11 novembre 2022
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Le stime attualmente aggregate degli analisti vedono un aumento dei Fed Funds statunitensi di 50 bps a dicembre, seguito da altri 50 bps a febbraio e due da 25 bps a marzo e maggio 2023, con un tasso pivot terminale tra il 5,25 - 5,50%. Mentre i 50 bps del prossimo dicembre risultano scontati, view meno restrittive vedono nel primo semestre 2023 solo due aumenti di 25 bps a marzo e maggio spostando il tasso pivot tra il 4,75 - 5%. Le osservazioni tra le diverse view trovano anche movimenti diversi rispetto a stime su inflazione e mercato del lavoro. Il recente dato sul tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti al 7,7% a/a del mese di ottobre trova una chiara conferma di un primo raffreddamento rispetto al precedente 8,2%; anche il mercato del lavoro sembra trovare un riassestamento. Le analisi degli strategist vedono gran parte dell'attuale atteggiamento da ‘falco’ della Fed un tentativo strategico di influenzare con condizioni finanziarie più rigide gli effetti attesi della riduzione dell'inflazione proiettando una politica restrittiva fino al 2025 ...

3 novembre 2022
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Ci sono alcuni aspetti che stanno richiedendo agli analisti finanziari di scoprire cosa ha spinto così positivamente gli acquisti sugli indici azionari ad ottobre (l’indice MSCI World val Loc è salito in un mese del 7,07% anche se da inizio anno perde ancora il 17,4%) e cercare una risposta alla domanda che gli investitori stanno rivolgendo loro ovvero, siamo in un rally da Bear Market o ci sono i segnali per l’avvio di un nuovo Bull market? Le risposte non vedono ampie divergenze; la maggior parte degli Strategist di portafoglio indicano un disallineamento tra le attese economiche ancora recessive rispetto ad una capacità di espansione di business delle società e di riflesso sui profitti. La stagione degli utili iniziata da qualche settimana ha iniziato a fornire informazioni sulle molte domande poste in sede di presentazione dei risultati: le aziende continueranno a segnalare sorprese al rialzo? Quanto si può ancora continuare a mantenere margini record? Le stime degli utili a termine inizieranno a riflettere il rialzo dei tassi di interesse e una potenziale recessione? ...

28 ottobre 2022
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Negli Stati Uniti siamo ormai a pochi giorni dall’Election Day dell'8 novembre 2022, nel pieno della campagna elettorale di ‘medio termine’ ovvero a metà dal mandato presidenziale; poniamo quindi la nostra attenzione alla serie di sondaggi, e possibili risultati, su tutti i 435 seggi contesi alla Camera dei Rappresentanti e 35 dei 100 seggi al Senato. Le votazioni in tutti gli stati americani prevedono inoltre l’elezione di 39 rappresentanti governativi statali e territoriali, oltre a numerose altre cariche più specifiche. I risultati daranno seguito al 118° Congresso degli Stati Uniti, dopo una rinnovata organizzazione distrettuale a seguito del censimento del 2020. Risulta evidente che molti punti dell'agenda del presidente Joe Biden dipenderanno dall’esito elettorale. Sul tavolo, oltre alle importanti leadership nei singoli Stati, la politica vede un test concreto sul potenziale ritorno nel 2024 dell'ex presidente Donald Trump. Secondo i sondaggi la posizione a supporto del presidente Biden al Congresso risulta altamente vulnerabile con i repubblicani ben posizionati a fermare il dominio democratico al Congresso: i repubblicani avrebbero bisogno di vincere solo cinque seggi alla Camera e uno al Senato per strappare il controllo di entrambe le camere ai Democratici. Aldilà dei sondaggi, per molti versi anche contrastati, la strada per la corsa al Congresso presenta ogni giorno qualche novità locale, mentre le previsioni elettorali sulla politica centrale cercano di tracciare un percorso atteso di cambiamento ...

21 ottobre 2022
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Le fasi ribassiste dei mercati vedono movimenti alquanto scomposti tra le differenti classi di attivo; il tema centrale è il ricalcolo delle valutazioni rispetto ai tassi di interesse di rifermento, il cui movimento tende verso il tasso ‘pivot’ di politica monetaria, all’inasprimento delle condizioni di liquidità e di credito, alla variabile dei profitti societari, e spesso alla volatilità delle valute. Le più recenti indicazioni sull'inflazione, che ancora una volta hanno sorpreso al rialzo, sono intervenute in un contesto di indicatori anticipatori che suggerivano un rallentamento all’aumento dei prezzi, rimettendo sotto pressione i rendimenti dei governativi. I maggiori Titoli di Stato decennali sono quindi tornanti a livelli massimi di periodo: USTreasury al 4,3%, Bund al 2,5% e BTP al 4,85% ...

7 luglio 2022
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Categorie: Global Allocation
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La situazione di incertezza sui mercati azionari sta condizionando le stime di ritorno di molti gestori di portafoglio che in poco meno di un mese hanno ridotto il peso dei risky asset nelle loro asset allocation da sovrappeso a sottopeso. L’indicatore chiave è l’aumento delle coperture in derivati e della liquidità nei portafogli, in attesa da un lato di impreviste richieste di rimborso dei sottoscrittori e dall’altra di opportunità di investimento a valori ulteriormente ridotti. Ci sono sul tavolo dei gestori le analisi per un aumento delle probabilità di una recessione economica guidata dagli Stati Uniti, anche per l’insistenza della FED di accelerare la restrizione monetaria per fronteggiare l’impennata dell’inflazione. In questo scenario la forza del dollaro USA potrebbe rappresentare un ulteriore ostacolo alla crescita dei profitti per le multinazionali statunitensi le cui vendite internazionali ora valgono meno in termini di dollari, tutto questo in aggiunta all’impennata dei costi alla produzione tra materie prime e salari. Questa confluenza di fattori trova l'aumento dei costi di finanziamento di nuovi investimenti in concomitanza a rendimenti obbligazionari in salita e tensioni geopolitiche, con il dollaro USA ai massimi da 20 anni. I gestori sono convinti che le aspettative sui profitti non incorporano ‘venti contrari’ con le indicazioni ‘bottom up’ dei CEO che continuino a suggerire un aumento ininterrotto degli utili nei prossimi semestri. A favore di questo ultimo fattore rimane l’elevato livello di liquidità nei bilanci aziendali che consentirebbe alle società di bilanciare la crescita degli utili per azione attraverso riacquisti di azioni proprie a costi relativamente vantaggiosi ...

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