19 maggio 2021
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Uno dei temi ancora da valutare in modo approfondito è la capacità delle società non solo di generare profitti, sfruttando la ripartenza di tutti i settori economici a seguito della campagna vaccinale in atto, ma soprattutto di poter finanziare la domanda in modo bilanciato tra capitale proprio ed indebitamento. Le analisi di bilancio relative al 2020, che stanno diventando pubbliche, mostrano infatti parecchie ‘cicatrici’ quale effetto della crisi sanitaria, peraltro ancora in corso. Nelle valutazioni sulla crescita potenziale post crisi da COVID-19 non ci sono solo le dinamiche contabili, ma anche i cambiamenti strutturali che il recente periodo di crisi ha imposto come l'adozione più rapida del digitale e del cambiamento della domanda rispetto alla crescita di lungo termine. Da una prima analisi il coronavirus ha avuto un impatto importante sui bilanci aziendali e sulla composizione delle loro passività; molte sono state le aziende che si sono rivolte a maggiori prestiti di breve termine per coprire il significativo ammanco di liquidità, abilitate a farlo anche grazie al risposta combinata di vigilanza, con regole per i prestatori meno stringenti, politica monetaria, tassi molto bassi, rifinanziamenti agevolati e acquisti di asset da parte delle banche centrali, e dalle autorità fiscali, con prestiti garantiti dallo Stato, rinvio dei pagamenti di imposte, ristori e trasferimenti diretti alle aziende. Gran parte dei bilanci presentano perdite che in molti casi stanno erodendo le riserve di capitale proprio ...

11 maggio 2021
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Gli operatori finanziari, con l’accelerazione delle vaccinazioni anti Covid, hanno spostato la massima attenzione ai report macroeconomici ed in particolare all’inflazione. Uno dei dati più attesi è proprio l’indice CPI, dei prezzi al consumo statunitense, che vede un consensus di +3,6% ad aprile (era +2,6% a marzo), valore in netta risalita. A conferma di una ripresa degli scenari di inflazione a livello globale sono i prezzi alla produzione in Cina quale maggiore esportatore, aumentati ad aprile del 6,8% su base annua, dal 4,4% nel mese precedente, sopra le aspettative del 6,5%. Questo risulta il quarto mese consecutivo di aumento dei prezzi di fabbrica cinesi e il ritmo più alto dall'ottobre 2017, tra costante ripresa della produzione interna e aumento dei costi delle materie prime. I maggiori rialzi hanno visto infatti l’atteso rialzo dei settore estrattivo a +24,9% vs 12,3% precedente. In fase meno dinamica il tasso di inflazione sui consumi a +0,9% annuo, anche se la lettura cinese risulta la più alta più alta dal settembre scorso, guidata principalmente da trasporti e comunicazioni a +4,9% rispetto a +2,7% precedente ...

23 aprile 2021
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Il debito governativo russo diventa oggetto di sanzioni da parte dell’amministrazione Biden a seguito delle diatribe che rendono i rapporti diplomatici tra i due paesi alquanto freddi. Al centro delle ragioni di Biden rimane sicuramente l’intromissione ‘digitale’ nella campagna elettorale con attacchi informatici atti ad influenzare le elezioni americane, ma anche lo schieramento militare sul confine ucraino e il caso dell’oppositore russo Alexei Navalny. Il rublo continua la sua altalena contro le più importanti valute dopo l’annuncio delle sanzioni statunitensi definite per impedire alle istituzioni statunitensi di partecipare al mercato primario delle emissioni di obbligazioni sovrane russe a partire dal 14 giugno 2021. La banca centrale russa ha già iniziato ad inasprire la politica monetaria nella riunione di aprile, aumentando il tasso ufficiale dal 4,5% al 5,0%. Con un'inflazione nominale al 5,8% e un tasso di 3m/3m già al 9%, ci sarebbero comunque buone ragioni per aumentare ulteriormente i tassi. Nel discorso di giovedì sullo stato della nazione, il presidente Vladimir Putin ha voluto lanciare un messaggio all’Occidente nel quale la Russia deciderà di volta in volta i casi in cui saranno superate “le linee rosse” che considera invalicabili per la propria sicurezza nazionale, messaggio che lascia aperta ogni azione ritenuta opportuna. Risulta comunque chiaro che la linea rossa principale potrebbe riguardare la presenza della Nato nelle aree che un tempo facevano parte dell’Unione Sovietica. Le più recenti informazioni vedono comunque il rientro delle forze dislocate nei distretti militari occidentale e meridionale ...

9 aprile 2021
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Corrado Caironi, Investment Strategist di R&CA, nella sua Newsletter dedicata all’Outlook del secondo trimestre 2021 analizza le prospettive macroeconomiche ed i trend dei mercati finanziari con l’obiettivo di offrire indicazioni di Asset Allocation per i portafogli di investimento.

Ciclo economico globale… il processo di ripartenza del ciclo economico sembra ormai non solo certo, ma vigoroso. I tassi di crescita del GDP globale porteranno benefici a tutti i settori … Ci sono comunque alcuni punti aperti che dovranno trovare risposta. Il primo riguarda il tema crisi sanitaria Covid-19. L’accelerazione delle vaccinazioni sembra ormai concreta … rimane aperto il tema della efficacia degli attuali vaccini nel tempo … secondo punto riguarda la divergenza della ripresa negli standard di vita rispetto alle aspettative pre-pandemiche … ulteriore punto aperto riguarda il tasso di indebitamento delle economie a fronte degli interventi di politica fiscale espansiva degli ultimi dodici mesi e sicuramente per i prossimi anni ...

Banche Centrali… Il ‘grande tema’ che sta investendo le previsioni di politica monetaria delle banche centrali per i prossimi semestri è quello dell’inflazione. Le stime per un’importante ripresa economica a livello globale ha acceso da tempo l’allarme sui ‘prezzi’ dopo che i maggiori indici delle materie prime sono saliti costantemente negli ultimi trimestri. Il petrolio WTI è passato da inizio anno da 48$b agli attuali 59$b (+23%), mentre l’indice LMEX - metalli industriali è salito nello stesso periodo di oltre il 10%, dopo una corsa di +20% nel 2020…

Prospettive dei mercati finanziari: … Il primo trimestre si è chiuso con un’ottima performance dei mercati azionari e un aumento della fiducia sulle prospettive di rilancio degli stimoli fiscali … Si torna a parlare della ‘Big Rotation’: gli investitori si sono rivolti agli attivi di rischio orientando la liquidità in prevalenza verso azioni difensive, tecnologia, materie prime, settori industriali, banche, tagliando le posizioni sull’obbligazionario governativo di lungo termine. Come dicevamo la convinzione risiede in una crescita economica prospettica molto reattiva, come tutti gli amministratori delegati delle aziende si aspettano …

Aspetti da considerare nel 2Q21: … ribadiamo l’attenzione per la capacità di ritorno dei portafogli di investimento: le indicazioni di gestori obbligazionari vedono nella maggior parte dei titoli governativi ritorni reali negativi. I risparmiatori ormai convinti di sottoscrivere fondi obbligazionari a rendimenti costanti si stanno trovando portafogli con alte quotazioni per effetto di precedenti capital gain, e titoli privi di ritorno a scadenza

Leggi l’Investment Newsletter di Corrado Caironi cliccando sul seguente link:

Investment Outlook 2Q21

18 febbraio 2021
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Negli Stati Uniti aumenta il dibattito sulla possibile impennata dell’indice dei prezzi dopo la decisa reazione dei costi energetici: negli ultimi tre mesi il rimbalzo del petrolio WTI ha visto la sua quotazione passare da 41,3$/b di metà novembre agli attuali 61,7$/b ovvero +50%. L’incertezza delle stime per l’inflazione attesa ha portato timori sulla parte lunga della curva dei titoli governativi, sebbene sia evidente una ragione strettamente contingente ovvero gli stimoli indicati nell’ordine di 1.900 mld di dollari dal presidente Joe Biden per l’emergenza Coronavirus. E’ infatti su quest’ultimo punto che si stanno confrontando le opinioni di pensiero della scuola Keynesiana statunitense tra Larry Summers e Paul Krugman. Secondo Summers le preoccupazioni vedrebbero da un lato uno stimolo di ammontare troppo elevato, capace di esercitare una tale accelerazione dell'inflazione che costringerebbe la Fed ad un inasprimento potenzialmente recessivo, aggiungendo che interventi finalizzati a così breve termine lascerebbero pochi spazi ad un programma di investimenti pubblici a medio termine, di cui gli Stati Uniti hanno bisogno per aumentare la crescita potenziale. Krugman ritiene invece necessario una chiusura più rapida dell'output gap anche perché un aumento dell’inflazione risulta già scontato dalla FED; è inoltre convinto che uno shock positivo per l’economia americana sarebbe la risposta al piano monetario di reflazione ...

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