno passando da 54,91 USDb agli attuali 60,93 USDb (+10,9%), ma meglio ha fatto l’indice MSCI Russia in UDS, cresciuto nello stesso periodo del 23,25% (+ 27,6% in Euro). Nel primo semestre l’economia russa sembra riuscita ad evitare la recessione tecnica con un margine limitato. I consumi sono deboli mentre la crescita del 3% del GDP, prospettata dal governo per il 2019, rimane lontana; il primo trimestre si è concluso con un - 0,4%, mentre il secondo è previsto leggermente positivo ...

24 gennaio 2019
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Categorie: Global Equities
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Le prospettive macroeconomiche per i mercati emergenti risultano più costruttive in un contesto che nello scorso anno è stato di difficile interpretazione e con risultati negativi; le valute si sono indebolite in relazione ad una politica monetaria restrittiva della FED, che ha coinciso con i deficit delle economie emergenti. Le opinioni più recenti su una possibile pausa per la prima parte dell’anno nel rialzo dei tassi della Fed troverebbero consenso per una fase di stabilizzazione, un allentando della pressione sulle valute emergenti ed il possibile recupero degli asset finanziari. Sul tavolo rimangono comunque temi spinosi, primo fra tutti gli accordi commerciali USA-Cina, ed in generale sul sistema dei dazi doganali imposti dagli Stati Uniti. Nelle prossime settimane ci si attende una risoluzione sull'escalation delle tariffe statunitensi alle importazioni cinesi, sebbene le diplomazie trovino ancora incerta la data dell’intesa ...

 

30 novembre 2018
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In attesa dell'incontro nel weekend tra Trump e Xi Jinping in Argentina, in occasione del G20, si intensificano i segnali di rallentamento nella seconda economia mondiale influenzata dalla disputa sui dazi commerciali tra Washington e Pechino e le ripercussioni sull'attività del settore manifatturiero cinese: quella registrata in novembre si tratterebbe di un importante fermo da oltre due anni. Secondo le indagini congiunturali a cura dell'Ufficio Nazionale di Statistica, il PMI manifatturiero si è attestato a 50 punti, soglia ritenuta quale spartiacque tra crescita e contrazione dal precedente 50,2 di ottobre, a fronte di attese di una lettura invariata. Anche la crescita dell'attività del settore dei servizi si è mostrata in rallentamento passando da 53,9 di ottobre agli attuali 53,4 ...

18 settembre 2018
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Categorie: Global Allocation
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Gli analisti finanziari stanno rivedendo le loro attese dedicando una maggior attenzione allo scenario di impatto geopolitico ed i timori di una caduta degli indici di fiducia a causa principalmente delle tensioni sui dazi commerciali che l’amministrazione Trump sta imponendo alle principali controparti commerciali. A dare spessore a queste preoccupazioni sono state le recenti tariffe doganali statunitensi verso la Cina per 200 mld $ di importazioni, annunciate ieri ed in vigore dal 24 settembre pv. L’avvicinarsi delle elezioni di ‘mid-term’ negli Stati Uniti, 6 novembre prossimo, sembra quindi non agevolare i negoziati commerciali in corso: il presidente Trump vuole presentare ‘risultati concreti’ in questa fase finale della campagna elettorale, in modo da arginare l’avanzata dei democratici a seguito alla sua perdita di popolarità ...

9 maggio 2018
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Categorie: Global Allocation
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Il recente cambio di trend sui mercati valutari, con un primo riapprezzamento del dollaro statunitense dopo un anno di svalutazione, sta provocando una serie di riflessioni sui mercati emergenti dopo l’allarme del caso Argentina che ha portato i tassi al 40% (inflazione sopra il 25%) per difendere la propria moneta (negli ultimi anni ha emesso debito sovrano per più di 100 mld in USD), o della Turchia che vede crescere la speculazione sulla Lira locale. In effetti il Dollar Index a fine 2016 era arrivato a 103 punti, sotto l’effetto della elezione del nuovo presidente Trump, per poi scendere e sfondare i 90 punti ad inizio del 2018 accompagnato da un aumento generalizzato della volatilità sui mercati finanziari. In questi giorni il biglietto verde è tornato sopra quota 93, seguito dal progressivo rialzo dei rendimenti dei Treasury statunitensi ...

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