18 febbraio 2021
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Negli Stati Uniti aumenta il dibattito sulla possibile impennata dell’indice dei prezzi dopo la decisa reazione dei costi energetici: negli ultimi tre mesi il rimbalzo del petrolio WTI ha visto la sua quotazione passare da 41,3$/b di metà novembre agli attuali 61,7$/b ovvero +50%. L’incertezza delle stime per l’inflazione attesa ha portato timori sulla parte lunga della curva dei titoli governativi, sebbene sia evidente una ragione strettamente contingente ovvero gli stimoli indicati nell’ordine di 1.900 mld di dollari dal presidente Joe Biden per l’emergenza Coronavirus. E’ infatti su quest’ultimo punto che si stanno confrontando le opinioni di pensiero della scuola Keynesiana statunitense tra Larry Summers e Paul Krugman. Secondo Summers le preoccupazioni vedrebbero da un lato uno stimolo di ammontare troppo elevato, capace di esercitare una tale accelerazione dell'inflazione che costringerebbe la Fed ad un inasprimento potenzialmente recessivo, aggiungendo che interventi finalizzati a così breve termine lascerebbero pochi spazi ad un programma di investimenti pubblici a medio termine, di cui gli Stati Uniti hanno bisogno per aumentare la crescita potenziale. Krugman ritiene invece necessario una chiusura più rapida dell'output gap anche perché un aumento dell’inflazione risulta già scontato dalla FED; è inoltre convinto che uno shock positivo per l’economia americana sarebbe la risposta al piano monetario di reflazione ...

22 gennaio 2021
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Potrebbe essere risultato senza particolare novità, magari sotto tono, l’intervento di Christine Lagarde in conclusione del Consilio direttivo della BCE, visto che non è stato adottato nessun cambiamento, ma gli effetti nel mercato non sono mancati. Due le impressioni derivate dal comunicato, e dalle dichiarazioni di Lagarde durante la conferenza stampa, ovvero una evidente disparità nelle opinioni dei rappresentanti del consiglio direttivo e, secondo, l’incertezza nel rilevare una direzione della crescita economica, dei tempi del Recovery Fund e del tanto temuto raggiungimento del target di inflazione. Alla fine il messaggio suggerito ha svelato la possibilità comunque di un rallentamento degli acquisti del PEPP (fondo di emergenza anti-pandemia), il che non significa un’incidenza negli acquisti netti previsti dal programma (APP) che continua con un volume mensile di 20 miliardi di Euro, ma una necessaria flessibilità nell’insieme degli acquisti e magari una revisione strategica entro la fine dell'anno ...

11 novembre 2020
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Con l’insediamento dell’amministrazione governativa statunitense e relative assegnazioni di funzione, di cui si attende la conferma alla conclusione dello spoglio elettorale, gli operatori finanziari hanno spostato l’attenzione alle politiche della FED. Proprio in previsione della campagna elettorale Jerome Powell, governatore della banca centrale americana, si era premurato in primavera di predisporre un piano ampio e flessibile con durata sufficiente a superare l’esito delle presidenziali. In questo momento i membri del FOMC, l’organo esecutivo della FED, si stanno preparando al meeting più importante dell’anno che vede la definizione della strategia monetaria per il 2021 in base alle stime delle variabili macroeconomiche e alle necessità di finanziamento di un debito pubblico in forte espansione. In effetti il 2020 è stato un anno particolarmente volatile per il decennale UST che è passato dal rendimento dell’1,88% di inizio anno ad un minimo di 0,54% il 9 marzo, un rimbalzo subito dopo all’1,18% il 18 marzo, per poi rimanere per molto tempo intorno a 0,65%. Solo in questi giorni, e le indicazioni della vittoria di Joe Biden alle presidenziali, il rendimento è risalito a 0,98%, con il 30 anni all’1,75%: un movimento che ha ridimensionato le performance dei fondi obbligazionari ...

21 ottobre 2020
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Gli economisti avevano già preventivato per l’economia cinese una perfetta figura a V, dopo l’ondata da Coronavirus che aveva colpito l’economia del paese nella prima metà dell’anno; una situazione di crisi recessiva temporanea, alquanto anomala per la sua brevissima durata. L'economia cinese nel terzo trimestre è cresciuta del 2,7%, dato trimestrale destagionalizzato, dopo il rimbalzo dell'11,7% e la discesa di -10% del primo trimestre 2020; il recente dato di +2,7% trimestrale, sebbene sotto delle aspettative di mercato del 3,2%, risulta di gran lunga superiore alla consueta crescita trimestrale di circa l'1,5%. In termini annualizzati il GDP cinese mostra da inizio anno la caduta di -6,8% a fine marzo, +3,2% a fine giugno ed il recente +4,9% di fine settembre. Anche il dato sulla disoccupazione attuale di 5,4% si sta avvicinando ai livelli di fine 2019 del 5,2%. La Produzione Industriale è balzata a +6,9% dato atteso a +5,8%, ben supportato dall’export che a settembre è aumentato del 9,9%. Molto positivo infine il dato sulle vendite al dettaglio a +3,3%, dato atteso +1,8%, +0,5% il mese precedente ...

 

14 ottobre 2020
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Ci sono alcuni interventi nella politica monetaria ‘obbligata dal Covid-19’ che hanno sorpreso gli operatori, sebbene il processo di espansione monetaria, spiegato ripetutamente dai presidenti della FED Jerome Powell e della BCE Christine Lagarde, rivesta la straordinarietà del momento. Con la caduta del ciclo economico, il piano condotto dalla banche centrali sembra sostanzialmente tenere sotto controllo la liquidità e l’andamento dei mercati finanziari in attesa degli interventi di rilancio del piani governativi che per ragioni diverse sono rallentati. Qualche settimana fa, negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump aveva chiesto nuovi interventi di sostegno sia a Steven Mnuchin, Segretario del Tesoro, che alla presidente della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi, per aumentare il reddito disponibile dei cittadini americani, ma la contrarietà sembra sia giunta dal Congresso federale, non disposto a giocarsi un accordo fiscale appena prima dell'elezione presidenziale. Alla successiva disponibilità di una negoziazione da parte dei Democratici, è stato invece Trump a prendere tempo. I bilanci pubblici sotto Donald Trumps sono stati caratterizzati da un deficit senza precedenti, soprattutto abbinato alla pressione sulla Federal Reserve per monetizzarne il finanziamento ...

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