4 settembre 2020
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La perplessità percepita dall’investitore europeo non è tanto sul futuro risultato delle elezioni statunitensi, quanto su come potrà impattare il proprio portafoglio di investimento. In questi ultimi anni infatti la performance dei portafogli è stata nettamente avvantaggiata dalla massima diversificazione e dalla reattività delle classi di attivo più rischiose, in particolare dagli indici Usa. Dal punto di vista economico, la pandemia da Coronavirus ha mischiato le carte; ad inizio anno a prevalere erano le stime di una fase recessiva globale a partire dal 2021, mentre il COVID-19 ha gettato in una profonda crisi economica tutte le maggiori economie inaspettatamente ad inizio primavera. Le forti reazioni di sostegno, prima delle banche centrali e poi dei governi, hanno permesso ai mercati finanziari di riprendersi a pieno dopo la caduta iniziale, ma ora si teme qualche contraccolpo dal possibile cambiamento politico dopo le presidenziali americane ... 

27 febbraio 2020
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Con la conclusione di febbraio ci saranno gli aggiornamenti mensili sulle stime di crescita economica a livello globale. Quest’anno l’arrivo del COVID-19 sta sconvolgendo le aspettative tanto da ritenere le precedenti stime ormai superate, mentre l’incertezza sui prossimi dati ha allargato le previsioni tra ottimisti e pessimisti. Alla radice di un’ampia divergenza è l’impatto della Cina sul dato globale non solo per la profondità delle perdite della produzione e l’interruzione della catena di distribuzione, quanto sui tempi di recupero. Se da alcune settimane gli economisti hanno insistito per una classica situazione a ‘V’ ovvero di una piena ripresa delle attività una volta superata la fase di picco della crisi sanitaria, dopo l’avanzata fuori dalla Cina e il prolungarsi della crisi da Coronavirus, il profilo del trend di crescita è raffigurato da una figura più simile a una ‘U’ e nell’immediato ad una ‘L’. Quello che in queste fasi concitate sembra esclusa è la tipica figura a ‘W’ contemplata nelle fase di uscita dalla crisi e che merita in questo caso solo una menzione per completezza ...

13 settembre 2019
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Non possiamo chiamarlo neanche ‘Mini’ Bazooka perché siamo troppo lontani dagli 80 mld di Euro al mese decisi dalla BCE come programma di acquisto titoli (APP - Asset Purchase Programme) nel 2016/17. La cifra tanto attesa si ferma ad un modesto 20 mld al mese, seppure il mercato sembra aver apprezzato l’iniziativa. Ma come ha sottolineato il governatore Mario Draghi, è nel suo complesso che la manovra della Banca Centrale vuole essere incisiva: riduzione dei tassi di deposito di 10 bps a meno 0,5%; riapertura dell’APP per 20 mld Euro al mese da novembre senza data di scadenza; forward guidance: politica espansiva fino ad un dato concreto di ripresa inflattiva vicina la 2%; passaggio del sistema di riserva a due livelli per agevolare la trasmissione di liquidità nelle banche; migliori condizioni per le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO) e prolungamento della scadenza da due a tre anni ...

 

28 maggio 2019
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La conferma dei risultati, in linea con i sondaggi, non ha sorpreso i mercati finanziari che si attendevano l’avanzata dei partiti euroscettici, ma anche una tenuta della coalizione centrista. Nella realtà l’esito di una avanzata dei sovranisti nei due grandi paesi, Francia ed Italia (primi partiti: Rassemblement National di Marine Le Pen e Lega di Matteo Salvini), ha avuto molto clamore mediatico, ma alla luce dei fatti saranno i partiti tradizionali (PPE e S&D) a dettare l’agenda in attesa di un allargamento della maggioranza con i partiti liberali (ALDE) e/o i Verdi, una complicazione già incorporata nei prezzi di mercato, visto l’attesa riduzione di consensi dei centristi in Germania, nazione con il numero più alto di seggi nel Parlamento Europeo ...

12 dicembre 2018
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Categorie: Global Equities
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Il 2018 si sta dimostrando un anno particolarmente difficile per l’azionario europeo. Da inizio anno le performance sono negative nonostante il buon andamento dei profitti (+8% l’attuale stima per l’intero 2018); la politica monetaria è rimasta molto espansiva non solo per l’iniziativa della BCE, vedi i tassi negativi sui depositi, ma soprattutto per un Quantitative Easing che seppure progressivamente in diminuzione ha portato avanti importanti acquisti obbligazionari, compresi i titoli sovrani dei paesi dell’intera area Euro. Le performance dei principali indici vedono quindi ad oggi: MSCI Europe a -11,11%, EuroStoxx - 14,15% ed Euro Stoxx 600 - 12,9% ...

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