2 luglio 2022
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Con l'indice S&P 500 in bear market, le perdite da inizio anno vanno oltre il 20%, e le crescenti prospettive per l’inasprimento della FED, nelle recenti sedute le preoccupazioni si sono concentrate su inflazione e spesa dei consumatori; nel primo semestre il calo dell’indice azionario americano è in ribasso del 20,25%, la peggiore performance nella prima metà dell'anno dal 1970. Più in generale l'indice MSCI All Country World in valuta locale è sceso per la prima metà del 2022 del 18,52% segnale di una generale avversione al rischio. Tra i diversi scenari delineati dagli strategist le probabilità maggiori vedono un ‘atterraggio morbido’ che porti nella seconda metà dell'anno i mercati in un’area laterale, seppur soggetta alla volatilità, in attesa di nuove stime di crescita economica e inflazione. Anche dal punto di vista obbligazionario il movimento del mercato è stato molto marcato: il rendimento dell’UST10y era ad inizio anno all’1,51%, al 3,48% a metà giugno, per giungere all’attuale 2,89% ...

25 giugno 2022
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Tornano i flussi di investimento sui Treasury a lungo termine dopo le previsioni economiche a dodici mesi che risulterebbero meno rosee rispetto alle indicazioni della FED che stima la crescita del GDP per l’intero 2022 all’1,7%, ma anche il medesimo tasso per il 2023; in realtà sono diversi gli economisti che tenendo conto dei rialzi dei tassi previsti dal recente ‘dot plot’ del FOMC, vedono aumentare negli Stati Uniti le probabilità di recessione ad un anno. Sul tema si sono analizzati i dati sulla solidità delle banche statunitensi; il 23 giugno la FED ha annunciato i risultati del suo periodico Dodd-Frank Act Stress Test (DFAST), che valuta l’adeguatezza del capitale delle banche sotto ‘Severly Adverse’ - scenari di stress; come atteso tutte le banche hanno superato il test con livelli di capitale ben al di sopra del minimo richiesto in uno scenario fortemente avverso. Tuttavia dall’SCB (stress capital buffer) risulterebbero meno eccedenze di capitale disponibile per la distribuzione agli azionisti; la Fed ha quindi imposto di comunicare il piano dividendi nel rispetto dei risultati ...

18 giugno 2022
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I mercati azionari subiscono la pressione della restrizione monetaria generalizzata, mentre i titoli governativi vedono un leggero riassestamento dopo il forte rimbalzo dei rendimenti. Le prospettive di inflazione rimangono al centro dell’incertezza generale; le banche centrali si stanno dimostrando sempre più aggressive nel loro atteggiamento deviando in modo precipitoso dalla loro precedenti indicazioni. Anche se in tono smorzato i problemi derivanti dalla guerra in Ucraina assommati alla coda pandemica rimangono la principale diagnosi di una difficoltà negli approvvigionamenti di materie prime (in primis energetiche) e semilavorati che tengono sotto scacco le catene produttive. Da parte degli operatori sono emersi molti cambiamenti di posizione, in alcuni casi inevitabili per il forte aumento della volatilità, a fronte di movimenti delle quotazioni ampi ed accelerati. L'elevato livello di volatilità sembra destinato a continuare mettendo sotto pressione le attività finanziarie più rischiose e agendo da vettore dell’avversione agli investimenti ...

12 giugno 2022
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Gli operatori hanno atteso con pazienza le informazioni della BCE riguardo alle politiche di stabilizzazione della liquidità a seguito della chiusura degli acquisti sul mercato; mentre i maggiori rimborsi sulle TLTRO potrebbero non essere ancora avviati, secondo le stime degli analisti il bilancio dell'Eurosistema nei prossimi dodici mesi potrebbe contrarsi a un ritmo ancora più rapido rispetto alla FED. Il mercato aveva già in parte scontato la pressione della BCE sebbene rimanesse orientato ad un graduale intervento, tema più volte ribadito da Christine Lagarde. L'attuale guidance prospettica della BCE limita i reinvestimenti nel Pandemic Emergency Purchase Program - PEPP almeno fino alla fine del 2024, mentre è impegnata a continuare i reinvestimenti nell'ambito dell'Asset Purchase Program – APP per un periodo prolungato successivamente al primo aumento del tasso, previsto per luglio ...

5 giugno 2022
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Il mercato obbligazionario europeo sta riscontrando molta pressione, mentre le politiche di bilancio della BCE sono in attesa di un aggiornamento delle guidance. Il rendimento del Bund decennale è salito sopra 1,25%, era a – 0,12% ad inizio anno, e quello del BTP al 3,4% con lo spread ormai sopra 210 bps. Le indicazioni della BCE vedono al momento i reinvestimenti nel PEPP - Pandemic Emergency Purchase Programme previsti almeno fino alla fine del 2024 e quelli del programma APP - Asset Purchase Programme per un periodo di tempo oltre il primo aumento del tasso di riferimento. Tutto questo non comporta che il bilancio dell'Eurosistema rimanga costante; la BCE ha in essere oltre 2000 miliardi di EUR di operazioni di rifinanziamento verso le banche: è probabile che rispetto alle scadenze, nuove operazioni riprenderanno già da fine mese. In realtà qualche tempo addietro sembrava fosse maturato un certo interesse a rimborsare anticipatamente una grossa fetta delle operazioni di rifinanziamento, con una BCE pronta ad aumentare i tassi più volte quest'anno, mantenendo il Targeted Longer-Term ...

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