16 maggio 2019
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Con una leggera fiammata della volatilità, prevalentemente imputata ai tweet del presidente Donald Trump sulle relazioni commerciali con Pechino, i mercati finanziari hanno simulato, dopo una forte scossa tettonica, una prova generale di tenuta, nonostante non siano mancati importanti movimenti nei flussi. La prima ad essere coinvolta è stata la Cina che in poche sedute ha visto una caduta dei listini di oltre il 10% a fronte di una svalutazione dello Yuan verso dollaro Usa del 2,5%. L’indice VIX, che nel mese di aprile era rimasto intorno a 12 punti, ha superato quota 20 punti il 13 maggio, per poi ritracciare agli attuali livelli di 16,5; anche i listini statunitensi hanno comunque risentito del contraccolpo, soprattutto a seguito dell’aumento dei dazi sui prodotti cinese da 10% al 25%, con l’S&P500 che dai massimi di 2945 punti è arrivato a perdere in poche sedute 135 punti (- 4,5%) ...

 

12 aprile 2019
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In attesa della verifica effettiva del calo della crescita economica per i prossimi trimestri, gli operatori di mercato cercano segnali di orientamento: flussi di investimento, curve dei rendimenti, stime sugli utili ed indicazioni delle banche centrali. Sui rispettivi temi si conferma ormai chiaro un quadro predittivo per un rallentamento economico moderato, confermato soprattutto dai banchieri centrali. Dal lato mercato infatti gli investimenti massivi sui governativi nel primo trimestre hanno privilegiato Bund tedeschi e US Treasury, con un forte calo dei rendimenti e la formazione di curve piatte e pronte all’inversione, segnale che pone agli strategist di portafoglio un dubbio sulla tenuta delle attività più rischiose, appena risalite dopo la discesa del 2018 ...

 

20 marzo 2019
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Si è svolta oggi la Tavola Rotonda Virtuale della community dal titolo: La FED ‘paziente’ sostiene le performance

In questa prima parte dell’anno il buon rialzo di tutte le classi di attivo e il netto recupero delle performance hanno sicuramente tranquillizzato gli investitori; ora tornano le analisi sui possibili spazi per i listini, viste le previsioni di rallentamento economico ed il possibile ridimensionamento degli utili aziendali … scomparse le indecisioni della principali Banche Centrali, che seppur in tempi diversi, si sono ritrovate sullo stesso tono più accomodante, gli investitori sono tornati a rincorrere le asset class più rischiose che solo pochi mesi addietro sembravano troppo costose …

Quali sono le attese sui mercati finanziari e le indicazioni di asset allocation più coerenti in questo scenario?

Alcuni brevi commenti:

Macroeconomics: ” È probabile che l'economia negli USA acceleri di nuovo a metà anno, con il recente miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari e la fine del blocco delle attività amministrative del governo a sostegno di un rimbalzo. Tuttavia, un minore supporto fiscale entro la seconda metà dell'anno dovrebbe portare in seguito a una crescita …”

Mercati obbligazionari: ”Il miglioramento del sentiment ha certamente favorito da inizio anno le obbligazioni a spread, ma la situazione va monitorata con attenzione e con distinzioni anche importanti a livello di settore e di area geografica. Nel credito IG valutazioni in linea con la media a 20 anni incorporano sufficiente valore per compensare per i rischi di default e di downgrade…”

Commodity: ”Adottiamo un approccio selettivo in questa fase sulle commodities. In particolare registriamo potenziale di rialzo per il petrolio, che ha spazi di crescita grazie all’OPEC che sta contingentando l’offerta. I metalli di base possono beneficiare dello stimolo monetario/fiscale cinese, così come, l’oro è supportato da tassi reali in discesa e un USD stabile...”

Mercati azionari: ”Gli investitori sono passati da un fortissimo pessimismo a un umore più bilanciato. Le valutazioni azionarie stesse sono passate da livelli ingiustificabilmente bassi a livelli sempre interessanti, ma meno estremi. Per questo manteniamo una preferenza per l’azionario, ma abbiamo iniziato a ridurre con decisione le posizioni tattiche...”

Asset Allocation: ”Nel complesso, il nostro posizionamento multi-asset è diventato maggiormente difensivo; tuttavia, oggi le azioni e le obbligazioni dei mercati emergenti hanno prospettive più interessanti, le valutazioni sono diventate più appetibili, i fondamentali rimangono solidi e il sentiment è migliorato in vista di una probabile risoluzione delle tensioni commerciali e di una stretta monetaria graduale...”

Relatori alla Tavola Rotonda Virtuale:

Kurt Schappelwein Head of Multi Asset Strategies, Deputy CIO di Raiffeisen CM; Donatella Principe Director - Market and Distribution Strategy di Fidelity; Francesca Caretta Associate Product Manager, Multi-Asset di Schroders; Maria Paola Toschi Global Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management; Manuel Pozzi Investment Director Italy di M&G Investments; Massimo Dalla Vedova Director Financial Institutions di AllianceBernstein; Toby Nangle Global Head of Asset Allocation, Head of Multi-Asset, EMEA di Columbia Threadneedle Investments; Antonino Cipriano Senior Sales Manager di BNP Paribas Asset Management; Cristiano Iacopozzi Docente di Asset Allocation, Facoltà di Economia, Università di Siena e Corrado Caironi Chief Investment Strategist di R&CA

Leggi la Investment Newsletter con le minute della Tavola Rotonda Virtuale cliccando sul seguente link:

La FED ‘paziente’ sostiene le performance 

19 marzo 2019
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Con il rally dei listini azionari in atto, i gestori di Fondi Pensione tornano a ragionare riguardo alla possibilità di sfruttare questo andamento per finalizzare una strategia difensiva e capitalizzare le attuali performance. Dobbiamo dire che i Fondi Pensione hanno obiettivi finanziari di lunghissimo termine e normalmente pongono al centro della loro strategia di investimento un elemento chiave, in completo disaccordo con la rendicontazione puntuale dei portafogli dei fondi di investimento, ovvero l’utilizzo nel report di valorizzazione dei prezzi di carico storici dei titoli in posizione. Tuttavia questa caratteristica non comporta che il gestore del Fondo Pensione non svolga le attività strategiche che ne aumentino il valore. Una di queste attività è l’utilizzo di derivati a copertura del rischio, se ritenuta necessaria, in particolare per i fondi che detengono titoli azionari ...

28 febbraio 2019
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La ‘guerra commerciale’ che vede al tavolo diplomatico Usa e Cina ha cominciato a far emergere alcune importanti indiscrezioni e possibili risvolti della trattativa. Lo sforzo di accelerare i tempi per la chiusura di un negoziato complesso sembrano comunque far slittare a dopo inizio marzo, data che vedrebbe l'aumento delle tariffe doganali e importi crescenti per le importazioni statunitensi sui prodotti provenienti dalla Cina. Donald Trump è stato promotore della proroga chiedendo di incontrare personalmente il presidente cinese Xi Jinping per concludere un processo di elevata incertezza. A riguardo il governatore della FED, Jerome Powell, mantiene ancora tra i rischi l’inasprirsi delle relazioni con la Cina e conferma la posizione ‘paziente’ dell’autorità statunitense con atteggiamento “Watch & Wait”.  

Fronti di negoziazione

Ma quali sono i punti in discussione, gli importi e le implicazioni? In primo luogo il presidente americano vuole portare a casa un accordo strutturale che gli permetta di scrivere una pagina storica per gli Stati Uniti, ovvero la drastica riduzione del deficit americano verso l'estero. Le cifre ipotizzate dai media parlano di un accordo che prevederebbe importazioni da parte della Cina di 1.200 mld USD di beni statunitensi, non si sa di che genere e in che tempi ...

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