27 gennaio 2022
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Nella conferenza stampa della FED, il presidente Jerome Powell si è di fatto ‘rifiutato’ di fornire chiarimenti sul ritmo degli rialzi dei FED Funds, dicendo invece che gli interventi della Fed saranno guidati dai prossimi dati effettivi. Tuttavia ha riferito che ci sono gli spazi per aumentare i tassi di interesse senza danneggiare il mercato del lavoro e la crescita economica secondo le indicazioni di ampio consenso in seno al Comitato esecutivo FOMC. Le osservazioni fornite durante le conferenza stampa hanno sottolineato il diverso stato dell'economia rispetto all'ultimo ciclo in cui i rialzi dei tassi sono avvenuti gradualmente. Powell non ha voluto entrare nel merito del processo di rialzo dei FED Funds informando che i singoli partecipanti al comitato stanno ancora valutando il probabile ritmo di salita nel rispetto delle singole previsioni e che solo in occasione dell’incontro di marzo ci saranno ulteriori dettagli. Powell ha inoltre osservato che la FED non è l'unico ‘giocatore in città’, poiché anche l'impulso fiscale meno positivo avrà un effetto ‘restrittivo’ sulla crescita di quest'anno, contribuendo a contenere le pressioni inflazionistiche. Riguardo al bilancio della banca centrale, Powell non ha fornito molte più informazioni sostenendo che il FOMC sta solo iniziando la discussione sebbene il processo potrebbe iniziare a breve e procedere più velocemente dell'ultima volta ...

13 ottobre 2021
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Categorie: Global Equities
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Negli Stati Uniti sono in arrivo i report societari che riguardano l’andamento del terzo trimestre; il dato risulta come sempre molto atteso perché vuole da un lato verificare le previsioni passate, ma soprattutto rileggere qual è il trend previsto per l’ultimo periodo dell’anno. Intanto i dati prospettici, dopo solo il 5% dei report consegnati per capitalizzazione dell’indice S&P500, segnalano due effetti contrapposti ovvero il primo riferito alla crescita degli utili del 27,3% sul terzo trimestre 2020 (+21,2% sul relativo periodo del 2019); il secondo, più sorprendente, riguarda il calo del 7,3% dei profitti rispetto al secondo trimestre 2021. In effetti stiamo assistendo ad uno scenario in piena evoluzione, con un ottimo rimbalzo della crescita economica a seguito dell’accelerazione delle vaccinazioni, e ad una estesa iniezione di fiducia estiva. Settembre ha comunque visto una revisione importante dell’atteggiamento delle maggiori banche centrali, pronte a tagliare l’eccesso di liquidità immessa a fronte dell’emergenza pandemica; l’avviso dei banchieri arriva anche a seguito di una vistosa ripresa dei prezzi di materie prime e prodotti energetici capaci di spingere i tassi di inflazione al consumo ancora per qualche tempo ...

22 luglio 2021
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Avevamo già fatto un commento sui timori di inflazione nel nostro post dell’11 maggio scorso Inflazione in risalita con un chiaro riferimento alle indicazioni delle banche centrali.  A distanza di oltre due mesi la situazione ha preso forma con il balzo del dato annualizzato del tasso di inflazione CPI Usa che ha accelerato al 5,4% a giugno dopo il 5% di maggio. Secondo gli economisti i prezzi sembrano aumentare progressivamente, così ogni giorno si legge del rapporto di un'altra azienda che ha aumentato i prezzi a causa di problemi salariali, costo delle materie prime, problemi di approvvigionamento e persino disagi di timing tra offerta e domanda. In questa fase non sono solo i generi di prima necessità a preoccupare, mettendo a dura prova i diversi budget degli americani, ma anche materie prime, semilavorati e microchip. A seguito della riapertura, i fornitori di servizi risultano molto preoccupati mirando a mantenere i margini di profitto commisurati alla volatilità di ricavi e spese. Sono comunque le nuove attese di inflazione ad accelerare, anche se non tutti i beni sono coinvolti in questa dinamica, mentre le famiglie risultano disorientate. La recente pubblicazione dell'indagine sui consumatori dell'Università del Michigan non ha dato particolari indicazioni: l'inflazione prevista dai privati a 5 anni è salita dal 2,8% di giugno al 2,9% di luglio, rimanendo al di sotto del picco di maggio al 3,0%; storicamente i consumatori tendono comunque a sopravvalutare l'inflazione effettiva. Nelle rilevazioni dal 2000, le persone intervistate dal sondaggio dell’Università si aspettavano un'inflazione proiettata a 5 anni del 2,8% medio, dato ben sopra quello effettivamente rilevato ...

2 luglio 2021
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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ha raggiunto un accordo politico per investimenti di 579 miliardi di dollari in nuove infrastrutture tramite un pacchetto comprensivo dei fondi per la riqualificazione, originariamente di 1,2 trilioni di dollari, ripartito su otto anni. Il disegno di legge presuppone generosi effetti di ammortamento a favore della crescita produttiva, senza aumenti fiscali per il loro finanziamento. I Democratici avrebbero preferito una simultanea approvazione di un disegno di legge per le ‘infrastrutture umane’ che potesse coprire le aree di cura di anziani e bambini e la strutturazione di crediti d'imposta per le persone a basso reddito. In realtà l'importo delle due proposte di legge avrebbe raggiunto un importo oltre i 2 trilioni di dollari, pertanto il disegno di legge sulle infrastrutture umane seguirà la strada della riconciliazione di bilancio dopo la riconvocazione del Senato a metà luglio.

Effetto FED

Con le indicazioni di maggiore attenzione al tema inflazione da parte della Federal Reserve statunitense, i tassi di rendimento obbligazionari nella parte lunga della curva sono tornati ad un livello più basso recependo il risultato di una moderazione delle aspettative future di inflazione: il rendimento dei Treasury a 10 anni è sceso al di sotto dell'1,45% dopo aver raggiunto i massimi dell'1,75% a marzo. Il presupposto che la Fed potrebbe potenzialmente aumentare in modo aggressivo una restrizione della liquidità ... 

23 giugno 2021
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Categorie: Global Allocation
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Negli Stati Uniti la banca centrale FED rimane sensibile all'indice dei prezzi della spesa per consumi personali PCE, tema che insieme a ‘Reddito e Spesa Personale’ rimangono punti di riferimento della politica monetaria. In attesa dei dati ufficiali, le previsioni dell’indice dei prezzi PCE di maggio indicano un passaggio a + 4,2% su base annua, dal 3,6% di aprile. In realtà il mercato obbligazionario americano non è sembrato particolarmente allarmato per lo scatto al 5% dell’inflazione CPI a maggio, anche perché il Treasury decennale ha maturato un importante rialzo del rendimento da 0,92% di fine 2020 agli attuali 1,50%. Un’inflazione ‘temporanea’ significherebbe una limitata pressione all’espansione monetaria in corso, sia per la riduzione degli acquisti di attivi che per un progressivo aumento dei FED Funds. Nell’ultimo incontro del FOMC, organo esecutivo della Federal Reserve, le proiezioni sui tassi di interesse, rappresentate nel cosiddetto ‘dot plot’, implicano tassi in aumento dal 2023, con i mercati che scontano un primo aumento già nel primo trimestre 2023. Il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato che un programma di riduzione degli acquisti di attivi potrebbe essere annunciato nel prossimo incontro di fine luglio ...

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