8 novembre 2019
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Il più recente meeting di politica monetaria della FED negli Stati Uniti ha trovato all’interno del FOMC, comitato esecutivo, differenti opinioni espresse durante la votazione sul taglio dei Fed Funds di 25bps a 1,5 - 1,75%; hanno votato a favore della riduzione degli interessi: Jerome H. Powell, Presidente; John C. Williams, Vicepresidente; Michelle W. Bowman; Lael Brainard; James Bullard; Richard H. Clarida; Charles L. Evans; e Randal K. Quarles; contro il taglio e il mantenimento del livello 1,75 – 2%: Esther L. George ed Eric S. Rosengren. Dopo l’approvazione del taglio Powell, durante la conferenza stampa, ha ribadito quanto già dichiarato dal comunicato ufficiale ovvero che ‘l’attuale orientamento della politica monetaria resterà appropriato finché le informazioni sull’economia resteranno coerenti con le prospettive di una crescita moderata, di un solido mercato del lavoro e un’inflazione tendente all’obiettivo simmetrico del 2%’; in pratica nessun altro intervento previsto nei mesi a venire, se non in caso di un cambio “non delle attese”, ma di macrodati effettivi ...

6 novembre 2019
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Siamo ancora molto lontani dalla elezioni statunitensi del 3 novembre 2020, eppure gli strategist che stanno approntando l’outlook del prossimo anno sono impegnati a fronteggiare gli impatti dall’evento più importante negli Stati Uniti, da cui potrebbe derivare non solo la spinta economica dell’area americana, ma le dinamiche di Asia ed Europa. Nella prossima campagna presidenziale non ci si gioca solo il rapporto di forza tra Democratici e Repubblicani, ma la gestione di tavoli aperti da Donald Trump che riguardano le politiche fiscali interne, le relazioni commerciali tra Cina e Usa, ma anche in Europa, Giappone e paesi emergenti, le criticità mediorientali e le strategie di investimento sui temi della “sostenibilità del pianeta” per gli anni a venire ...

30 ottobre 2019
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Categorie: Global Equities
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Segnali aggiornati sulle prospettive di espansione economica e temi geopolitici sembrano tornare ad incidere solidamente sui flussi di investimento e sulle performance. A fare da bussola a settembre sono state in primo luogo le revisioni delle stime di crescita economica, gli indicatori di sentiment nei sondaggi dei manager, gli interventi monetari delle banche centrali e l’apertura per un patto ‘anti-dazi’ tra Cina e Usa. I risultati più immediati sono stati: - la normalizzazione della curva dei rendimenti statunitensi, dopo il secondo taglio dei FED Funds (fine dell’inversione); - previsioni di crescita economica globale nel 2020 migliori di quest’anno (stime IMF: GDP World +3% nel 2019 e +3,4% nel 2020); indici di ‘sorpresa economica’ di settembre ai massimi da inizio anno (Citi economic surprise index); - aumento delle stime di crescita degli utili societari (Consensus S&P500: 164$ nel 2019 e 180$ nel 2020). I rendimenti dei governativi di alto rating si sono riposizionati più in alto, mentre l’indice S&P500 ha segnato nuovi massimi storici sfiorando intraday i 3050 punti (+ 21% da inizio anno) ...

16 ottobre 2019
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I segnali contrastanti sul trend del dollaro sono tornati a sorprendere gli operatori che vedevano il biglietto verde perdere quota rispetto all’Euro, mentre i dati odierni risultano ben lontani dalle previsioni; ad inizio anno il tasso di cambio EUR/USD negoziava a 1,1465 con un Consensus degli analisti a fine 2019 tra 1,2 e 1,25. Oggi il rapporto negozia a 1,1020, dopo un minimo per l’Euro di 1,0899 del 30 settembre scorso. Dobbiamo anche ricordare due importanti picchi negli ultimi tre anni: 1,0451 del 12 dicembre 2016 e 1,2463 del 29 gennaio 2018, limiti che continuano a definire le bande di un range troppo distanti tra loro, ben oltre il 20%. Ma quali sono le prospettive per i prossimi mesi?

18 giugno 2019
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Categorie: Global Equities, Sectors
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Com’è lo stato di salute dei Big Tech americani dopo i richiami della giustizia statunitense? In senso più ampio il settore Technology Usa rappresenta oggi il 21,1% della capitalizzazione dell’indice S&P500, ad inizio 2018 il peso era del 23,8%. La contrazione delle valutazioni ha rappresentato il maggiore calo settoriale nell’indice statunitense anche se ad inizio 2016 il settore tecnologico rappresentava il 20,7%. Le attese di crescita degli utili nei prossimi 12 mesi risultano moderate intorno a +6% con un rapporto prezzo/utili (P/E ratio fwd12m) del 17,6x (20,3x media storica a 20 anni) e un Dividend Yield di 1,7% (1%). Per raffronto il P/E ratio Fwd 12m dell’intero indice S&P500 risulta di 16.2x e il Div. Yield di 2,2% ...

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