20 luglio 2019
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Le ultime sedute borsistiche, prima dei preparativi verso l’attesa pausa agostana, hanno manifestato i sintomi classici di mercati pronti alle vacanze estive: volumi in progressiva diminuzione, limitate prospettive di un cambio di trend, poche idee di investimento, e aumento della cautela su possibili eventi straordinari. Gli economisti hanno rimosso le preoccupazioni di una recessione economica che avrebbe il suo inizio negli Stati Uniti il prossimo anno, dopo un lunghissimo ciclo di espansione. Rimane invece l’incertezza da parte degli analisti azionari sulla stagione degli utili: i primi risultati vedono una diversa capacità di profitto e differenti ‘guidance’ tra le grandi società del mercato statunitense, seppur appartenti al medesimo settore. La voglia di capitalizzare le importanti performance lascia ancora posto alle indicazioni degli Strategist di portafoglio che offrono segnali discontinui tra diminuzione del rischio e favore agli asset rischiosi, anche per effetto dei messaggi delle Banche Centrali ... 

13 luglio 2019
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Le riflessioni di una maggiore cautela nell’asset allocation, derivata dalla necessità di un consolidamento dei mercati finanziari dopo un primo semestre sopra le attese, non nasconde la voglia dei gestori di cavalcare un trend favorevole a tutte le classi di attivo. Il primo punto di riflessione riguarda la capacità di continuare nel ciclo economico attuale, ormai diventato il più lungo che la storia ricordi (secondo gli storici dal 1854), e che potrà essere prolungato con interventi di tipo fiscale e monetario a sostegno di indicatori di fiducia che registrano a fatica una espansione moderata. La seconda riflessione è per le valutazioni azionarie, ovviamente in forte aumento, mentre il ciclo degli utili procede verso un consolidamento. Con lo sfondamento dei 3000 punti, le valutazioni dell’S&P500 vedono il P/E fwd12m ormai sopra 18x gli utili attesi, rispetto al ratio di 13,4x di inizio anno; la mancata avanzata degli utili aprirebbe la strada per un giudizio di sopravvalutazione dell’indice, almeno rispetto alla media storica di lungo termine ...

6 luglio 2019
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La settimana si è concentrata sulle candidature politiche per definire presidenti e coordinatori dei nuovi organi collegiali europei a seguito del recente esito elettorale e la costituzione del nuovo Parlamento. In qualche modo ha sorpreso l’elezione del Presidente del Parlamento Europeo dell’italiano David Sassoli, funzione che sembrava destinata ad un rappresentante della Core Europe. Ursula von der Leyen sarebbe stata invece designata come Presidente della Commissione Europea, appartenente alla CDU e ministro della difesa in Germania, persona vicina alla cancelliera Angela Merkel. Infine la candidatura alla Banca Centrale Europea di Christine Madeleine Odette Lallouette Lagarde, in successione a Mario Draghi, che si sposterà dall’attuale funzione di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale a quello di governatore dell’autorità monetaria europea; designazione suggerita dal Presidente francese Emmanuel Macron ...

29 giugno 2019
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Sono in molti a riporre nel summit del G20 a Osaka le speranze di una tregua distensiva sulla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti che si sta propagando con una lunga serie di impatti su vari paesi. Il protezionismo di Donald Trump si avvale di un modo tutto del Presidente per indicare nemici e amici dello sviluppo americano diventandone ormai il cavallo di battaglia per una lunga campagna elettorale presidenziale. La riapertura alla vendita dei prodotti di Huawei sul territorio americano è la riprova che la tattica impulsiva deve poi fare i conti con l’economia reale; il blocco dei prodotti del colosso tecnologico cinese aveva infatti molto preoccupato gran parte dei fornitori statunitensi. Sul tavolo dell’incontro in Giappone ci sono inoltre le problematiche sul Golfo dell’Oman e la partita sul petrolio, a cui i presidenti americano e russo sono interessati. Infine l’Europa con la solita Brexit in un Regno Unito senza Premier e l’Italia che sembra approfittare dell’incontro per rimuovere l’iniziativa di infrazione sul debito proposta dalla Commissione Europea ...

22 giugno 2019
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Draghi ha confermato il giudizio accomodante della BCE al Forum di Sintra senza entrare sulla scelta degli strumenti; idealmente il taglio del tasso di deposito sarebbe più gestibile per la banca centrale rispetto ad un nuovo Quantitative Easing, sebbene le critiche di Donald Trump sulla politica monetaria europea potrebbero essere influenti nella scelta. A sorprendere è stata l’apertura da parte di Jens Weidmann della legittimità del QE quale intervento capace di essere incisivo, commento forse indirizzato ad un suo ruolo nella corsa alla successione di Mario Draghi a capo della BCE. Negli Stati Uniti la FED ha spostato in avanti un taglio dei tassi sui Fed Funds, probabilmente a fine luglio. In realtà, negli ultimi mesi, si è assistito ad un’inaspettata inversione di tendenza riguardo alla politica monetari della Fed; mentre alla fine del 2018, la curva dei Fed Funds incorporava tassi di interesse invariati per l’intero 2019, il mercato ora sta valutando in quasi 60 bps i tagli entro fine anno e poco meno di 100 bps alla fine del 2020. Il Treasury 10y ha comunque riconquistato il 2,05% dopo un breve periodo del rendimento sotto il 2%; il dollaro ha riportato un indebolimento, mentre l’Oro ha ripreso vigore ...

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