10 giugno 2020
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La riapertura progressiva dei principali paesi coinvolti nella pandemia sembra riconoscere che il peggio per l’economia globale sia alle spalle. Negli Stati Uniti i segni incoraggianti giungono nei dati di aprile dalle resilienza dei consumi, il reddito personale in crescita del 10,5% ma anche un tasso di risparmio del 33%. Le richieste iniziali di sussidio alla disoccupazione hanno continuato a essere sostenute sebbene in declino a 1,88 milioni nella scorsa settimana, ormai lontani dai quasi 7 milioni del 14 marzo scorso. Tutti e cinque i sondaggi regionali della Fed sulla produzione hanno superato le aspettative, le vendite di auto sono risalite a maggio ad un tasso annualizzato di 12,2 milioni contro l'8,6 milioni di aprile; le domande di mutuo sono aumentate per la settima settimana consecutiva. Molto ora dipenderà dagli sviluppi del Covid-19 nella possibilità di una seconda ondata e quando vaccini e trattamenti saranno più efficaci ...

4 giugno 2020
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In risposta alle proteste contro l'uccisione di George Floyd, a Washington il presidente Donald Trump ha minacciato l’invio di "migliaia di soldati pesantemente armati" per le strade delle principali città coinvolte in scontri violenti, informando che la Guardia Nazionale è schierata non solo nella capitale, ma pronta a qualsiasi intervento. La situazione di emergenza a causa delle manifestazioni iniziate a Minneapolis, in Minnesota, si è allargata a macchia d’olio nel paese in un moltiplicarsi di incidenti e centinaia di arresti; in molte aree le autorità locali hanno imposto il coprifuoco. L’esplosione della rabbia arriva in un momento particolarmente difficile per gli Stati Uniti che vede 1,9 milioni di casi da Coronavirus e oltre 100.000 decessi, in una crisi economica in accelerazione ...

22 maggio 2020
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Sono molti i temi in attesa di sviluppo a cui gli operatori finanziari pongono attenzione, mentre i mercati azionari sembrano aver trovato un trading range con un’ampia area di movimento capace di soddisfare le molte operazioni speculative di brevissimo termine, e aumentando la liquidità di mercato. Gli indicatori di volatilità rimangono relativamente elevati, rispetto alla media degli ultimi anni con l’indice VIX.CBOE sopra 30 punti (media 2019 intorno ai 15 punti) e tempi incerti sul ritorno sotto quota 20, area che segnerebbe una normalizzazione a fronte di visibilità sui fondamentali delle aziende: sono oltre il 40% le società quotate che non ha rilasciato la guidance per i prossimi trimestri. Proprio la volatilità ancora elevata sostiene un più ampio range delle quotazione e dei volumi trattati. Secondo gli analisti, i principali indici del mercato statunitense rimarranno nel range attuale ancora per i prossimi mesi. Gli strategist di portafoglio ritengono poco probabile un ritorno dei listini ai minimi di marzo, soprattutto per effetto della liquidità ancora presente nei portafogli dei gestori azionari attivi, che in caso di flessione del mercato si renderebbero pronti agli acquisti ...

8 maggio 2020
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Categorie: Global Equities
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Uno degli aspetti che lascia nel dubbio gli investitori in questo rally da Bear Market è quello di persistere nella porzione di liquidità in portafoglio, in attesa di una ricaduta ancor peggiore degli indici azionari, o se abbandonare questo atteggiamento prudente prima della completa ripresa delle quotazioni ai precedenti livelli pre-crisi. Rispetto alle precedenti crisi i tempi di risalita dei listini sembra veramente ristretti, ed in alcuni casi gli indici hanno già superato più della metà della loro caduta. Sulla prima ipotesi in effetti ci sono a favore le stime economiche che verranno rilevate nei prossimi trimestri e che metteranno in luce i veri danni strutturali della sospensione della gran parte delle attività commerciali e produttive per il Coronavirus. Dall’altro lato gli investitori risultano incoraggiati dall’ampio intervento delle banche centrali e dalle previsioni di una recessione limitata a solo a pochi trimestri per poi lasciare spazio ad una ripresa solida e veloce ...

29 aprile 2020
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Sconvolte completamente le previsioni di crescita di fine anno, la verifica dell’attuale situazione vede una contrazione economica globale che potrebbe dimostrarsi più severa dalla Grande Depressione del ’29, e in ogni caso più rapida. I primi dati, peraltro ancora provvisori, stimano una produzione industriale globale in contrazione di circa il 10% nei primi quattro mesi dell’anno: dato che negli ultimi 70 anni si è manifestato inferiore solo nel 1973 e 2008, sebbene mai in un tempo così ristretto, visto il fermo di una enorme parte dell’economia per effetto del virus. Dopo il dato di -6,8% del GDP annuo nel primo trimestre in Cina, si attendono i risultati dell’area Euro dove il contagio è arrivato in ritardo rispetto all’Asia ...

 

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