31 maggio 2022
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Breve analisi finanziaria tra due delle maggiori economie globali che si concentra sulla parte più influenzata dall’Asia del Nord America, prendendo in considerazione due importanti città: Seattle, città portuale sulla costa occidentale degli Stati Uniti e capoluogo della contea di King nello stato di Washington, e Vancouver, città canadese della costa Pacifica nella provincia della Columbia Britannica. La scelta dell’area è stata quella di analizzare una regione confinante tra due grandi stati che si è relativamente smarcata dalle influenze più europee, mentre guarda da tempo alle evoluzioni asiatiche e alle coste pacifiche orientali ...

17 marzo 2022
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In questo momento di intenso confronto geopolitico in Europa per la crisi militare in Ucraina, il mercato finanziario ha rivolto l’attenzione alla situazione economica degli Stati Uniti che presenta un aumento delle probabilità di recessione e dati inflattivi in accelerazione per l’aumento dei costi di energia e materie prime. Come preannunciato la Fed ha aumentato i tassi a breve dello 0,25%, il primo rialzo dal 2018, segnalando un percorso che, date le prospettive di inflazione, la costringerà a proseguire con un rialzo ad ogni prossima riunione fino al 2023 (25 punti base nei sei prossimi incontri); l’obiettivo è portare il tasso a breve ad incidere sull’inflazione in linea con la revisione post-pandemica globale. Il presidente Jerome Powell ha informato che una decisione sulle misure di contrazione del bilancio Fed saranno indicate nella riunione di maggio ...

3 dicembre 2021
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Il raffronto negli Outlook per i prossimo anno tra le due aree Stati Uniti e Eurozona, si fa difficile sul lato monetario con le due banche centrali distanti tra loro sul modo di interpretare l’evoluzione delle variabili macroeconomiche e degli interventi da mettere in moto. Nelle recenti dichiarazioni, la Fed ha nettamente accelerato le prospettive di restringimento rispetto al giugno scorso. La priorità sull’inflazione, ribadita dalla neo-vicepresidente Lael Rainard e che trova un ampio consenso all'interno del FOMC, organo direttivo della Federal Reserve americana - FED, vede la necessità di un passo accelerato sul ‘tapering’ per dare modo alla FED di giocarsi l'opzione di un rialzo già nel secondo trimestre del prossimo anno. Resta comunque da verificare se la FED eserciterà o meno l'opzione di rialzo dei tassi in funzione di prospettive di inflazione insolitamente elevate, sebbene incerte, e per la nuova variante Omicron, in un clima di ripresa generale dei contagi da Covid. L’aggressività della FED risulterebbe dalla necessaria copertura di un rischio di gestione basato su un graduale approccio di restringimento monetario in risposta ad un cambiamento nell'equilibrio tra variabili macroeconomiche come occupazione e aumento dei prezzi al consumo, stimate nello scenario di base ...

30 settembre 2021
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Le banche centrali rimangono al centro dell’attenzione degli investitori che vedono nella ripresa economica una variabile capace di cambiare in modo sostanziale i programmi di acquisto titoli. A questo si aggiunge una particolare attenzione alle vicende statunitensi che hanno visto da un lato l’uscita di due componenti apicali, ma anche un attacco alla fiducia verso il presidente Jerome Powell. Le ragioni vedono due membri della FED rassegnare le dimissioni in seguito a negoziazioni non autorizzate di titoli nel 2020; Robert Kaplan, ex Goldman Sachs, ha lasciato il ruolo di responsabile della Federal Reserve di Dallas, così come Eric Rosengren, a capo della Fed di Boston. Jerome Powell aveva ordinato un controllo in ordine alle regole etiche che proibiscono conflitti di interesse nella compravendita di titoli da parte di partecipanti ai comitati e ai dipendenti della banca centrale ...

24 settembre 2021
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Categorie: Global Allocation
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Nella crisi finanziaria del costruttore immobiliare cinese Evergrande si evidenziano i nodi che il sistema Cina si trascina da tempo, non ultimo il forte aumento dell’indebitamento del paese che secondo diverse fonti risulta addirittura vicino al 300% del GDP, a fronte di tassi di crescita economica in graduale rallentamento. Gli operatori specializzati sul mercato immobiliare cinese avevano avvertito un segnale di rischio; il numero 300 sarebbe anche l’esposizione in miliardi di dollari del colosso immobiliare che ha annunciato la difficoltà nel pagamento di interessi e cedole degli impegni in scadenza nei giorni scorsi. Le conseguenze di un default disordinato sarebbero disastrose per il settore immobiliare e di impatto negativo su quello bancario e finanziario. In una fase di decelerazione economica sotto l’effetto della pandemia, la Cina risulterebbe altamente vulnerabile a fronte di un crollo generalizzato dei prezzi della proprietà, in parte simile alla ‘crisi dei subprime’ degli Stati Uniti del 2008, e alle relative conseguenze. L’esperienza statunitense sta generando una chiara riflessione alle autorità cinesi, sebbene Pechino non sarà disposto ad un salvataggio diretto della società, mentre cercherà di limitare il danno di un completo collasso chiedendo alle banche di rinnovare i prestiti, ristrutturare il pagamento degli interessi imponendo nuovi scarti di garanzia e garantendo ai singoli acquirenti delle abitazioni la massima protezione ...

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