3 dicembre 2021
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Il raffronto negli Outlook per i prossimo anno tra le due aree Stati Uniti e Eurozona, si fa difficile sul lato monetario con le due banche centrali distanti tra loro sul modo di interpretare l’evoluzione delle variabili macroeconomiche e degli interventi da mettere in moto. Nelle recenti dichiarazioni, la Fed ha nettamente accelerato le prospettive di restringimento rispetto al giugno scorso. La priorità sull’inflazione, ribadita dalla neo-vicepresidente Lael Rainard e che trova un ampio consenso all'interno del FOMC, organo direttivo della Federal Reserve americana - FED, vede la necessità di un passo accelerato sul ‘tapering’ per dare modo alla FED di giocarsi l'opzione di un rialzo già nel secondo trimestre del prossimo anno. Resta comunque da verificare se la FED eserciterà o meno l'opzione di rialzo dei tassi in funzione di prospettive di inflazione insolitamente elevate, sebbene incerte, e per la nuova variante Omicron, in un clima di ripresa generale dei contagi da Covid. L’aggressività della FED risulterebbe dalla necessaria copertura di un rischio di gestione basato su un graduale approccio di restringimento monetario in risposta ad un cambiamento nell'equilibrio tra variabili macroeconomiche come occupazione e aumento dei prezzi al consumo, stimate nello scenario di base ...

30 settembre 2021
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Le banche centrali rimangono al centro dell’attenzione degli investitori che vedono nella ripresa economica una variabile capace di cambiare in modo sostanziale i programmi di acquisto titoli. A questo si aggiunge una particolare attenzione alle vicende statunitensi che hanno visto da un lato l’uscita di due componenti apicali, ma anche un attacco alla fiducia verso il presidente Jerome Powell. Le ragioni vedono due membri della FED rassegnare le dimissioni in seguito a negoziazioni non autorizzate di titoli nel 2020; Robert Kaplan, ex Goldman Sachs, ha lasciato il ruolo di responsabile della Federal Reserve di Dallas, così come Eric Rosengren, a capo della Fed di Boston. Jerome Powell aveva ordinato un controllo in ordine alle regole etiche che proibiscono conflitti di interesse nella compravendita di titoli da parte di partecipanti ai comitati e ai dipendenti della banca centrale ...

24 settembre 2021
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Nella crisi finanziaria del costruttore immobiliare cinese Evergrande si evidenziano i nodi che il sistema Cina si trascina da tempo, non ultimo il forte aumento dell’indebitamento del paese che secondo diverse fonti risulta addirittura vicino al 300% del GDP, a fronte di tassi di crescita economica in graduale rallentamento. Gli operatori specializzati sul mercato immobiliare cinese avevano avvertito un segnale di rischio; il numero 300 sarebbe anche l’esposizione in miliardi di dollari del colosso immobiliare che ha annunciato la difficoltà nel pagamento di interessi e cedole degli impegni in scadenza nei giorni scorsi. Le conseguenze di un default disordinato sarebbero disastrose per il settore immobiliare e di impatto negativo su quello bancario e finanziario. In una fase di decelerazione economica sotto l’effetto della pandemia, la Cina risulterebbe altamente vulnerabile a fronte di un crollo generalizzato dei prezzi della proprietà, in parte simile alla ‘crisi dei subprime’ degli Stati Uniti del 2008, e alle relative conseguenze. L’esperienza statunitense sta generando una chiara riflessione alle autorità cinesi, sebbene Pechino non sarà disposto ad un salvataggio diretto della società, mentre cercherà di limitare il danno di un completo collasso chiedendo alle banche di rinnovare i prestiti, ristrutturare il pagamento degli interessi imponendo nuovi scarti di garanzia e garantendo ai singoli acquirenti delle abitazioni la massima protezione ...

9 settembre 2021
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Categorie: Global Allocation
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L’estate finanziaria si è dimostrata ampiamente positiva; gli indici azionari MSCI a 3 mesi data (3MtD) vedono l’indice World a +4,47% (+18,36 da inizio anno), Europe +2,9% (YtD +16,05%), North America +4,86% (YtD +19,7%) e Pacific +4,65% (YtD + 13,59%), performance ampiamente sopra le attese di inizio anno che vedevano una crescita annua dei maggiori listini tra il 7 e il 9%. Gli analisti statunitensi hanno comunque sottolineato che la ripresa delle attività aziendali è stata sicuramente importante; i profitti da inizio anno sono risultati straordinari: le stime degli utili per l'intero 2021 già positive, sono aumentate di oltre il 20% rispetto alle previsioni di inizio anno. Ora le prospettive manifestano cautela per la sostenibilità prospettica dei margini operativi: tasse più elevate, regolamentazione più aggressiva, costi di produzione più alti, costo del lavoro in aumento. In aggiunta a questo rischio si stanno facendo sempre più concrete le ipotesi di rendimenti obbligazionari più elevati con una relazione tassi più alti e utili più bassi che potrebbe alimentare una correzione dei mercati azionari ...

15 luglio 2021
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L’attenzione degli investitori globali si sta concentrando sui report dei dati economici e alla loro evoluzione. Dopo un evidente rialzo dei rendimenti globali, il Treasury USA a 10 anni ha mostrato recentemente un calo di quasi 20 punti base mettendo in dubbio le stime per una forte ripresa globale nel secondo semestre d’anno. In Asia le preoccupazioni sono state esacerbate dal calo del credito cinese nei mesi scorsi e del suo impatto sull’economia, con la conferma del rallentamento nel secondo trimestre. In Cina i dati pubblicati a cura del National Bureau of Statistics (NBS) hanno evidenziato un tasso annuo di crescita del GDP in discesa dal record del 18,3% su base annua del primo trimestre, al 7,9% nel secondo, sotto l'8,1% stimato dal consensus di mercato; non sfugge a nessuno che stiamo parlando di numeri che tracciano un trend solido, sebbene leggermente inferiore alle aspettative di consenso. La produzione industriale è rallentata all'8,3% a/a, dall'8,8% di maggio, gli investimenti in immobilizzazioni e le vendite al dettaglio sono scesi rispettivamente al 12,6% a/a (prec. 15,4%) e al 12,1% (prec. 12,4%). L’evidenza di una normalizzazione non sembra destare problemi se non per la preoccupazione di un eccessivo rallentamento che in questo caso farebbe emergere qualche problema sul sistema bancario locale con una salita dei crediti inesigibili (NPL) ...

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