27 giugno 2020
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Dopo le iniziative nell’area Euro per il recovery fund, la iniezione di liquidità della BCE (TLTRO) e lo scambio di informazioni tra governo di Berlino e la Corte Costituzione tedesca per gli acquisti della BCE, l’attenzione degli investitori si sposta negli Stati Uniti dove il tema delle presidenziali ha visto uno scontro sulle strategie tra Trump e il suo staff sul problema dell’espansione dei contagi da Coronavirus. Se complessivamente nel mondo i numeri di infezioni sta superando i 10 milioni, negli ultimi giorni sono i casi in USA ad essere in forte espansione, quasi 50.000 al giorno. In Texas e Florida l’accelerazione dei contagi ha riaggiornato l'apertura di alcuni servizi pubblici, ma l’allarme si estende a molte aree periferiche; non da meno i timori ritornano nelle grandi città, e ovviamente a New York, dove una seconda ondata sarebbe ritenuta una vera sconfitta politica per l’amministrazione Trump che trova nei sondaggi per le presidenziali uno svantaggio calcolato mediamente intorno a 10 punti percentuali rispetto a Biden ...

 

20 giugno 2020
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Il "to do whatever it takes" della FED - ‘fare tutto il necessario’, con l’idea di un impegno a mantenere i tassi dei Fed Funds a zero fino alla fine del 2022, ha interessato gli strategist di portafoglio per una ‘forward guidance’ inusuale. L’imitazione delle parole più volte espresse da Mario Draghi, quando era a capo della BCE, ha posto una seria riflessione sulla futura politica del FOMC nella determinazione che non ci saranno aumenti dei tassi di interesse fino alla fine della crisi. L’enfasi di Powell per un impegno totale, almeno fino al superamento completo della recessione in atto, vede anche l’introduzione della possibile tattica di "controllo della curva dei rendimenti", riducendo il rischio di un sell-off obbligazionario di breve periodo con una strategia mirata alla pendenza dei tassi a medio e lungo termine. Sono molti i gestori che vedono potenziali sorprese positive nei macro dati statunitensi come per le vendite al dettaglio, i nuovi permessi di costruzione e la produzione industriale di maggio: segnali a sostegno del sentiment di mercato. L’andamento positivo sui dati dei sussidi da lavoro, nel tema più ampio delle riaperture, suggerisce un numero di almeno 5 mln di unità di rientro al lavoro in giugno, numeri da convalidare. La sintesi di tutte queste notizie mostrai indici azionari statunitensi in buona tenuta e valutazione che stanno già scontando gli EPS del 2021/22, in un processo di euforica ripresa a ‘V’ ...

13 giugno 2020
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L’aumento improvviso della volatilità sopra i 40 punti (VIX:CBOE) ha interrotto il trend ascendente dei listini statunitensi dopo la presentazione della FED dell’aggiornamento sulle prospettive economiche: GDP in calo del 6,5% per il 2020, +5% nel 2021 e +3,5% nel 2022. Nelle parole di Jerome Powell è parso molto più chiaro rispetto alle precedenti dichiarazioni che nel breve termine lo sforzo della banca centrale non sarà sufficiente a invertire una situazione economica piena di incertezza e condizionata dal rischio della presenza del coronavirus. La cautela del governatore della FED ha portato la riflessione degli investitori sulla ripresa a ‘V’ scontata nelle borse, in questa fase di recessione degli utili in cui le valutazioni degli asset finanziari sembrano divergere in modo significativo dalle stime dell’economia reale. La caduta in una sola seduta del DJIA del 6,90% a 25128,17 punti e dell’S&P500 del 5,89% a 3.002,10 punti, hanno trovato una risposta positiva nella successiva seduta, dimostrando l’incidenza della liquidità e della speculazione sugli interventi delle banche centrali. Le ripercussioni negative in Europa hanno coinvolto i maggiori listini con il DAX tornato sotto i 12.000 punti, in calo di oltre 900 punti in una settimana ...

6 giugno 2020
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Riapertura delle attività, sperimentazione di un vaccino, interventi fiscali e monetari e alti livelli di liquidità hanno giocato un ruolo chiave nella ripresa dei listini azionari. A sorprendere in modo positivo soprattutto i dati sul lavoro negli Stati Uniti che hanno capovolto le previsioni stimate in un aumento del tasso di disoccupazione dal 14,7% di aprile, il più alto mai registrato nel 1939, al 19,8%, e che invece è sceso inaspettatamente a 13,3%. Con la progressiva riapertura dell'economia statunitense il numero di disoccupati è diminuito di 2,1 milioni a 21,0 milioni, mentre i sussidi sono diminuiti di 2,7 milioni a 15,3 milioni. Tra i lavoratori in stato di licenziamento temporaneo, il numero di perdite di lavoro è aumentato da 295.000 a 2,3 milioni, mentre aumentano gli occupati di 3,8 milioni di unità a 137,2 milioni con un tasso di partecipazione alla forza lavoro al 60,8%, dopo aver toccato in aprile il livello più basso dal gennaio 1973 ...

30 maggio 2020
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Gli operatori finanziari rimangono scettici sul rapido passaggio da Bear a Bull Market, tanto che la volatilità rimane alta rispetto agli ultimi due anni (l’indice VIX CBOE rimane lontano da 15 punti) e la rotazione settoriale fragile. I settori legati a turismo, ristorazione e trasporti aerei hanno dato un primo segnale di rimbalzo, comunque con poca convinzione, incoraggiati dal forte sostegno fiscale e monetario e dalla prospettiva di allentamenti graduali. Gli indici azionari continuano l’impressionante ripresa dai minimi di marzo. L’S&P500 ritorna sopra 3000 punti, ignorando le nuove tensioni tra Stati Uniti e Cina; la conclusione della earnings season 1Q20, con un calo dei profitti del 14,6%, ha proiettato le valutazioni P/E fwd 12m a 21,5x in area di sopravvalutazione ...

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