22 novembre 2019
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Uno degli esercizi a cui i gestori di fondi internazionali ci hanno invitato a partecipare è quello di guardare oltre gli orizzonti temporali classici dei 3 – 5 – 7 – 10 anni e spostare l’attenzione al lunghissimo termine ovvero 10 – 15 anni. Nella realtà dei fatti anche se parlare oggi di economia e finanza oltre il 2030 sembra alquanto ragionevole, basandosi di fatto sul prolungamento dei trend, quello che è successo negli ultimi dieci anni è stato per molti versi l’opposto di quanto indicato dai modelli storici. Alcune variabili hanno modificato radicalmente i trend e definito un quadro di insieme imprevedibile. Gli economisti non solo non hanno dato il giusto peso economico alla crisi finanziaria del 2008/2009, ma hanno sottovalutato la potenzialità distruttiva della tecnologia combinato con il cambio di paradigma dello sviluppo del mondo emergente, temi che hanno reso difficile la tenuta dell’inflazione e dimezzato i tassi di crescita economica. A dare sostegno al sistema sono state le politiche monetarie non convenzionali con l’immissione forzata di liquidità e tassi di interesse sempre più bassi fino a divenire negativi in molta parte del mondo. Infine un processo di deglobalizzazione che ha portato dietro di se un cambiamento strutturale dell’offerta politica e la nascita di grandi movimenti di massa che hanno condizionato ripetutamente gli indici di fiducia ...

23 ottobre 2019
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La disponibilità delle banche centrali BCE e FED ad un rapido rientro nei programmi di acquisto titoli (Asset Purchase Programme - APP) ha portato una revisione nelle attese di ritorno degli investitori obbligazionari. Gli operatori hanno inizialmente preso beneficio delle posizioni dei titoli governativi che avevano manifestato un consistente calo dei rendimenti, mentre si è subito evidenziato il tema dei reinvestimenti e di come ottenere ritorni positivi nei prossimi mesi. A livello statistico il rendimento del Treasury 10y statunitense è passato in un anno dal 3,16% all’attuale 1,72%, mentre il Bund decennale tedesco è sceso da più 0,41% a meno 0,40% in un clima di aumento delle incertezze geopolitiche - vedi dazi Usa-Cina, rallentamento economico - indicatori PMI in contrazione, aumento delle probabilità di recessione negli Stati Uniti - segnali di inversione della curva dei rendimenti. Negli ultimi mesi i rendimenti sono comunque risaliti, limando in realtà solo i guadagni estivi ...

4 ottobre 2019
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Categorie: Sectors
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Dai recenti studi sulle opportunità di una crescita più consistenti del mondo i veicoli elettrici si dimostrano ancora con dati poco convincenti, sebbene il tema dei cambiamenti climatici stia sensibilizzando non solo i giovani ma anche alcune istituzioni politiche, come dimostrato al vertice Climate Action Summit all’ONU lo scorso 23 settembre. Vediamo innanzitutto alcuni numeri: le emissioni automobilistiche rappresentano solo il 7% della produzione di CO2 globale, sebbene rappresentino la parte maggiore di quanto prodotto delle singole famiglie, ovvero più di quattro tonnellate all'anno, misura equivalente alle dimensioni di quattro case a due piani. E’ quindi vero che un intervento limitato a queste emissioni non possa che rappresentare un traguardo simbolico. La spinta diverrebbe comunque importante soprattutto nel campo di produzione di energie rinnovabili e nel tagliare in modo deciso l’uso del carbone ...

 

2 ottobre 2019
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Si è svolta oggi la Tavola Rotonda Virtuale della community dal titolo: Banche Centrali in azione

… mese di agosto all’insegna della cautela, confermata dalla corsa degli strumenti di investimento più difensivi, mentre settembre si è caratterizzato dal netto recupero dei risky asset. La spinta è stata generata soprattutto dalle conferme di intervento delle banche centrali che con insistenza avevano manifestato l’impegno per un concreto programma di misure espansive. La ripresa dei mercati azionari, l’ulteriore compressione dei rendimenti dei titoli sovrani e le prospettive meno brillanti sulla crescita economica lasciano spazio a diverse scelte di asset allocation, soprattutto dopo le importanti performance da inizio anno …

I temi in discussione risultano quindi numerosi: in primis l’evoluzione per i bond dell’Area Euro, in previsioni del nuovo QE, e sui Treasury in USA dopo il secondo taglio dei Fed Funds; ci si chiede inoltre quale impatto avranno le politiche monetarie espansive su HY e Corporate Bonds, e quanto possa essere utile prendere profitto sugli indici azionari in questa ultima parte dell’anno …

Alcuni brevi commenti:

Macroeconomics: ”Il 2019 dovrebbe chiudersi come decimo anno di crescita economica consecutiva e le stime delle principali organizzazioni economiche mondiali condividono la previsione di un 2020 ancora in crescita. Anzi, grazie alla spinta dei Paesi Emergenti, la crescita nel 2020 potrebbe risultare anche superiore a quella del 2019. Nei Paesi Sviluppati, invece, la situazione appare molto diversa …”

Mercati obbligazionari: ”I cicli dei tagli dei tassi sono spesso associati a recessioni, ma questa volta l’approccio della Fed è più complesso. Recenti ricerche suggeriscono che quando i tassi d’interesse sono bassi, le banche centrali dovrebbero reagire con maggiore rapidità e decisione ai primi segnali di debolezza economica per impedire il materializzarsi di una crisi di maggiore entità, più difficile da combattere. Tali ricerche avvalorano l’idea che …”

Paesi Emergenti: ”Siamo positivi in questa fase anche sul debito emergente in valuta forte: in una fase in cui l’inflazione rimane sotto controllo, anche le Banche Centrali Emergenti potranno intervenire sui tassi, generando opportunità nell’obbligazionario emergente in USD...”

Mercati azionari: ”Le azioni globali hanno guadagnato terreno nel terzo trimestre, ma il sentiment degli investitori è apparso altalenante dati i segnali contrastanti su crescita macroeconomica e politica monetaria. La continua oscillazione tra propensione e avversione al rischio da parte degli investitori continuerà probabilmente a portare volatilità sui mercati. Viste le basse aspettative per l'economia globale, ogni notizia vagamente positiva sul fronte economico potrebbe innescare un rally ...”

Asset Allocation: ”Siamo ponderati in modo neutrale nelle obbligazioni poiché, da un lato vediamo ancora il sostegno del mercato da parte della politica monetaria espansiva delle più importanti banche centrali ma, dall'altro lato, il fatto che un'enorme quota del mercato obbligazionario offra già rendimenti più o meno negativi limita il potenziale di rialzi. Nel comparto azionario abbiamo un posizionamento leggermente sottoponderato...”

Relatori alla Tavola Rotonda Virtuale:

Kurt Schappelwein Head of Multi Asset Strategies, Deputy CIO di Raiffeisen Capital Management; Donatella Principe Director - Market and Distribution Strategy di Fidelity International; Giacomo Camisa Sales Director, Intermediary di Schroders; Maria Paola Toschi Global Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management; Massimo Dalla Vedova Director Financial Institutions di Alliance Bernstein; Toby Nangle Global Head of Asset Allocation, Head of Multi-Asset, EMEA di Columbia Threadneedle Investments; Cristiano Iacopozzi Docente di Asset Allocation, Facoltà di Economia, Università di Siena e Corrado Caironi Chief Investment Strategist di R&CA

Leggi la Investment Newsletter con le minute della Tavola Rotonda Virtuale cliccando sul seguente link:

 

Banche Centrali in azione

 

27 settembre 2019
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Categorie: Global Allocation
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L’attenzione ai cambiamenti climatici ha avuto nelle scorse settimane molti incontri istituzionali a livello internazionale culminati con il vertice Climate Action Summit nel palazzo ONU a New York lo scorso 23 settembre. Le aspettative sugli esiti dell’incontro erano piuttosto limitate, ciò nonostante il risultato si è dimostrato ancor più deludente: numero limitato di interventi e nessun impegno formale. La rappresentante simbolo del movimento ‘Climate Action’, Greta Thunberg, nel suo discorso introduttivo ha spronato l’assemblea ad un intervento deciso, a cui sono seguite solo risposte elusive.

Sguardo positivo degli investimenti

Ma se la politica si muove con troppa calma, un contributo positivo è arrivato dal mondo della finanza. Diversi gestori di fondi stanno predisponendo piani di investimento a favore di società allineate agli obiettivi della COP21 ed emissioni nette zero entro il 2050; più investimenti sono arrivati al Green Fund (7 mld di dollari), fondo destinato ad aiutare le nazioni in via di sviluppo nelle questioni climatiche, con l'impegno concreto di Svezia, Danimarca, Norvegia e Svizzera di raddoppiare il proprio contributo

 

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