19 novembre 2022
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Questo ultimo trimestre dell’anno ha visto alcune revisioni importanti ‘non previste’ della maggior parte degli analisti finanziari a cui in un primo momento hanno risposto con un momentaneo spostamento dal trend stimato, ma che ad oggi impongono una riflessione più accurata. I mercati finanziari hanno avuto una buona ripresa con indici di borsa in recupero, spread in restringimento e rendimenti di lungo termine in flessione. La recente oscillazione al rialzo da 0,975 a 1,0325 del cambio EUR/USD ha messo in dubbio la capacità della valuta americana di puntare verso livelli ormai scontati di apprezzamento a 0,95 entro fine anno, in contrasto con la teoria di un USD ancora più forte in futuro. Le ragioni tecniche del rimbalzo sembrano più un riposizionamento tattico in attesa del cambiamento dei fondamentali. Gli analisti sostengono infatti che la riapertura della Cina, quando ci sarà, complicherà il quadro dell'inflazione partendo dalla pressione al rialzo dei prezzi di materie prime ed energia. L'argomento porrebbe seri dubbi sulla pausa al restringimento della Fed contro l'inflazione. Le indicazioni delle banche centrali in realtà non sono ancora cambiate, anche se molti operatori invece ne sono convinti. La Fed ha detto chiaramente che una pausa nei rialzi dei tassi è fuori discussione fintanto che l'inflazione rimarrà alta. Anche la recente indicazione della presidente BCE Lagarde non ha lasciato dubbi sui prossimi rialzi che il mercato stima in +50 bps a dicembre e 25 bps a febbraio 2023 ...

13 novembre 2022
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I mercati finanziari statunitensi si sono mossi al rialzo in primis per la situazione politica interna che, in attesa dei dati definitivi, ha visto le elezioni di MidTerm disattendere le previsioni di una pesante sconfitta dei Democratici. Nella parte finale della campagna elettorale, i leader democratici hanno saputo rispondere al meglio ai temi chiave più significativi dell’avanzata dei Repubblicani, sponsorizzati in gran parte dall’ex presidente Trump. La più recente proiezione vede nelle risultanze elettorali la rimonta dei Democratici al Senato e possibili sorprese ancora in arrivo alla Camera dei Rappresentanti. La seconda ragione, ancora più importante, ha avuto riscontro nel tema macroeconomico con i dati sull’inflazione in rientro da + 8,2% al 7,7% di ottobre offrendo ai mercati un punto di sollievo tanto atteso: impatto molto positivo sia sui rendimenti obbligazionari che sugli indici azionari. La folta schiera di analisti proiettati verso un ulteriore rafforzamento del Dollaro Usa si sono immediatamente convinti che ‘sì la valuta americana rimarrà forte, ma non così forte come ci si aspettava prima’ ...

5 novembre 2022
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Potrebbe esserci una contraddizione di fondo riguardo alla “crisi” dei titoli di Stato, ritenuti da sempre riferimenti ‘senza rischio’ nei calcoli di Risk Premium, in una fase di mercato che con il rialzo dei rendimenti ha postato rilevanti perdite di valore nei portafogli obbligazionari. E’ ormai chiaro che l’attuale politica restrittiva, in primis della FED statunitense incentrata sul contenimento inflattivo, si pone ad ostacolo della tenuta delle performance del mondo obbligazionario. In particolare lo stress che si sta facendo strada attraverso l'inflazione riflette principalmente l'effetto diretto della politica della Fed sul mercato del Treasury, del sistema bancario e immobiliare, e delle obbligazioni societarie Investment Grade (IG). La FED sta venendo meno come principale acquirente di Treasury nella fase di ‘quantitative tightening’ (QT), spostandosi da maggiore acquirente alla decisione di ridurre il suo bilancio. Il QE ‘quantitative easing’ si era concentrato su scadenze più lunghe per abbassare i rendimenti a lungo termine, l’attuale QT ora genera l'effetto inverso, spiegando il relativo deterioramento del valore dei titoli a lungo termine nei maggiori rendimenti. Intanto i nuovi ingressi nel mercato del lavoro statunitense nel mese di ottobre sono cresciuti di 261.000 unità, mentre il tasso di disoccupazione è salito al 3,7% dal 3,5% precedente; il dato vede un’economia ancora solida con numeri migliori delle stime di 205.000 nuovi posti di lavoro ... 

29 ottobre 2022
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Prosegue il lavoro dei banchieri centrali centrato sulla frenata all’inflazione. La Banca Centrale Europea ha alzato il tasso di riferimento di 75 bps al 2% presentando un quadro ancora incerto sul punto di arrivo e nell’identificazione di un tasso ‘terminale’. Nella conferenza stampa la Presidente della BCE Christine Lagarde si muove con cautela presentando un piano finalizzato al rientro del Bilancio con un’iniziativa che vuole aggiornare il costo dei TLTROs e offrire la possibilità per le banche di poter rimborsare anticipatamente i finanziamenti concessi. Ora tocca alla Federal Reserve statunitense continuare nel percorso restrittivo avendo innestato un pilota automatico impegnato in un compito ormai ripetitivo; le attese sono per un rialzo di 75 bps al 4%. In realtà la BCE è sembrata pronta per un distacco dal pilota automatico, inteso ancora ad inasprire ulteriormente la politica monetaria, lasciando trasparire una discussione più legata alle attese macro e sui risultati derivanti dai restringimenti attuati ...

22 ottobre 2022
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Gli analisti del mercato azionario vedono un'assenza di squilibri strutturali nell’attuale movimento negativo, l’indice S&P500 ha perso da inizio anno circa il 24%, ritenendo che la volatilità persistente risulti più in linea con la ciclicità di un mercato ribassista a cui periodicamente gli operatori sono soggetti. La situazione congiunturale geopolitica ha potenzialmente reso più profondo e prolungato l’assestamento. Infatti gli analisti distinguono tre tipologie di mercato ribassista: strutturale, ciclico e guidato dagli eventi dipendenti da fattori specifici che possono identificare un minimo di mercato. Si deve altresì distinguere un rally del mercato ribassista, come sperimentato quest'estate, dall'inizio di un nuovo ciclo rialzista. Non tutti i mercati ribassisti si creano allo stesso modo e la comprensione dell'attuale mercato ribassista potrà influenzare i tempi e l'entità della ripresa ... 

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