29 maggio 2020
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Categorie: Global Bonds
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Ci sono alcuni punti ancora impegnativi da superare, ma il NEXT Generation EU, questa la denominazione del recovery fund presentato dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, è stato reso noto con il beneplacito della politica ‘che conta’. La proposta prevede un pacchetto del valore di 750 miliardi di Euro di cui 500 in sovvenzioni e 250 in prestiti, finanziati da obbligazioni emesse dall'Unione Europea con periodo di rimborso fino al 2058. Uno dei punti da superare è la richiesta dei paesi ‘frugali’ Austria, Danimarca, Olanda e Svezia, di utilizzare il semplice strumento dei prestiti e non delle sovvenzioni a fondo perduto; eppure la presentazione della Von der Leyen ha dato l’impressione che l’alzata di scudi non rappresenti un problema insormontabile, lasciato alla negoziazione politica, nonostante l’esigenza di unanimità per l’approvazione. E’ evidente che la domanda di aiuto dei paesi più colpiti dalla pandemia del Covid-19 avrebbe raggiunto il suo scopo solo con un intervento di solidarietà, risorse comuni a fondo perduto, e questo è il passaggio voluto dalla cancelliera della Germania Angela Merkel, rompendo gli schemi dell’austerità e dei limiti a cui la politica dell’Unione Europea ci aveva abituati ...

15 maggio 2020
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La reazione del governatore della FED Jerome Powell, che risollecita l’amministrazione Trump ad una maggiore presenza politica nel recupero economico, in risposta alla richiesta di nuovi interventi sui FED Funds ovvero di un taglio che porti i tassi in negativo, sembra nascondere il timore di incertezza sull’andamento dei prezzi al consumo e alla produzione dopo il forte swing del petrolio. Il tema che trader ed economisti stanno discutendo è la stima dell’inflazione nei prossimi trimestri tra deflazione, rischio più immediato, o al limite iperinflazione, per la straordinaria liquidità immessa dalle banche centrali. Gli economisti non trovano accordo sulla entità dello shock tra domanda ed offerta per il COVID-19 e tantomeno sugli impatti degli interventi monetari e fiscali, senza precedenti, già posti in essere ...

3 aprile 2020
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L’altalena dei mercati finanziari, che ha sorpreso gli operatori con l’impennata della pandemia da Coronavirus, non ha escluso i tassi di cambio che hanno visto ancora una volta protagonista il biglietto verde. Come ribadito dagli esperti, in eventi di sconvolgimento così rapido dei mercati, la corsa verso una valuta rifugio è da sempre stata riservata allo Yen giapponese, che invece negli ultimi sei mesi è sembrato ancorato al dollaro Usa e come sei mesi fa vicino mantiene il livello di 108 Yen x USD. In realtà il brusco deterioramento delle condizioni economiche a fronte del Covid-19 ha portato nelle ultime settimane a un picco senza precedenti della domanda di dollari statunitensi, tanto da mettere una forte preoccupazione nelle istituzioni con importanti passività in divisa americana. L’immediata conseguenza della domanda è stato il forte aumento del costo di finanziamento dei prestiti in dollari USA, anche per l’utilizzo della valuta Usa nella maggior parte del commercio globale, materie prime, ma anche nelle emissioni di debito, in particolare nelle economie emergenti ...

5 marzo 2020
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Il deciso movimento dei mercati finanziari nasconde dietro di se le ansie di rallentamento economico accelerato dal Coronavirus e le preoccupazioni concrete di un calo dei profitti aziendali. Ad inizio anno le attese sui profitti aziendali per il 2020 vedevano ampi tassi positivi sulla scia di una ritrovata capacità di una generale ripresa economica; in dettaglio le stime di crescita degli utili sugli indici MSCI: World + 9,8%, Usa +9,2%, EMU +9,9%, China +12,1% ed Emerging Markets +15,1%. Nel recente aggiornamento di inizio marzo le nuove stime hanno visto un primo significativo ribasso: World + 8,7%, Usa +7,7%, EMU +11%, China +11% ed Emerging Markets +14,6%, una discesa media del 10%, valore che non compromettere un trend complessivamente positivo, ma che potrebbe nascondere insidie con il perdurare della emergenza sanitaria del Covid-19. Dobbiamo invece segnalare che gli analisti hanno spostato le attese di un miglior risultato nell’ultimo trimestre dell’anno per compensare il calo del primo semestre ...

26 febbraio 2020
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Il sell off che ha tracciato un’importante correzione delle valutazioni azionarie era di fatto atteso quale movimento di consolidamento dopo la crescita lineare degli ultimi dodici mesi. Soprattutto la progressiva salita di Wall Street aveva evidenziato nei sui ripetuti record un aumento dei multipli di valutazione: il 19 febbraio l’indice S&P500 ha chiuso sul nuovo record storico di 3386,15 punti con un P/E ratio fwd 12m di oltre 19x, livello che ci riporta al 23 maggio 2002 (19,1x), nettamente sopra le medie storiche a 5 anni 16,7x, 10 anni 14,9x, 15 anni 14,6x e 20 anni di 15,5x. Negli ultimi 20 anni il picco è stato di 24,4x raggiunto il 24 marzo 2000, in piena bolla della new economy; agli attuali livelli di 3128 punti il rapporto è tornato sotto 18x. Gli analisti finanziari sono impegnati a stabilire l’impatto sugli utili societari dalla crisi sanitaria: questa revisione diverrà fondamentale per la posizione prospettica di Wall Street ...

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