21 settembre 2022
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Continua da parte degli investitori la ricerca di un portafoglio multi-asset capace di controbilanciare l’inflazione più alta degli ultimi 40 anni. Seguendo il ‘manuale’ l'esposizione alle commodity, progettata con attenzione, sembra fornire un'efficace difesa; infatti, dopo molti anni in cui sono state per lo più trascurate dagli investitori, le materie prime sono rientrate recentemente nelle asset allocation dei portafogli. In realtà non era stata la natura volatile delle materie prime, la capacità in eccesso dell'ultimo ciclo o la crescente enfasi sugli investimenti ambientali, sociali e di governance ESG, a mettere le materie prime in secondo piano rispetto ad altri asset reali e alle azioni; sono state invece la mancata attenzione a nuovi investimenti, infrastrutture di supporto insufficienti e un'offerta meno redditizia di molte materie prime. L’evidenza si è accentuata con le interruzioni della catena di approvvigionamento dovute prima al COVID-19 e poi all’invasione russa dell’Ucraina, in uno scenario incapace di soddisfare l’aumento dell’intensa domanda post-covid ...

21 luglio 2022
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Il settore delle commodity si è ridimensionato in questi ultimi 30 giorni, con l'indice rappresentativo dei prezzi delle materie prime CRB in una traiettoria di rientro dai massimi del 9 giugno di 325 punti agli attuali 306, con una discesa in un mese del 5,8%; CRB era comunque a 249 punti ad inizio anno (+22,9%). Questo rientro è stato principalmente guidato dai prezzi di petrolio, metalli industriali, grano, olio di palma, soia e un nuovo calo dell’acciaio che da inizio anno è sceso del 36,25%. La discesa dell’indice CRB è in gran parte il risultato di un riequilibrio di domanda e offerta, accentuato dal calo della crescita economica in Cina e dalle stime meno ottimistiche sull’economia globale che addirittura vede un'era post covid-19 proiettata verso una recessione economica tra 12 e 24 mesi. L’aumento delle preoccupazioni sui trend finanziari ha posto le basi di una revisione dei livelli internazionali di inflazione su cui poggia una aggressiva politica monetaria restrittiva dopo una breve pausa degli stimoli monetari da parte delle banche centrali a livello globale. Il tema della restrizione monetaria sembra infatti aver influito sulla finanziarizzazione delle commodity. Conclusosi il lungo periodo di tassi bassi, o addirittura negativi, la netta riduzione della liquidità in eccesso vede gli investitori orientarsi verso rendimenti più elevati dei titoli obbligazionari, prendendo in parte profitto nei mercati delle materie prime diventati fin troppo popolari sia nel mercato fisico che finanziario ...

31 maggio 2022
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Breve analisi finanziaria tra due delle maggiori economie globali che si concentra sulla parte più influenzata dall’Asia del Nord America, prendendo in considerazione due importanti città: Seattle, città portuale sulla costa occidentale degli Stati Uniti e capoluogo della contea di King nello stato di Washington, e Vancouver, città canadese della costa Pacifica nella provincia della Columbia Britannica. La scelta dell’area è stata quella di analizzare una regione confinante tra due grandi stati che si è relativamente smarcata dalle influenze più europee, mentre guarda da tempo alle evoluzioni asiatiche e alle coste pacifiche orientali ...

22 aprile 2022
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Il primo trimestre dell’anno si è chiuso con un netto calo degli indici azionari: l’indice MSCI World AC val loc ha perso il 7,46%. Le ragioni sono molteplici anche se a prevalere ha sicuramente inciso l’avversione al rischio per l’invasione russa dell’Ucraina. In realtà il calo del listino europeo dopo il 24 febbraio, data dell’invasione, si è in parte riassorbito; l’indice MSCI EMU in valuta locale da inizio anno al 23 febbraio perdeva il 7,67% e a fine marzo la perdita è salita a 9,37%, mentre oggi si è ridotta a 8,81%. Le altre motivazioni, in parte già presenti nell’outlook di inizio anno, hanno riguardato le prospettive di crescita economica in calo rispetto alla forte ripresa del 2021, le difficoltà nella catena di approvvigionamento, il rialzo dei prezzi di materie prime, soprattutto dell’energia, il tutto amplificato dalle preoccupazioni scatenate dai rischi geopolitici. In questo contesto dobbiamo sottolineare l’atteggiamento restrittivo delle banche centrali a fronte di proiezioni non chiare sul rientro dell’inflazione. Dopo un primo aumento dei FED funds la banca centrale statunitense è sembrata orientata ad un’accelerazione degli aumenti dei tassi tanto che il governativo decennale UST10y si sta avvicinando velocemente al rendimento del 3%, siamo al 2,93%, trascinando con se il Bund decennale tedesco a 0,95%, ormai vicinissimo all’1% ...

 

8 aprile 2022
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Categorie: Sectors
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Sono in molti a chiedersi se una volta conclusa la guerra in Ucraina il prezzo del petrolio tornerà stabilmente sotto i 100$b limite che alcuni analisti statunitensi indicano come indicatore recessivo per l’economia del paese. Analizzando il mercato future di oggi vediamo comunque scambi sui contratti WTI Crude Oil Future Dic23 a 83,70$b, Dic24 a 78,40$b, Dic25 a 74,51$b e Dic26 a 71,02$b, prezzi in linea con il mercato pre-Covid e comunque sopra la media storica a 5 anni di 58$b.  I produttori indicano che l’impennata dei prezzi del petrolio avvenuta recentemente non è il risultato di una speculazione finanziaria che coinvolge le forniture dalla Russia all’Europa, ma un problema strutturale che ha visto i flussi di investimento sul settore diminuire notevolmente con l’introduzione dei protocolli ESG dei gestori di fondi: investitori istituzionali che rappresentano circa $ 58 trilioni di asset si sono già impegnati ad allineare i propri portafogli con il ‘Net Zero’ allocando i loro investimenti senza le tradizionali società dei settori di petrolio, gas e prodotti correlati. Anche i maggiori istituti di credito internazionali, rappresentanti il 40% degli asset bancari globali, hanno promesso di decarbonizzare i propri portafogli di prestito e investimento, in linea con le politiche Net Zero; sono  molte le banche centrali che stanno orientando i loro acquisti di obbligazioni societarie verso il modello ESG, mentre quasi 1.500 organizzazioni nel mondo, tra cui fondi pensione, trust, fondazioni, family office, istituzioni educative e ONG, per un totale di 39 trilioni di dollari, si sono impegnati a disinvestire dai combustibili fossili e investire in soluzioni climatiche sostenibili ...

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