8 maggio 2020
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Categorie: Global Equities
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Uno degli aspetti che lascia nel dubbio gli investitori in questo rally da Bear Market è quello di persistere nella porzione di liquidità in portafoglio, in attesa di una ricaduta ancor peggiore degli indici azionari, o se abbandonare questo atteggiamento prudente prima della completa ripresa delle quotazioni ai precedenti livelli pre-crisi. Rispetto alle precedenti crisi i tempi di risalita dei listini sembra veramente ristretti, ed in alcuni casi gli indici hanno già superato più della metà della loro caduta. Sulla prima ipotesi in effetti ci sono a favore le stime economiche che verranno rilevate nei prossimi trimestri e che metteranno in luce i veri danni strutturali della sospensione della gran parte delle attività commerciali e produttive per il Coronavirus. Dall’altro lato gli investitori risultano incoraggiati dall’ampio intervento delle banche centrali e dalle previsioni di una recessione limitata a solo a pochi trimestri per poi lasciare spazio ad una ripresa solida e veloce ...

7 maggio 2020
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Nel tempo ci siamo abituati a vedere la ragione delle crisi economiche come l’eccesso di ottimismo sul lato dell’offerta per poi atterrare sul quello della domanda. I fattori chiave del ciclo maturo si sono da sempre concentrati sull’impennata dell’inflazione, l’aumento dell’occupazione e la corsa agli investimenti pluriennali. Nel mercato finanziario a fronte di un aumento dei profitti aziendali si attuava un’espansione dei multipli di valutazione e della leva finanziaria, il tutto costellato dalla quotazione di nuove start up. In risposta aumentava il prezzo delle materie prime, le banche aumentavano i tassi di interesse soddisfacendo le tante richieste di credito: ma non sempre si poteva costruire a breve un nuovo equilibrio in questa dinamica il che inevitabilmente sfociava in una recessione. Questa ciclicità ha imposto agli strategist di portafoglio di ovviare alla volatilità della fase di crisi economica e finanziaria con tre accorgimenti: presenza delle materie prime, aumento della duration sui governativi ad alto rating e sottopeso azionario attraverso settori Value ...

13 marzo 2020
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Con una successione impressionante di cali, i listini azionari si sono ritrovati sui livelli inaspettati, vendite insistenti e progressione negativa accelerata. In molti si chiedono cosa si nasconda dietro questa caduta così repentina delle borse, e sono variegate le motivazioni che gli esperti dispensano. Le transazioni ad alta frequenza, i meccanismi automatici di vendita alla rottura dei livelli di supporto e la speculazione al ribasso che le autorità non hanno bloccato permettendo la vendita allo scoperto; tutte ragionevoli, ma alla base di tutto c’è il panico da Coronavirus che ha indotto gli investitori a sospendere i loro ordini di acquisto e a lasciare spazio a quelli di vendita per ribilanciare i portafogli esposti ai risky assets. Siamo nel caso opposto di sole poche settimane fa; sui mercati ci si muove tutti nella stessa direzione: prima tutti compratori con record dopo record degli indici, ora solo venditori. Dopo aver utilizzato la liquidità i gestori di portafoglio hanno dovuto immettere nel mercato ordini di vendita, anche senza prezzo, per soddisfare le richieste di rimborso, mentre gli ordini di acquisto si sono dimostrati esigui e a prezzi sempre più bassi ...

4 dicembre 2019
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Categorie: Global Allocation
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Non che tutti gli operatori fossero convinti che i mercati azionari si stessero proiettando senza sosta verso un lungo ‘Rally’ di fine anno, ma la pausa dell’S&P500, sceso sotto la soglia dei 3100 punti, ha comunque riacceso l’attenzione sui temi che in questi giorni sono oggetto di studio nella redazione degli Outlook 2020. In primo luogo gli analisti rimangono convinti che la corsa delle ultime settimane sia dovuta all’eccesso di liquidità dei portafogli di investimento e che i gestori si siano resi conto che non si poteva rimanere al margine del “party”. Più in concreto si analizzano con più ‘profondità’ le prospettive economiche e monetarie per una stima dei ritorni attesi e le possibili traiettorie dei mercati. In dettaglio, per le previsioni di crescita economica dei GDP non solo si assiste ad un rallentamento nelle regioni sviluppate, ma anche ad importanti differenze tra Stati Uniti (+2%), Area Euro (+1%) e Giappone (+0,2%), tutte e tre in calo rispetto al 2019 ...

29 novembre 2019
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Categorie: Global Equities
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Il mercato azionario giapponese si presenta agli operatori con un vasto range di opinioni, a cui sembra difficile dare il peso giusto. In primo luogo i recenti dati negativi sui consumi con le vendite al dettaglio calate del 14,4% da ottobre, peggior dato dal 1992, dopo una salita del 7,2% in settembre. Ovviamente il motivo è stato quello dell’aumento della tassa sui consumi che aveva spinto preventivamente gli acquisti. Il passaggio dall’8% al 10% del 1 ottobre e sembrato ricalcare quello dell’aprile 2014 con il passaggio dal 5% all’8%, aumento che aveva creato non pochi perplessità e l’avvio di una recessione ...

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