24 settembre 2021
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Nella crisi finanziaria del costruttore immobiliare cinese Evergrande si evidenziano i nodi che il sistema Cina si trascina da tempo, non ultimo il forte aumento dell’indebitamento del paese che secondo diverse fonti risulta addirittura vicino al 300% del GDP, a fronte di tassi di crescita economica in graduale rallentamento. Gli operatori specializzati sul mercato immobiliare cinese avevano avvertito un segnale di rischio; il numero 300 sarebbe anche l’esposizione in miliardi di dollari del colosso immobiliare che ha annunciato la difficoltà nel pagamento di interessi e cedole degli impegni in scadenza nei giorni scorsi. Le conseguenze di un default disordinato sarebbero disastrose per il settore immobiliare e di impatto negativo su quello bancario e finanziario. In una fase di decelerazione economica sotto l’effetto della pandemia, la Cina risulterebbe altamente vulnerabile a fronte di un crollo generalizzato dei prezzi della proprietà, in parte simile alla ‘crisi dei subprime’ degli Stati Uniti del 2008, e alle relative conseguenze. L’esperienza statunitense sta generando una chiara riflessione alle autorità cinesi, sebbene Pechino non sarà disposto ad un salvataggio diretto della società, mentre cercherà di limitare il danno di un completo collasso chiedendo alle banche di rinnovare i prestiti, ristrutturare il pagamento degli interessi imponendo nuovi scarti di garanzia e garantendo ai singoli acquirenti delle abitazioni la massima protezione ...

9 settembre 2021
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L’estate finanziaria si è dimostrata ampiamente positiva; gli indici azionari MSCI a 3 mesi data (3MtD) vedono l’indice World a +4,47% (+18,36 da inizio anno), Europe +2,9% (YtD +16,05%), North America +4,86% (YtD +19,7%) e Pacific +4,65% (YtD + 13,59%), performance ampiamente sopra le attese di inizio anno che vedevano una crescita annua dei maggiori listini tra il 7 e il 9%. Gli analisti statunitensi hanno comunque sottolineato che la ripresa delle attività aziendali è stata sicuramente importante; i profitti da inizio anno sono risultati straordinari: le stime degli utili per l'intero 2021 già positive, sono aumentate di oltre il 20% rispetto alle previsioni di inizio anno. Ora le prospettive manifestano cautela per la sostenibilità prospettica dei margini operativi: tasse più elevate, regolamentazione più aggressiva, costi di produzione più alti, costo del lavoro in aumento. In aggiunta a questo rischio si stanno facendo sempre più concrete le ipotesi di rendimenti obbligazionari più elevati con una relazione tassi più alti e utili più bassi che potrebbe alimentare una correzione dei mercati azionari ...

15 luglio 2021
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L’attenzione degli investitori globali si sta concentrando sui report dei dati economici e alla loro evoluzione. Dopo un evidente rialzo dei rendimenti globali, il Treasury USA a 10 anni ha mostrato recentemente un calo di quasi 20 punti base mettendo in dubbio le stime per una forte ripresa globale nel secondo semestre d’anno. In Asia le preoccupazioni sono state esacerbate dal calo del credito cinese nei mesi scorsi e del suo impatto sull’economia, con la conferma del rallentamento nel secondo trimestre. In Cina i dati pubblicati a cura del National Bureau of Statistics (NBS) hanno evidenziato un tasso annuo di crescita del GDP in discesa dal record del 18,3% su base annua del primo trimestre, al 7,9% nel secondo, sotto l'8,1% stimato dal consensus di mercato; non sfugge a nessuno che stiamo parlando di numeri che tracciano un trend solido, sebbene leggermente inferiore alle aspettative di consenso. La produzione industriale è rallentata all'8,3% a/a, dall'8,8% di maggio, gli investimenti in immobilizzazioni e le vendite al dettaglio sono scesi rispettivamente al 12,6% a/a (prec. 15,4%) e al 12,1% (prec. 12,4%). L’evidenza di una normalizzazione non sembra destare problemi se non per la preoccupazione di un eccessivo rallentamento che in questo caso farebbe emergere qualche problema sul sistema bancario locale con una salita dei crediti inesigibili (NPL) ...

2 luglio 2021
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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ha raggiunto un accordo politico per investimenti di 579 miliardi di dollari in nuove infrastrutture tramite un pacchetto comprensivo dei fondi per la riqualificazione, originariamente di 1,2 trilioni di dollari, ripartito su otto anni. Il disegno di legge presuppone generosi effetti di ammortamento a favore della crescita produttiva, senza aumenti fiscali per il loro finanziamento. I Democratici avrebbero preferito una simultanea approvazione di un disegno di legge per le ‘infrastrutture umane’ che potesse coprire le aree di cura di anziani e bambini e la strutturazione di crediti d'imposta per le persone a basso reddito. In realtà l'importo delle due proposte di legge avrebbe raggiunto un importo oltre i 2 trilioni di dollari, pertanto il disegno di legge sulle infrastrutture umane seguirà la strada della riconciliazione di bilancio dopo la riconvocazione del Senato a metà luglio.

Effetto FED

Con le indicazioni di maggiore attenzione al tema inflazione da parte della Federal Reserve statunitense, i tassi di rendimento obbligazionari nella parte lunga della curva sono tornati ad un livello più basso recependo il risultato di una moderazione delle aspettative future di inflazione: il rendimento dei Treasury a 10 anni è sceso al di sotto dell'1,45% dopo aver raggiunto i massimi dell'1,75% a marzo. Il presupposto che la Fed potrebbe potenzialmente aumentare in modo aggressivo una restrizione della liquidità ... 

23 giugno 2021
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Negli Stati Uniti la banca centrale FED rimane sensibile all'indice dei prezzi della spesa per consumi personali PCE, tema che insieme a ‘Reddito e Spesa Personale’ rimangono punti di riferimento della politica monetaria. In attesa dei dati ufficiali, le previsioni dell’indice dei prezzi PCE di maggio indicano un passaggio a + 4,2% su base annua, dal 3,6% di aprile. In realtà il mercato obbligazionario americano non è sembrato particolarmente allarmato per lo scatto al 5% dell’inflazione CPI a maggio, anche perché il Treasury decennale ha maturato un importante rialzo del rendimento da 0,92% di fine 2020 agli attuali 1,50%. Un’inflazione ‘temporanea’ significherebbe una limitata pressione all’espansione monetaria in corso, sia per la riduzione degli acquisti di attivi che per un progressivo aumento dei FED Funds. Nell’ultimo incontro del FOMC, organo esecutivo della Federal Reserve, le proiezioni sui tassi di interesse, rappresentate nel cosiddetto ‘dot plot’, implicano tassi in aumento dal 2023, con i mercati che scontano un primo aumento già nel primo trimestre 2023. Il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato che un programma di riduzione degli acquisti di attivi potrebbe essere annunciato nel prossimo incontro di fine luglio ...

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